Destiny: I Signori del Ferro – Recensione

Dopo le numerose incertezze dell’anno 1, e un parziale recupero sul fronte narrativo con l’arrivo dell’anno 2, Destiny è riuscito a conquistare il cuore di tutti i giocatori del mondo grazie ad un mix omogeneo di meccaniche e ad un universo di gioco potenzialmente immenso ed affascinante. Cavalcando l’onda del successo riscosso (almeno nei primi mesi) da il Re dei Corrotti lo scorso anno, Bungie è tornata alla carica, sfornando una nuova espansione per il suo titolo sparatutto MMO.

I Signori del Ferro, il titolo del DLC, è la nuova espansione di Destiny uscita su PS4 e Xbox One il 20 Settembre 2016. Rispetto alle passate espansioni, quest’anno Bungie ha deciso di abbandonare definitivamente le piattaforme old gen, PS3 e Xbox 360, focalizzando la propria attenzione sulle console dell’attuale generazione. Questo ha scatenato l’ira di molti videogiocatori, che sono stati costretti non solo a lasciare la vecchia console da parte, ma ad acquistare le nuove piattaforme e a riacquistare il gioco (con pacchetti specifici e qualche vantaggio per tutti i possessori di Destiny su old gen) senza alcun tipo di rimorso da parte di Activision.

Nonostante questo, Destiny: I Signori del Ferro è un’espansione sufficientemente corposa, con poche novità dal punto di vista del gameplay, ma capace di tenere incollati al pad i veterani del gioco grazie a richiami frequenti e palesi agli eventi e al gameplay dell’anno 1.

Noi abbiamo avuto modo di provarlo in questi giorni, e questa è la nostra recensione de I Signori del Ferro.

Titolo: Destiny: I Signori del Ferro
Sviluppatore: Bungie
Publisher: Activision
Lingua: Completamente in Italiano
Piattaforme: Xbox One, PS4
Prezzo: 29,99 €
Data di Uscita: 20/09/2016

SIVA

La muraglia, che per secoli ha resistito al confine meridionale dell’Antica Russia, è crollata sotto i colpi della guerra contro i nostri nemici. I caduti stanno razziando le tombe dell’Età dell’Oro e l’infezione che hanno risvegliato nelle terre selvagge è più pericolosa di quanto siano in grado di immaginare. La SIVA, un’antica minaccia biotecnologica scoperta e affrontata molti anni fa da Lord Saladin e dai Signori del Ferro, è finita nelle mani dei caduti. L’esercito dei Caduti e i loro Comandanti hanno iniziato ad effettuare esperimenti con la SIVA, aumentando il loro potere e quello delle loro “divinità”. Tuttavia, incapaci di controllare questo potere misterioso e incredibile, i Diavoli vagano adesso nelle Terre Infette disperdendo e infettando tutta l’area con la SIVA.

I Diavoli tecnosimbionti hanno fatto breccia nelle mura del Cosmodromo, e scavando nelle profondità della Terra, hanno risvegliato un potere inimmaginabile e incontrollabile:  qui, i tecnosimbionti stanno sfruttando questa tecnologia proibita per trasformare la regione secondo i loro desideri perversi.

Lord Saladin, l’ultimo sopravvissuto dei Signori del Ferro, ci ingaggia per fermare la follia dei Caduti e bloccare definitivamente l’avanzata della SIVA. Ed è proprio da qui che ha iniziato la campagna de I Signori del Ferro, con una intro cinematica ben realizzata, che ci abbozza la situazione e i pericoli che la Terra sta correndo in questo momento. Senza tanti giri di boa, veniamo catapultati nella prima missione storia, la prima di una serie di sole cinque missioni che aprono e chiudono in un battito d’ali un nuovo arco narrativo sviscerato in maniera fortemente sommaria e superficiale.

Nonostante l’impianto cinematografico introdotto con il Re dei Corrotti sia rimasto pressoché invariato, la campagna principale de I Signori del Ferro risulta troppo breve e incapace di chiarire le idee (come si deve e una volta per tutte) sui famosi ed immortali Signori del Ferro. Inoltre, troppe domande restano ancora insolute, e introdurne di nuove non giova di certo ad un universo di gioco già denso di misteri.

Confidiamo che Bungie voglia tenersi l’asso nella manica per l’arrivo di un ipotetico Destiny 2 per svelare le storie apparentemente dimenticate da tempo.

