Rhythm Heaven Megamix” è uno di quei giochi dove è sufficiente guardare i primi dieci secondi di gameplay, per capire che si tratta di un prodotto 100% “Made in Japan”; nessuno, di mentalità occidentale, potrebbe concepire alcune delle più strampalate sequenze di questo bizzarro titolo ritmico. Papere soldato? Un orso taglialegna circondato da gattini snodabili? Un robot che balla il walzer? Un pigiama party con delle scimmiette? Tutto nella norma nel paese del sol levante, ma per noi, aridi e sempliciotti, qualcosa che forse dopo una bella dose di LSD potremo concepire. Magari è proprio l’essere investiti da questo treno merci di stranezze, lontane dai nostri canoni, a rendere questo titolo così affascinante, quasi ipnotico ai nostri occhi.

Di certo aiuta il fatto che si tratti di un gioco dannatamente divertente.

Titolo: Rhythm Heaven Megamix
Sviluppatore: Nintendo
Publisher: Nintendo
Lingua: Completamente in italiano
Piattaforma: Nintendo 3DS
Prezzo: 29,99€
Data di uscita: 21 ottobre 2016

Il senso del ritmo

Rhythm Heaven Megamix” è il quarto titolo della serie Rhythm Heaven, ma solo il terzo ad essere uscito in Europa; il primo, “Rhythm Tengoku“, non ha mai varcato i confini giapponesi, mentre i seguiti sono arrivati tranquillamente anche da noi, su console Nintendo DS  e Wii. Questa quarta iterazione rappresenta, se non altro, un’ottima opportunità per scoprire ciò che ci siamo persi finora, in quanto si tratta di una vera e propria collection, che racchiude i minigiochi presenti nei tre titoli precedenti, scelti tra quelli più amati e apprezzati dai fan, insieme, ovviamente, ad alcune new entry totalmente inedite.

La prima cosa che si noterà iniziando a giocare, riguarda la presenza di una fantomatica “Modalità Storia“, assente negli altri capitoli: qui faremo la conoscenza di Tibby, un abitante del Mondo Celeste precipitato sulla Terra. Dovremo aiutarlo a tornare a casa, superando diverse zone e aiutando alcuni strambi personaggi con i loro problemi, legati ad una molto vaga “mancanza di ritmo”. Naturalmente la progressione non è altro che una banale scusa per farci giocare ai famosi minigiochi della serie, quattro per ogni zona e ognuno, come detto in precedenza, preso tra quelli più famosi delle passate edizioni, insieme ad altri nuovi creati apposta. Una trama molto leggera e sottile, senza pretese, ma comunque innoqua.

Il gameplay nei minigiochi è veramene molto semplice e basilare, solitamente ristretto alla pressione di massimo due tasti, oppure, abilitandolo direttamente dalle opzioni, si potrà optare per i controlli tramite touch screen, a seconda di come ci si trova più comodi. Purtroppo non è possibile abilitare entrambe le modalità, o cambiarle rapidamente senza passare dal menù delle opzioni. In entrambi i casi, i controlli sono molto facili da imparare ed eseguire, grazie anche ai pratici tutorial all’inizio di ogni minigame; nel caso fossimo davvero negati, appariranno a schermo anche le guide per tenere il giusto ritmo e capire il momento esatto in cui agire, una piacevole aggiunta per facilitarci il compito.

Anche se, a onor del vero, difficilmente ne avremo bisogno in quanto, come si scoprirà immediatamente, la difficoltà dei minigiochi per due terzi della modalità storia è decisamente bassa e difficilmente sarà in grado di fornirci una sfida impegnativa; naturalmente stiamo parlando del solo superamento del minigioco, poichè completarlo in modo perfetto è qualcosa che richiederà davvero una grossa dose di pazienza, tenacia e bravura.

Il sistema di input dei nostri comandi è stato largamanete migliorato rispetto al passato e il gioco terrà conto del nostro ritmo con precisione chirurgica; ottenere il punteggio massimo anche nel minigioco più semplice sarà un’impresa non da poco e questo garantisce, almeno per i più maniacali, una longevità incredibile, supportata dalla presenza di veramente una grossa quantità di giochi ritmici. Per aiutarci, almeno marginalmente, avremo a nostra disposizione, nello schermo inferiore della console, un indicatore che ci mostrerà quando premeremo i tasti troppo presto, troppo tardi, oppure perfettamente a tempo; su questo schermo, ogni tanto comparirà anche una stella speciale, un collezionabile che sarà nostro soltanto se eseguiremo il suo relativo input in modo preciso. Alla fine di ogni partita, saremo premiati a seconda della nostra bravura con delle monete, spendibili nel negozio del gioco, per sbloccare musiche, oggetti e minigiochi aggiuntivi.

