Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration – Recensione

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Nel 2013, Crystal Dynamics e Square Enix sono riuscite a rilanciare, dopo molti anni, la serie di Tomb Raider, proponendo un titolo al passo con i tempi, non solo dal punto di vista del gameplay, ma soprattutto dal punto di vista grafico e stilistico. Nel 2015, le due aziende, unite più che mai nel duro lavoro di riportare alla luce un’icona storica del mondo videoludico come quella di Lara Croft, pubblicano su Xbox 360 e Xbox One il secondo capitolo di questo “reboot”, Rise of the Tomb Raider. Dopo l’iniziale uscita del gioco in esclusiva sulle piattaforme casalinghe Microsoft, il 13 Novembre 2015, e successivamente distribuito anche su PC, il 28 Gennaio scorso, Rise of the Tomb Raider è finalmente giunto sulla console ammiraglia di casa Sony.

In occasione del ventesimo anniversario dall’uscita del primo titolo della saga su PlayStation, Square Enix dedica a Lara Croft una versione speciale di questo nuovo titolo per festeggiare 20 anni di onorata carriera. Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration, disponibile dall’11 Ottobre 2016 su PS4, porta con sé quanto visto con le versioni Xbox One e PC, ma aggiunge tutti i DLC rilasciati in questi mesi, senza Season Pass o pacchetti di alcun tipo da acquistare.

Icona indiscussa dei nati negli anni ’90, Lara Croft è rimasta nell’ombra per diversi anni, ma grazie al successo di Tomb Raider prima, e Rise of the Tomb Raider dopo, uno dei personaggi femminili più amati di sempre è tornato in un titolo che, sebbene ricalchi con evidenza le orme di Uncharted di Naughty Dog, riesce a proporre un gameplay accattivante e una trama affascinante densa di sorprese.

Bando alle ciance, e tuffiamoci a capofitto nella recensione di Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration.

Titolo: Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration
Sviluppatore: Crystal Dynamics
Publisher: Square Enix
Lingua: Completamente in Italiano
Piattaforme: Xbox One, PS4, PC
Data di Uscita: 11/10/2016

La Tomba del Profeta

Un anno dopo gli eventi narrati nel capitolo precedente, Lara Croft sta lottando per spiegare la sua esperienza nell’isola soprannaturale di Yamatai. Cercando risposte, risale a delle ricerche lasciate incompiute dal padre, riguardanti la Tomba del Profeta, la città perduta di Kitež e la promessa dell’immortalità. Tuttavia, la compagna del padre, Ana, tenta di avvertirla come questa ossessione per la città perduta guidò l’uomo alla rovina e al suicidio. Lara ignora gli avvertimenti di Ana ed organizza una spedizione nell’ostile Siria, sperando di scoprire la Tomba del Profeta di Costantinopoli, una figura chiave nella leggenda di Kitež. Anche se riesce a trovarla, la tomba è vuota, e Lara si ritrova a dover affrontare l’organizzazione chiamata Trinità, un antico ordine di cavalieri che ora esistono come un’organizzazione paramilitare che indaga sul sovrannaturale. La Trinità è  guidata dal leader Konstantin, un uomo crudele e meschino che vuole impadronirsi della fonte dell’immortalità per i suoi scopi. Nonostante l’incontro inaspettato con la Trinità, Lara riesce a fuggire dalla grinfie di Konstantin e scopre un simbolo inciso nella tomba collegato ad un libro posseduto in precedenza da Lord Croft.

Successivamente, insieme all’amico Jonah, la ragazza parte per la Siberia, seguendo le indicazioni presenti nel libro: sebbene molto rischioso, questo viaggio potrebbe portare sia a Kitež, sia alla Sorgente Divina, dove si pensa di possa nascondere la sorgente d’acqua che dona l’immortalità. Durante la spedizione, Lara si perde e finisce da sola alla ricerca di quello che sta cercando. La figlia di Lord Croft trova, di nuovo, sul suo cammino, la Trinità, che si è stabilita li, a scopo di operazioni di ricerca della città perduta. Ma la ragazza viene catturata e messa in una cella con Ana, che si rivela essere la sorella di Konstantin ed una spia al servizio della Trinità. Lara scappa, e nella fuga viene aiutata da Jacob, un estraneo misterioso che la conduce attraverso le miniere fino al suo villaggio.

