L’associazione Milestone e motociclette è ormai un paradigma del mondo videoludico. Mi sono sempre detto, da motociclista, che mai avrei potuto apprezzare i giochi di moto digitali, ma devo ammetter, mio malgrado, che il team di Milano è riuscito a farmi ricredere.

Già con Valentino Rossi The Game (che poi sarebbe una versione estesa di MotoGp16 ) ho avuto la netta sensazione che si possono fare delle ottime cose con impegno e passione e Ride 2 non fa altro che confermare che ci si può divertire con le moto anche senza indossare tuta e casco, seduti sul divano. Beh, diciamo che il divertimento è di altro genere, ma vediamolo qua di seguito!

Titolo: Ride 2
Sviluppatore: Milestone
Publisher: Koch Media
Lingua: Completamente in italiano
Piattaforma: PC/MAC, Xbox One, PS4
Prezzo: 58,02€ (Amazon)
Data di uscita: 7 ottobre 2016

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Un anno e mezzo fa è uscito Ride, che mi aveva divertito ma non entusiasmato più di tanto. Ancora non era riuscito a convincermi che poteva essere divertente guidare una moto virtuale. Chi ha mai guidato una moto può capirmi, per gli altri cerco di fare un rapido sunto del mio pensiero. Guidare una macchina virtuale in una simulazione su PC o console è una buona approssimazione di quello che può essere la guida nel mondo reale, ma guidare una moto è tutto un altro paio di maniche. La moto è fisica, vive in simbiosi con ogni movimento del pilota, reagisce agli spostamenti di peso, è come un cavallo che, indomabile, cerca di sbalzarci a terra dopo ogni brusca ripresa o frenata. Guidare la moto è esserne coinvolti, avvolti, creando una fusione che implica euforia e adrenalinica tensione.

Quindi guidare una moto con un pad è qualcosa di più lontano ed alieno che possa accadere ad un “rider”. I programmatori di Milestone, che sono pervasi dalla passione per le due ruote fino al midollo, hanno cercato di rendere in parte quelle sensazioni, e devo ammettere che ci sono riusciti. La mia diffidenza è svanita subito quando ho provato la reattività del mezzo, quando mi sono ritrovato a piegare con il corpo durante una parabolica per recuperare metri e decimi di secondo preziosi. In Ride 2 non ci troviamo di fronte ad una simulazione come in MotoGP, ma questo è un punto a suo favore. Come succede in Forza Horizon, Ride 2 è la versione arcade del racing simulator, ma non cadete nel tranello di considerarlo una versione “light”. La fisica delle moto, la costruzione dei tracciati, l’introduzione della pioggia che non ha solo effetto scenografico, i cambi di pendenza nelle piste, sono tutti elementi che aggiungono al gameplay arcade una marcia in più. Il gioco non ci obbliga a calibrare ogni nostro movimento con con precisione millimetrica, ma dovremo comunque prestare attenzione ad impostare bene le curve, dosando il freno anteriore e posteriore, decelerando ed accelerando al momento giusto. Sembra di essere tornati indietro ai fasti del “Real Driving Simulator” ovvero il mitico Gran Turismo. Molte sono le affinità con il titolo della Poliphony, come ad esempio la possibilità di crearsi il proprio garage, vincere moto in sfide speciali, modificare le nostre belve a due ruote, stando ben attenti a non farle uscire dalla categoria per la quale stiamo gareggiando.

Affrontando la modalità World Tour potremo gareggiare in alcune categorie, e dopo alcune gare potremo partecipare ad un evento speciale, sia in singolo che in squadra. Quest’ultima modalità è interessante, in quanto potremo scegliere i nostri teammates tra una rosa di piloti virtuali. Scenderemo in pista con loro, affrontando un’altra squadra e vincerà chi piazzerà il maggior numero di piloti tra i primi posti.