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La maggior parte dei minigiochi di “Rhythm Heaven Megamix” sono presi dai precedenti capitoli della serie e includono quelli più amati e divertenti…per questo non poteva mancare il famoso wrestler di “Rhythm Heaven Fever”!

Una sfida per (e con) tutti

La modalità storia in sè, rappresenta una piccola barriera da superare, per aver accesso all’immenso parco giochi disponibile in “Rhythm Heaven Megamix“, ma questo percorso lineare subisce una drastica e indesiderata battuta d’arresto, quando entrano in gioco i Portali, la cosa più vicina ad una battaglia boss che questo gioco può offrire: anche in questo caso, per superare questa ostacolo, dovremo vincere un minigioco, questa volta scegliendo liberamente il livello di difficoltà. Tuttavia, queste sfide si riveleranno, rispetto ai facili ritmi della modalità storia, criminalmente ardue. Certo, sarà possibile superarle tutte scegliendo il minor livello di difficoltà, ma ogni tentativo ci costerà molte monete e minore la difficoltà, maggiore sarà il costo; non sarà difficile rimanere a secco di monete, costringendoci a rifare i livelli precedenti per guadagnarne di nuove. Sebbene i minigiochi risultino tutti, o almeno la maggior parte di essi, divertenti e piacevoli, il doverli rigiocare solo per una questione di vile danaro, è una seccatura non indifferente; decisamente la parte più irritante e noiosa dell’intero gioco.

Messa da parte la modalità principale, troviamo comunque una grossa quantità di materiale bonus che fa da contorno al gioco. Possiamo per esempio trovare le Sfide Perfette, nel quale il giocatore dovrà portare a termine un minigioco a caso, senza sbagliare nemmeno una volta, oppure un gioco “pachinko” nel quale dovremo nutrire una capra, passatempo che ci frutterà alcuni premi rari. In “Rhythm Heaven Megamix” è presente, inoltre, una modalità multiplayer locale, la quale sfrutta sia la modalità wireless, che la condivisione con un singolo software; nelle partite con gli amici ci si sfiderà in una serie di minigiochi e il vincitore verrà determinato dalla somma dei risultati ottenuti. Sulla carta, un multiplayer divertente e competitivo (i minigiochi sono leggermente più difficili di quelli nella modalità storia), peccato sia abbastanza limitato nelle opzioni e nelle scelte.

Ma che lo vogliate giocare da soli o in compagnia, una cosa è oggettivamente certa: il comparto audio è decisamente la punta di diamante dell’intero gioco. Certo, la grafica possiede il suo stile inconfondibile che i fan della serie riconoscerebbero a distanza (eccezion fatta per alcuni exploit tridimensionali che rendono molto poco), il gameplay è solidissimo, ormai collaudato, ma niente potrebbe tenere in vita un titolo del genere, se non possedesse delle musiche così accattivanti e ben realizzate: ogni minigioco ha il suo ritmo speciale, oltre ad un tema musicale ben definito ed è incredibile constatare come questi motivetti riescano a restare in testa anche a distanza di tempo, o come ci si ritrovi a tambureggiare con le dita o con il piede cercando di seguire il ritmo. Ed è quando si attiva questa “magia” che ci rendiamo conto di voler continuare a giocare, ancora e ancora. E poi, la maggior parte delle musiche è stata tradotta e doppiata in italiano, come si fa a dire di no ad un gruppo di rane che cantano e ondeggiano le anche a ritmo di musica?

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Nelle sfide Streetpass, dovremo sfidare l’avversario mettendo a segno il maggior numero possibile di colpi perfetti e gonfiare il palloncino nemico fino a farlo esplodere. La vittoria verrà premiata con monete o altri oggetti.

In Conclusione

Rhythm Heaven Megamix” rappresenta il gioco ideale per chi ha voglia di perdersi in un mondo dettato dalla musica e dal ritmo. I minigames sono davvero tanti e, benchè in soldoni non si tratti di niente di complicato a livello di gameplay, non si può rimanere apatici davanti alla follia e alla creatività di certe situazioni. Inoltre, rappresenta un titolo adatto a un gran numero di giocatori, siano essi neofiti della serie, che apprezzeranno la semplicità e la varietà, o veterani perfezionisti, i quali spenderanno molto tempo per completare i minigiochi alla perfezione. Se a questo aggiungiamo anche la possibilità di poter giocare con amici e la quantità immensa di oggetti da sbloccare, abbiamo tra le mani un titolo che, al netto di qualche difetto strutturale, rappresenta uno dei passatempi definitivi per i possessori di console portatile 3DS.

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu…Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: “Le ho già comprate le Megapozioni?”

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