Dopo “Il Padrino – Parte III” vediamo se almeno Mafia III saprà regalarci delle emozioni positive o se proprio il terzo capitolo, nelle storie basate sulla malavita americana, sia “un’offerta da dover rifiutare”.

Titolo: Mafia III
Sviluppatore: Hangar 13
Publisher: 2K
Piattaforme: PC, Playstation 4, Xbox One
Genere: Azione, Avventura
Prezzo: 49,99€
Localizzazione: Audio e testi in italiano
Data di uscita: 07 ottobre 2016

America del sud 1968. Appena tornato dal Vietnam, Lincoln Clay incontra la propria famiglia. Il fratellastro e Sammy, suo padre, insieme agli amici del quartiere, festeggiano il rientro di quel giovane ragazzo partito per la guerra e ritornato uomo. “E’ bello essere a casa. Ho quattro anni di fango e sangue da buttarmi alle spalle e anche solo trovarmi qui adesso, è fantastico”. Questa una delle prime frasi che il protagonista di Mafia III pronuncia per far capire che gli ultimi anni da lui vissuti sono stati tutt’altro che facili. Ma non sarà Clay a raccontare la sua storia. Saranno padre James Ballard e altre personalità di spicco della città immaginaria di New Bordeaux (luogo ispirato da New Orleans) a narrare gli eventi, facendo da subito intuire che l’epilogo di questa storia non porterà a un lieto fine per tutti. Gli avvenimenti della prima parte della storia, ruotano intorno ad un evento principale: la rapina alla Federal Reserve avvenuto il giorno di Martedì Grasso. Nei punti focali dei fatti narrati, rivivremo ciò che è avvenuto pochi giorni prima, conoscendo alcune vecchie amicizie di Clay e incontrando anche uno storico personaggio per i giocatori del precedente capitolo di Mafia. Nei flashback che ci troveremo a rivivere, affronteremo anche un gruppo di haitiani che ci attaccherà mentre cerchiamo di dare una mano alla gente più bisognosa del quartiere, servendo loro un pasto caldo alla mensa dei poveri. Ma Clay è il tipo di persona che non permette a nessuno di far male alla sua gente, e decide senza avere un piano troppo dettagliato, di far fuori il capo degli haitiani per smembrare alla base l’organizzazione.

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La rapina alla Federal Reserve ha fruttato un bottino di sei milioni di dollari, che anche dopo la suddivisione con Sal Marcano, il boss di zona che ha organizzato il colpo, permetterebbe a tutti di avere una bella somma con cui vivere in pace, soprattutto dopo che l’attacco ai fastidiosi haitiani si è completato con esito positivo. Purtroppo Clay impara a sue spese che nella malavita l’amicizia non esiste (qualcuno si ricorda a tal proposito l’ultima frase pronunciata da Sam nel finale del primo capitolo della serie?). Sal Marcano una volta riscossi i profitti della rapina, uccide il padre e il fratello di Clay al quale Giorgi, figlio del boss, spara un colpo in testa. Clay viene soccorso da padre James che lo salva da morte certa. Ora se sei un giovane che crede nel rispetto e nella lealtà, quando perdi tutto, rimane solo una cosa: la vendetta. Ed è a questo punto che inizia il vero gioco, permettendoci di girare liberamente per le strade di New Bordeaux, attaccando Sal Marcano in tutti i lavori che portano profitto alla sua famiglia, conquistando piano piano il racket delle attività criminali della città, perché si sa che la vendetta è un piatto che va servito freddo. Tutto ciò ci viene offerto in Mafia III con una colonna sonora che ci immerge negli ultimi anni del 1960 permettendoci di essere accompagnati in questa avventura dalle voci di Etta Jones, James Brown, Elvis Presley, Johnny Cash e decine di altri artisti dell’epoca.

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Storia profonda check. Colonna sonora stupenda check. Cos’è allora che non permette al titolo di Hangar 13 di essere il capolavoro dell’anno? Purtroppo Mafia III non è privo di difetti, tutt’altro. Ciò che ci spingerà più volte ad appendere il joypad al chiodo è uno dei problemi più frequenti in molti titoli presenti sul mercato: la ripetitività e la monotonia delle missioni principali. Mafia III contiene nella propria trama e nel proprio look numerose citazioni a film e romanzi del genere gangster e non solo, ma il desiderio di vendetta di Clay Lincoln ha forse come principale ispirazione il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas. A differenza di Edmon Dantes, la vendetta del nostro alter ego non durerà per tutta la vita ma ci saranno momenti nei quali ci sembrerà di averci investito la nostra. Attaccare i singoli racket nella città di New Bordeaux avrà come scopo principale quello di arrivare al boss dell’attività criminale, farlo fuori e impossessarci del giro per aumentare la nostra popolarità e il nostro potere. Avremo modo di stingere legami e affidare quartieri o la gestione di alcuni racket ai nostri compagni, ma il modus operandi per farci strada nella malavita locale sarà davvero uguale di ora in ora. Ma se riusciremo a superare la monotonia grazie al coinvolgimento della storia, se il desiderio di vendetta di Clay diventerà il nostro, ci troveremo ad affrontare un altro nemico, uno davvero forte e quasi impossibile da battere. Il difetto principale di Mafia III è l’intelligenza artificiale davvero imbarazzante. Già dalle prime missioni dovremo farci strada in aree di stretta sorveglianza dove intrufolarci di nascosto e freddare il capo dell’avamposto, ma questa operazione apparentemente difficile, risulterà di una banalità spaventosa. Guardie sempre rivolte nel senso opposto rispetto al sentiero da noi percorso eseguendo una ronda molto semplice e ripetitiva. La modalità furtiva è a tratti inutile, in quanto potremo camminare come uomini invisibili in mezzo a numerose pattuglie ignare della nostra presenza. Gli scontri a fuoco saranno ardui, ma sarà anche difficile arrivare ad affrontarne visto che basterà stare attenti a passare inosservati per non subire danni o attacchi letali. Anche gli inseguimenti con la polizia saranno piuttosto semplici da portare a termine con la fuga, e la ricerca delle forze dell’ordine sarà fin troppo sbrigativa, sbloccando nel corso dell’avventura anche la possibilità di corromperle.

