Dal 2010 al 2015 la serie di WRC era affidata alle mani dello studio italiano Milestone, software house che come sappiamo bene è specializzata in giochi dedicati al mondo dei motori. Durante la loro gestione i 5 titoli pubblicati hanno ricevuto critiche abbastanza positive da stampa e pubblico, tuttavia dopo il passaggio di testimone ai francesi Kylotonn la qualità ne ha risentito parecchio. Lo scorso anno WRC 5 non era riuscito infatti a convincere gli appassionati, complice anche la relativa “inesperienza” del nuovo studio alle prese con il suo debutto su una serie longeva come quella di WRC. Gli sviluppatori comunque sembravano aver fatto tesoro delle critiche promettendo diversi passi in avanti per il nuovo WRC 6, che finalmente è arrivato nei negozi. Ci siamo quindi messi di nuovo al volante di un bolide da Rally pronti a scalare le classifiche e dominare i percorsi più ardui, vediamo quindi come è andata.

Titolo: WRC 6
Sviluppatore: Kylotonn
Publisher: Ubisoft
Lingua: Completamente in Italiano
Piattaforme: Xbox One, PS4, PC
Data di Uscita: 07/10/2016

Quando si parla di titoli sportivi a cadenza annuale la prima domanda che viene da porsi è: siamo di fronte ad un semplice aggiornamento dello stesso gioco di un anno fa oppure effettivamente c’è qualcosa di nuovo? Potremmo stare qui a discutere per ore senza trovare una vera risposta universale, ma WRC 6 potrebbe essere uno di quei casi in cui tutti potrebbero essere concordi che la differenza rispetto al passato è praticamente nulla. Lo si nota fin da subito appena avviato il CD, con un menù che non presenta praticamente nessuna voce nuova e perfino a livello grafico sembra preso di peso da WRC 5. Se speravate quindi in qualche nuova modalità o stravolgimenti della Carriera e simili, frenate le vostre aspettative, perché WRC 6 offre veramente il minimo indispensabile dal punto di vista dei contenuti. Possiamo quindi partecipare alle singole tappe di Rally riprodotte con licenze ufficiali, correre per un Campionato o affrontare la modalità Carriera, che rimane l’opzione più interessante anche se piuttosto anonima. Come da tradizione infatti dovremo partire dal basso firmando un contratto con una società e iniziare dalla categoria Junior, e vincendo le varie gare si può scalare la classifica e puntare alle categorie WRC 2 e WRC 1, oltre naturalmente a contratti con società migliori e bolidi sempre più performanti. Tra una gara e l’altra la gestione del team sarà veramente minima, con la possibilità di riparare l’auto da eventuali danni (altrimenti vi porterete le ammaccature per tutta la durata) e poco altro, senza nessuna decisione cruciale, filmato o qualcosa che ci faccia davvero sentire parte di questo mondo. In uno scenario in cui ormai qualsiasi titolo offre delle modalità Carriera avvincenti e coinvolgenti (ottima ad esempio la nuova di FIFA 17, o anche di F1 2016 per rimanere in tema di auto), WRC 6 è ancora troppo indietro per gli standard attuali, e il tutto si riduce ad una mera sequenza di gare da completare in maniera piuttosto meccanica.

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La Carriera era quindi uno degli elementi su cui speravo maggiormente, ma Kylotonn non ha voluto osare più di tanto… così come non ha voluto osare sul fronte del gameplay. Una delle maggiori critiche al precedente capitolo era il senso di “piattume” delle piste, con una differenza quasi nulla tra i vari terreni come ghiaia, asfalto, ghiaccio e così via. Nonostante una resa grafica leggermente migliore (ma comunque criticabile e su cui tornerò a parlare tra poco) purtroppo la sensazione che le macchine siano incollate alla pista rimane, anche dove in teoria il terreno dovrebbe far slittare almeno un minimo la macchina. Bisogna tuttavia ammettere che WRC 6 non si pone come un simulatore di Rally realistico, ma anzi propone una visione più arcade e immediata. Questo può essere un punto a vantaggio per i neofiti del genere o per chi cerca un’esperienza più diretta, divertente e senza troppe pretese, senza dover per forza calibrare al minimo ogni curva e dosare alla perfezione accelerazione e frenate. Sono presenti comunque delle impostazioni per rendere la simulazione leggermente più realistica, tuttavia nonostante il livello di difficoltà si alzi leggermente rimane sempre la sensazione di essere troppo assistiti, e titoli concorrenti come DiRT rimangono una spanna sopra da questo punto di vista.

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Rimanendo in tema di assistenza, una menzione di (dis)onore al nostro copilota. La sua presenza è semplicemente irritante, complice un doppiaggio italiano abbastanza scadente con intonazioni che cambiano all’improvviso (ho avuto il sospetto che in realtà fossero diverse persone a doppiare), ma soprattutto spesso fornisce informazioni errate. Più di una volta l’ho sentito urlare “ATTENZIONE” o “FRENA” anche su rettilinei o zone dove effettivamente non ce ne era bisogno, oppure accavallare informazioni su curve o zone che ormai avevo già passato. Dal punto di vista tecnico il gioco utilizza un motore grafico proprietario di Kylotonn, ma se l’anno scorso poteva a malapena risultare sufficiente a distanza di 12 mesi delude vedere come non siano stati fatti dei veri passi in avanti. Non che WRC 6 sia brutto da vedere, il colpo d’occhio riesce anche ad essere piacevole, ma se si analizza nel dettaglio si nota spesso un forte aliasing, e specialmente gli scenari vantano purtroppo delle texture in bassa risoluzione, specialmente quando si tratta di erba o terreni rocciosi. Buoni invece i modelli poligonali delle auto su licenza ufficiale, anche se siamo su livelli più o meno normali per gli standard odierni. Degni di nota invece gli effetti del clima dinamico, con scenari che possono cambiare in base al meteo o all’orario del giorno regalando scorci suggestivi.

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IN CONCLUSIONE

WRC 6 purtroppo si presenta come un semplice “more of the same”, e ad eccezione degli aggiornamenti sui piloti e auto della stagione Rally 2016 non offre molti motivi per essere acquistato dai fan del genere. E’ un peccato vedere la licenza ufficiale di WRC utilizzata in questo modo, specialmente quando ci sono serie come la già citata DiRT che sono superiori in praticamente ogni aspetto. Il gioco tuttavia riesce anche a divertire nella sua semplicità, per cui mi sento di consigliarlo a chi cerca un gioco di Rally più accessibile ed immediato con cui passare qualche serata in compagnia di amici, grazie anche al ritorno del multiplayer split-screen. Vedremo se il prossimo anno la situazione migliorerà. ma l’impressione è che Kylotonn dovrebbe prendersi almeno un anno di pausa per avere il tempo di ideare e sviluppare qualcosa che permetta alla serie di avere qual balzo evolutivo di cui ha disperatamente bisogno per restare al passo con i tempi.

I videogiochi non sono solo una passatempo per Andrea: da anni ormai scrive su riviste e siti specializzati, trasformando così la passione in lavoro. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e collector’s edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età… di sicuro spendeva di meno.

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