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Avanzando nel World Tour acquisiremo medaglie a sufficienza per partecipare a tornei dedicati alle varie tipologie di moto presenti nel gioco. Ci sono oltre 180 veicoli da sbloccare, che vanno dalle vecchie glorie del passato fino alle più moderne e brutali creazioni. Una volta iniziato a giocare mi sono dovuto obbligare a smettere, perché una gara tira l’altra, sempre alla ricerca del miglior tempo e del miglior piazzamento. Se siete dei neofiti del genere motociclistico digitale, vi consiglio vivamente di settare il livello di difficoltà standard, dove le traiettorie sono indicate e il freno è automatico, assieme al controllo di trazione e avversari di media difficoltà. Ma se vi volete fisicamente divertire, allora puntate tutti i settaggi sul massimo. Oltre ad ottenere bonus di crediti che potrete spendere in nuove moto e potenziamenti, avrete anche la possibilità di assaporare realmente cosa vuol dire imboccare malamente una curva, dover sfruttare una via di fuga e cercare di recuperare il gap con i vostri avversari, tirando al massimo, ma con il costante rischio di trovarsi a pettinare il guard rail! La funzione “riavvolgi”, che ormai è diventata una costante nelle simulazioni motoristiche di ogni genere, ci permette di riparare a catastrofiche carambole devastanti, ma so già che i puristi aborreranno questa possibilità (anche se poi molte volte, come il sottoscritto, saranno tentati nell’utilizzarla).

Ci sono un visibilio di circuiti, che spaziano dalle piste chiuse ai circuiti cittadini, senza dimenticarsi delle escursioni a tutta velocità attraverso parchi naturali o montagne elleniche. La realizzazione grafica è buona, ma qua mi permetto di fare l’unico vero appunto a tutto l’impianto di Ride 2. Il motore grafico di Milestone, che poteva vantare una resa ottima sulle console di scorsa generazione, ormai è arrivato al capolinea. Le moto sono realizzate egregiamente, ma tutto il contorno lascia molto a desiderare. E’ brutto fare confronti, ma dopo aver provato FH3, ma anche Driveclub, mi sono reso conto di quanto poco sia sfruttata la potenza delle nuove console (la versione provata è PS4, che però non è dissimile a quella della Xbox One), soprattutto nella resa visiva dei tracciati, che non brillano certo di estrema definizione e pulizia. Il pregio è che tutto gira bene, senza rallentamenti, ma ha un che di “vecchio”, più adatto ad una PS3 che non ad una PS4.

Dalla Milestone hanno già dichiarato che nel prossimo futuro passeranno all’Unreal Engine 4 e questo fa ben sperare!

Come detto le moto sono quasi duecento, ognuna corredata di una scheda tecnica che descrive al contempo le storia del modello che stiamo per cavalcare e le sue caratteristiche tecniche. Anche in questo dettaglio si legge in ogni riga la passione che Milestone ha per il mondo delle due ruote, facendo sentire ogni loro gioco un atto d’amore per tutti i centauri.

Si possono sfidare anche degli amici o degli sconosciuti online, ma devo dire che ho dovuto soprassedere alla modalità multiplayer perché dopo dieci minuti di ricerca, probabilmente pe colpa dei server ancora deserti, non sono riuscito ad entrare in nessuna partita.

Per completare questa lunga dissertazione volevo segnalare la presenza di sfide giornaliere e settimanali che ci permetteranno di guadagnare “tokens”. Essi potranno essere spesi non per comprare moto, ma per usufruire di sconti speciali oppure per sbloccare dei moltiplicatori di punteggio. Carina l’idea, che però è utile solo nelle fasi più avanzate del gioco, poiché in prima battuta nel World Tour saremo più imepgnati a vincere gara su gara per guadagnare crediti e crearci un garage polposamente potente.

Le modalità veloci, con le gare singole o a cronometro, sono abbastanza scialbe, ma possono servire a prendere confidenza con i circuiti e le moto.

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In Conclusione

Ride 2 è una grande, immensa dichiarazione d’amore che Milestone fa per il motociclismo, immergendo la parte simulativa ripresa dalla serie MotoGP in una fresca modalità arcade. Rispetto al primo Ride ho notato un netto miglioramento per quel che riguarda il “feeling” con la moto, la reattività di essa con i comandi del pad. Il livello di sfida, oltre che dalla nostra bravura, dipende molto da come settiamo le impostazioni del gioco. I neofiti potranno comunque divertirsi con gli aiuti al massimo, ma gli spericolati derapatori della domenica saranno esaltati dalla modalità più estrema che porterà il nostro livello d’attenzione ad un livello superiore. Un gran gioco che però trova il suo freno nel motore grafico, ormai anacronistico rispetto alla potenza delle macchine di odierna generazione.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi.
An old player that is still capable of wonder.

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