Da qui inizia la vera avventura dell’ormai ventiduenne Lara, che dovrà combattere con i denti per sconfiggere la Trinità e arrivare per prima alla sorgente divina nella Tomba del Profeta. Lara in questo capitolo mostra un’evoluzione dal punto di vista caratteriale e psicologico evidente rispetto al precedente capitolo: sarà il taglio cinematografico delle cut scene, sarà la trama più profonda e introspettiva, ma in questo capitolo Lara Croft torna ad essere l’avventuriera coraggiosa e determinata che tutti ci ricordiamo. Non solo la giovane eroina riesce a combattere da sola (o quasi) contro la Trinità, ma riesce a mostrare il suo lato più adulto e coscienzioso, che salta fuori alla scoperta di ogni nuovo accampamento, quando Lara rimugina sugli eventi appena passati e pianifica con cura ed attenzione le mosse successive. Momenti intimi e introspettivi estremamente nostalgici e ricchi di pathos, che si intervallano perfettamente ad una narrazione dai ritmi incalzanti e ad un gameplay pacato ma allo stesso tempo ricco di cose da fare.Rise of the Tomb Raider

Lara non invecchia mai

Per quanto riguarda il gameplay, senza star qui ad annoiarvi con la solita “minestra”, vi rimandiamo alle nostre recensioni della versione Xbox One e della versione PC. Infatti, quanto offerto dall’edizione 20 Year Celebration, non differisce per nulla rispetto alle controparti Microsoft: il gameplay, simile a quello del predecessore, è stato riproposto in Rise of the Tomb Raider portando ogni elemento alla sua massima potenza. Partendo dalle mappe, Lara in questo nuovo capitolo visiterà mappe molto più vaste ed elaborate rispetto al passato, e l’esplorazione, questa volta, avrà un ruolo ancora più importante, anche grazie ad ambientazioni più grandi e suggestive. Durante l’esplorazione potremo trovare materie prime, munizioni, artefatti e oggetti di vario tipo che potranno essere utilizzati agli accampamenti per creare nuove armi o potenziare quelle in possesso. Gli accampamenti, le location in cui salvare la partita, sono presenti in numero elevato in ogni mappa, permettendo al giocatore e a Lara di fare mente locale sulla situazione.

Come sappiamo, Rise of the Tomb Raider propone di nuovo le Tombe, luoghi inaccessibili simili a dei veri e propri labirinti, dove per proseguire nelle stanze successive sarà necessario risolvere diversi enigmi, più o meno complicati a seconda della tomba che stiamo affrontando. Oltre a questo, per arricchire ancora di più l’offerta di gioco, i ragazzi di Crystal Dynamics hanno introdotto delle missioni secondarie che, nonostante risultino semplici ed immediate, ampliano il gameplay e permettono di far luce su aspetti nascosti della psicologia di Lara.

Dal punto di vista del gameplay puro, come abbiamo sottolineato prima, Rise of the Tomb Raider ricalca alla perfezione quanto visto nel suo predecessore, con più enfasi verso le sezioni stealth: in questo capitolo sarà possibile nascondersi sott’acqua, arrampicarsi sugli alberi o nascondersi tra i cespugli per effettuate uccisioni furtive o sottrarsi alla vista dei nemici. Sebbene l’attenzione sia focalizzata maggiormente sullo stealth, ci sono alcuni difetti che continuano ad aleggiare sul gameplay: il sistema di puntamento è rimasto piuttosto impreciso e il livello di difficoltà (ai livelli di difficoltà medi o medio-alti) non è sufficientemente alto, tanto che l’I.A. molte volte risulta confusa agli occhi del giocatore. Notevole, al contrario, il senso di survival che il titolo di Square Enix riesce ad offrire: andare alla ricerca di materie prime e cacciare animali per procurarsi risorse e cibo, dona al gioco un senso di immersione maggiore, unico ed apprezzabile.