Destiny I Signori del Ferro Recensione

La rinascita dei Signori del Ferro

Sebbene dal punto di vista narrativo I Signori del Ferro offra una trama ben realizzata, ma troppo breve e poco approfondita, dal punto di vista del gameplay e delle meccaniche, il titolo di casa Bungie ripercorre in maniera pressoché parallela, il percorso intrapreso lo scorso anno con Il Re dei Corrotti. Anzi, a dirla tutta, la nuova espansione strizza fin troppo spesso l’occhio ai fedelissimi, che si sono fatti ammaliare dal ritorno del tanto amato Gjallarhorn e dalla sua versione Astore.

Partendo dai nemici, i caduti infettati dalla piaga SIVA, non ci sono grandissime novità in termini di design: nonostante i nuovi nemici, sia i caduti “comuni” sia i capitani e i boss, abbiano nuove abilità e nuove armi modificate dal potere della piaga rossa e nera, in termini di sfida le novità si contano veramente sulle punte delle dita. Inoltre, il fatto che la carta del nemico “corrotto” e posseduto da un potere esterno sia già stata utilizzata lo scorso anno, ci fa rimpiangere ancora di più la mancanza di un guizzo di gameplay e soprattutto artistico.

Anche la nuova mappa PvE introdotta con i Signori del Ferro è leggermente sottotono rispetto a quanto visto lo scorso anno con il Re dei Corrotti. L’astrocorazzata di Oryx, nonostante tutto, proponeva un design accattivante e molto spesso tetro e claustrofobico. Le Terre Infette, al contrario, risultano molto spesso una semplice versione più innevata del Cosmodromo, con poche novità a livello stilistico. A parte qualche ramificazioni di SIVA e resti di lamiere distrutte disseminate per la mappa, le nuove aree esplorabili non colpiscono a pieno l’occhio del giocatore come hanno fatto lo scorso anno le stanze dell’astronave di Oryx.

Malgrado la poca originalità di ambientazioni e nemici di turno, I Signori del Ferro offre, come accaduto lo scorso anno con il Re dei Corrotti, un sistema di obiettivi nel quale vengono segnati tutti i progressi fatti durante la campagna principale, il nuovo Raid, il Crogiolo e la Forgia dell’Arconte. Completare tutti gli obiettivi permette di aumentare il livello di completamento del DLC e ottenere ricompense specifiche ben gradite e succulenti. Ad ogni level up è possibile ottenere vari pezzi di armatura a tema Signori del Ferro, shader e emblemi per abbellire il proprio guardiano. Tutto ciò eleva alla massima potenza il sistema di imprese introdotto con The Taken King, portandolo quest’anno ad un livello superiore e ben gradito, e facendoci presagire che diventi una costante in tutti i contenuti futuri.

Un’altra novità che ha fatto storcere il naso agli utenti sin dal giorno di lancio de I Signori del Ferro è la Forgia dell’Arconte: questa modalità di gioco, disponibile nei meandri delle Terre Infette, è un mix non troppo perfetto di Corte di Oryx e Prigione degli Anziani. La modalità, che si svolge sotto forma di evento, è una sorta di modalità orda, dove ondate di nemici devono essere sconfitte per riscattare il premio finale. Sebbene tutti quanti aspettassero con ansia la Forgia dell’Arconte, Bungie ha fatto l’errore di rendere il sistema di drop delle ricompense troppo cervellotico e confusionario, al punto che gli utenti stanno chiedendo una rivisitazione del sistema da parte della software house.Destiny I Signori del Ferro Recensione

Furia Meccanica

Come sappiamo bene, con Rise of Iron, Bungie ha aumentato il livello massimo di luce fino a 400 (attualmente il level cap di riferimento resta tuttavia il 385), e ciò obbliga i guardiani di tutto il mondo a droppare engrammi e pezzi di gear per aumentare il loro attuale livello, così da poter essere all’altezza delle sfide più ardue. Oltre alle missioni di storia, uno dei modi migliori per salire di livello e prepararsi al nuovo raid sono gli assalti. I due assalti introdotti con I Signori del Ferro sono: il primo il rifacimento in chiave SIVA dell’assalto la Tana dei Diavoli, nel quale dovremo affrontare Sepiks in versione perfezionata; l’altro è un nuovo assalto, chiamato Wretched Eye, dove sarà necessario uccidere un Alto Sacerdote dei Diavoli mentre si schivano gli attacchi di un Ogre contagiato dalla piaga SIVA.