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Come avrete già compreso Mafia III non è privo di difetti. Complice anche una grafica che non spiccando per riflessi ed ombre eccelsi, vede nel proprio stile omogeneo e non particolarmente dettagliato, un certo adeguamento con l’anno in cui il gioco è ambientato, creando tutto sommato un effetto vintage mai fastidioso ma oggettivamente non realizzato con troppa attenzione. Ciò che invece infesta le strade di New Bordeaux che ci creerà non pochi fastidi nel tentativo di conquistare la città, sono bug e glitch, che fanno ulteriormente pensare che Mafia III meritava una maggior attenzione nella cura del comparto tecnico, e forse qualche altro mese di attesa prima di vederlo sugli Store avrebbe sicuramente giovato a questo titolo. Un altro aspetto importante da analizzare è la meccanica di gioco, che come già accennato rimane spesso stealth. Nel corso della storia avrà un ruolo fondamentale Vito Scaletta, protagonista del precedente capitolo di Mafia. Ma in molte situazioni sembrerà di trovarci davanti a un gioco ben diverso dal primo capitolo della saga uscito nel 2002 e da Mafia II seguito otto anni dopo, chiedendoci in alcuni punti della storia, se non era meglio realizzare un nuovo brand piuttosto che ripescare un titolo del genere solo per questioni commerciali. In riferimento alle missioni secondarie regna la monotonia e la ripetitività degli incarichi principali ma non vi preoccupate…la caccia alle copertine di Playboy è rimasta invariata! Ulteriore sdegno è dato dalla mancanza di piccoli particolari che avrebbero fatto la differenza nel voto finale, come i bossoli sparati che scompaiono nel nulla piuttosto che accumularsi ai nostri piedi, l’assenza di pozze di sangue sui cadaveri stesi per terra e infine danni estetici ai veicoli fin troppo limitati.

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In Conclusione

L’ultimo titolo di 2K presenta una storia davvero avvincente, e se siete amanti dei racconti gangster movie, questo gioco deve essere provato. Bug e glitch rovineranno in diverse situazioni il pieno coinvolgimento nel gioco ma la recitazione e l’atmosfera anni ’60 saprà comunque non lasciare nessuno indifferente, merito anche della stupenda e ben selezionata colonna sonora. Anche se Mafia III non possiede nessuna modalità online, saprà tenervi occupati per diverse decine di ore per le strade di New Bordeaux, se siete comunque pronti a venire a compromesso con la tediosità delle missioni primarie e secondarie. Un’ultima considerazione: Mafia III è un titolo che basa la propria storia contro il razzismo e ogni forma di sopruso, che nascono dall’ignoranza e disinformazione verso ciò che viene considerato diverso. L’ironia è che lo stesso titolo al lancio è stato vittima, sempre per scarsa informazione, di recensioni e commenti negativi degli utenti che, a causa dei 30 fps blindati presentati al lancio (problema ad oggi già risolto), rendevano a loro avviso questo titolo ingiocabile. Considerando l’eccellente storia, il comparto audio magistrale e il gameplay generale offerto da questo titolo, ci si pone davanti un quesito: se un gioco fosse privo di tutti questi aspetti positivi ma fosse capace di girare a 120 fotogrammi per secondo (qualità raggiungibile oggi solo con un video in UHD), basterebbe questo per definirlo un capolavoro? Senza soffermarci troppo su questo argomento del quale si è detto e letto tanto sul web, colgo solo l’occasione per ricordare che l’occhio umano percepisce il senso del movimento da 24 fotogrammi per secondo e difficilmente si accorge di ciò che c’è in più.

 

Sono nato nel 1980 quando la Pixel art non era una scelta ma l’unico stile grafico possibile. Ho nella pittura, nei videogiochi e nel cinema le mie passioni più grandi. Vivo ogni giorno cercando di ricordare che ciò che divide i rimpianti del passato e i sogni del futuro, sono gli istanti che viviamo nel presente costruiti con le nostre azioni.

1 Commento

  1. Sicuramente un gioco da avere sullo scaffale 😉

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