Come detto sopra, le novità proposte in questa edizione PS4 sono la presenza dei DLC (compresi nel pacchetto, senza costi aggiuntivi) i quali introducono diverse modalità tra cui Legami di Sangue e Stoicismo. Il primo ci riporta nell’enorme magione della famiglia Croft, in un livello dedicato principalmente esplorativo, ricco di puzzle da risolvere e segreti da scoprire. Nella modalità Stoicismo ci ritroveremo in ambienti ostili generati casualmente, e in modalità cooperativa, insieme ad un amico, dovremo sopravvivere al freddo e alla fame, e non solo. Sopravvivere più giorni possibile e scoprire reliquie nascoste saranno la chiave per aumentare il vostro punteggio e il vostro bottino.Rise of the Tomb Raider

20 anni e non sentirli

Anche per quanto riguarda l’aspetto puramente tecnico, non ci dilungheremo molto. Come evidenziato poc’anzi, un aspetto interessante e apprezzato è il taglio cinematografico delle scene di intermezzo, tutte quante ben realizzate sia dal punto di visto tecnico che registico. Il ritmo incalzante delle missioni della storia principale non vi daranno modo di fermarvi a guardare l’ambiente circostante, ma noi vi consigliamo di farlo. Le ambientazioni, gli scorci visivi e i giochi di luce e ombre che offre il titolo di Crystal Dynamics sono veramente sbalorditivi. E PS4, sotto questo punto di vista, a parte qualche calo di frame rate nei combattimenti più concitati e nelle cut scene più lunghe, si comporta benissimo. La grafica, e in particolare le texture ambientali e le animazioni dei personaggi principali e non, sono ottime e mostrano il grande lavoro svolto dagli sviluppatori.

Anche dal punto di vista artistico, Rise of the Tomb Raider migliora quello visto nel suo predecessore: location affascinanti, combattimenti al cardiopalma e cut scene ben curate si fondono in un prodotto di facile fruizione e di grande livello. Ottimo anche il sonoro, con una colonna sonora epica ed incalzante che si sposa alla perfezione con il gameplay del gioco. Anche il doppiaggio, sebbene inferiore rispetto alla controparte originale, è appagante e carismatico.Rise of the Tomb Raider

In conclusione

Se avete giocato la versione Xbox One o quella PC di Rise of the Tomb Raider, non possiamo consigliarvi con entusiasmo l’acquisto dell’edizione 20 Year Celebration su PS4. Effettivamente, a parte la presenza di tutti i DLC distribuiti da Crystal Dynamics nel corso dell’anno, il gioco è esattamente lo stesso. Tuttavia, se siete tra gli utenti Sony che aspettavano con ansia il ritorno di Lara Croft, e magari avete anche apprezzato il precedente capitolo, l’acquisto è pressoché un obbligo.

Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration è un titolo poco intraprendente ma allo stesso tempo solido, che riprende tutte le potenzialità viste in Tomb Raider nel 2013, portandole alla massima potenza: una trama avvincente contraddistinta da un taglio cinematografico degno delle più grandi pellicole, una gameplay ben strutturato e ricco di cose da fare e una grafica e un comparto artistico di altissimo livello. Cosa si può volere di più?

Ecco, probabilmente avremmo voluto qualche passo falso (in senso positivo) in più da parte di Crystal Dynamics e Square Enix, ma ci riteniamo pienamente soddisfatti.. anche di questa terza uscita di Lara Croft nel giro di un anno. Consigliato!

Francesco warfra Lorenzoni

Un ragazzo come tanti che vuole trasformare le sue passioni in un lavoro.

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