Grazie alla playlist assalti, dove appunto splendono i due sopra citati, sempre divertenti da ripercorrere in compagnia, è possibile, con la dovuta dose di fortuna, raggiungere il livello 365 di luce, livello consigliato per addentrarsi all’interno della nuova incursione, Furia Meccanica. Parlando brevemente del nuovo Raid (senza spoilerare alcun che), sappiate soltanto che oltre a portare nuovi set di armi e armature, Furia Meccanica offre divertimento e dinamicità a palate. Sebbene il nuovo raid si scosti leggermente da La Caduta di un Re, dove la struttura era più inquadrata e impostata sulla totale collaborazione di tutto il team, Furia Meccanica si presenta come un’esperienza più immediata e semplice nella sue meccaniche, ma non per questo meno interessante e divertente. Come accadeva in precedenza, coordinazione e gioco di squadra saranno le qualità necessarie per poter completare nel minor tempo possibile questa modalità di gioco.

Per quanto riguarda il Crogiolo, Bungie ha aggiunto al roster di modalità la modalità Supremazia, nella quale i giocatori devono raccogliere i tag lasciati a terra dai nemici uccisi. Non una grande novità nell’universo PvP degli sparatutto, ma tutto sommato questa modalità permette qualche ora di divertimento in più a tutti i fanatici degli scontri a fuoco.

Infine, per chiudere questo quadro generale su i Signori del Ferro, dopo aver abbozzato la nostra opinione sulla nuova mappa, le Terre Infette, non molto originale e poco “carismatica”, ci vogliamo focalizzare su altri aspetti che si legano puramente al comparto artistico. Il primo è la nuova area social, il Picco di Felwinter, dove si trova il Tempio del Ferro: qui Bungie è riuscita a creare un’atmosfera eccelsa, grazie alla presenza di lupi ad accoglierci durante il nostro ingresso nel tempio, e con quest’ultimo che è capace di donare un senso di nostalgia e fierezza unici.

Il secondo è la colonna sonora, che non sono è di altissimo livello, con tracce epiche ed immersive che si sposano perfettamente con l’atmosfera del DLC, ma che riesce ad elevare tutta l’espansione grazie ad alcuni brani contenenti cori gregoriani che donano un senso di nostalgia e profondità ancora più evidente a tutta l’ambientazione. Ottimo lavoro da questo punto di vista! Nota di merito anche per il doppiaggio, che sia durante i dialoghi tradizionali, sia durante le cut scene in veste cinematografica, riescono a riempire perfettamente la scena senza stonare con la trama e  la narrazione.

Destiny I Signori del Ferro Recensione

In conclusione

Destiny: I Signori del Ferro è un’espansione dal sapore leggermente amaro. Nonostante i contenuti ci siano, Rise of Iron sembra avere una marcia in meno rispetto a Il Re dei Corrotti. La trama, purtroppo molto breve e superficiale, non riesce a dare giustizia ad un argomento tanto importante come quello dei Signori del Ferro. La narrazione, al contrario, grazie alla sua impronta cinematografica, riesce a tenere i giocatori incollati al pad, sfortunatamente, per troppo poco tempo.

Per quanto riguarda i nuovi contenuti, Bungie si è impegnata molto, ma lo sforzo sembra essere stato ripagato a metà: le Terre Infette, i Caduti contagiati dalla piaga SIVA, la Forgia dell’Arconte sono tutte novità che strizzano fin troppo spesso l’occhio al passato di Destiny, lasciandoci un po’ delusi dopo i grandi passi avanti fatti con The Taken King.

Se non è sempre tutto oro ciò che luccica, in questo panorama non perfetto c’è qualcosa che luccica e come: la nuova Incursione, Furia Meccanica, sebbene meno breve e meno impostata di La Caduta di un Re, è molto divertente e dinamica nelle sue meccaniche, e garantisce diverse ore di divertimento insieme al proprio team. La colonna sonora, ineccepibile, è una tra le più belle di sempre. I Guardiani veterani sapranno apprezzare.
Consigliato a tutti gli amanti di Destiny.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.