Bioshock: The Collection – Recensione Parte II

Dopo l’uscita di un titolo del calibro di Bioshock, 2K games sapeva che dopo aver portato a casa numerosi premi doveva ancora battere il ferro finché caldo. Ken Levine se ne tirò fuori, in quel periodo, perché il suo obiettivo era tutt’altro, quindi lo sviluppo passò a quei bravi ragazzi di 2K Marin. Immaginiamo che per loro tutto sia stato tranne che un privilegio sentirsi chiamati in causa, perché il mercato ora richiede meglio di quanto già fatto. Il problema è, come puoi migliorare Bioshock? E soprattutto come puoi emulare quella visione utopistica e incredibilmente affascinante di Ken Levine riguardo a Rapture?

Titolo: Bioshock: The Collection
Sviluppatore: 2K Games
Publisher: 2K Games
Lingua: Doppiaggo in italiano, sottotitoli in italiano.
Piattaforme: PC, PlayStation 4, Xbox One
Prezzo: singolo 19,99 / bundle 49,99
Data di uscita: 13 settembre 2016

Non è di certo una cosa facile, anzi. Gli sviluppatori hanno dovuto lottare con un titolo capace di estasiare l’intera critica videoludica, perché chiunque avesse giudicato in modo negativo Bioshock doveva essere radiato dal senso di oggettività e vivere in un mondo tutto suo. Quella di Bioshock 2 è quindi una ripresa a pieno regime del futuro della serie, un sequel diretto e che vede catapultare il giocatore di nuovo nella città di Rapture, ormai caduta in rovina dopo il “finale buono” del primo capitolo. Rapture è cambiata, caduta su stessa e persa di quel pizzico di controllo che c’era in precedenza. Ma ci sono ancora oscuri segreti dietro la catastrofe, perché un nuovo nemico è pronto a riportare la città allo splendore di una volta.

Questa volta non ci saranno eroi o personaggi comuni a vivere l’esperienza della città sottomarina, ma un Big Daddy. Parliamo di Delta, uno dei primi prototipi di questi scafandri il cui obiettivo lo conosciamo bene: proteggere le sorelline. Inizialmente il gioco ci presenta il passato, ciò che è successo a Delta ben dieci anni prima degli eventi e due anni prima di ciò che è successo nel primo capitolo. Questi prototipi di Big Daddy erano spinti alla protezione della propria Sorellina da un’induzione psicologica che gli faceva provare sentimenti realmente paterni verso i soggetti che proteggevano, infatti il caro Soggetto Delta era legato ad Eleanor Lamb, una delle sorelline. Durante la classica missione di protezione per recuperare l’ADAM, la psicologa Sofia Lamb e madre della piccola Eleanor interrompe la missione, usando un plasmide contro Delta per spingerlo al suicidio.

Dieci anni più tardi il nostro protagonista si sveglia e trova una Rapture ormai in rovina. Sono passati otto anni dalla fine del primo Bioshock, e la tumultuosa corsa agli armamenti ha reso la città ancora più pericolosa e senza controllo. Man mano che proseguiremo con l’avventura, scopriremo alcuni scenari segreti come il rapporto tra il Big Daddy e le piccole sorelline, sul perché sono nate e come sono state condizionate in una società così individualista e immorale come Rapture. Facciamo poi la conoscenza della Big Sister, una versione femminile e più pericolosa del Big Daddy, nata dalla base di una sorellina ormai cresciuta ed adolescente. Arrivate alla pubertà le piccolette rigettano il parassita dell’Adam, ma nelle loro vene continua a scorrere il sangue plasmato del contatto con questo tipo di potere. Il risultato è una incredibile forza e velocità capace di contrastare qualsiasi essere.

Ad aiutarci nella vicenda è la dottoressa Tenenbaum, già conosciuta nel primo capitolo. Questa dopo essere scappata alla caduta di Rapture, è tornata nella città sommersa perché ha sentito che una serie di bambine stavano scomparendo dalle spiagge di tutto il mondo. Preoccupata per la questione, credeva che qualcuno volesse ricostruire Rapture e usare nuove bambine come contenitore per l’ADAM. Lei ci aiuterà a capire la situazione della città, dei piani di Sofia Lamb e di quale sarà il nostro compito. Sicuramente si tratta del capitolo più romantico della serie. Se nel primo Bioshock c’era più attenzione alla questione politica e individualista della città sommersa e di come una figura come Andrew Ryan potesse avere tale potere, in questo secondo capitolo l’attenzione si focalizza sul lato umano e dei sentimenti.

bioshock-2

Il rapporto tra il Big Daddy Soggetto Delta e la propria sorellina Eleanor Lamb sono i protagonisti di questa storia. Non mancheranno curiosi – quanto orribili – retroscena sulla creazione degli scafandri e delle sorelline stesse. Con questa va fatto sicuramente un plauso ai ragazzi di 2K Marin per aver dato, anche se in modo meno impattante, una propria personalità a questo secondo capitolo. Mancano figure chiave e quel tocco di fascino che ritraeva il sublime primo capitolo, ma nonostante questo Bioshock 2 riesce a farsi giocare con molto interesse fino alla fine. A pro di questo si inserisce anche il gameplay, leggermente rivisitato dal primo episodio. A differenza del primo Bioshock qui useremo un Big Daddy e di conseguenza potremo sfruttare la trivella che tanto ci aveva fatto penare in passato. Inoltre una grande novità e l’utilizzo contemporaneo dei plasmidi e dell’attacco corpo a corpo.

Per quanto concerne il lato tecnico, i risultati sono meno maestosi del primo Bioshock. Questo migliora decisamente l’impatto grafico del titolo rispetto all’originale, ma non è stato ottimizzato come il predecessore. Graficamente il gioco passa ad una risoluzione di 1080p e 60fps, ma quest’ultimi non sono del tutto perfetti. Durante le fasi di autosalvataggio si nota un vero e proprio freeze oppure un abbassamento improvviso del frame-rate. Nulla di realmente fastidioso, anzi, potreste non accorgervene, però rimane da sottolineare come ogni qualvolta ci sia un salvataggio automatico, il frame-rate ne risente. Ancora, nelle zone piene di nemici e di situazioni di battaglia sfavorevoli, il frame rate si mette a ballare un po’, ma veramente in modo quasi impercettibile.

L’illuminazione generale è migliorata e anche molte texture, ma si nota come il lavoro fatto sul primo Bioshock sia decisamente migliore. Possiamo ancora notare alcune texture a bassa risoluzione e altre particolarità non proprio ringiovanite con la rimasterizzazione. C’è da dire che proprio come il predecessore, qui assistiamo ad un titolo che ha saputo invecchiare benissimo e che in generale si mette tra quelle che sono le remaster più lavorate sull’aspetto estetico.

In Conclusione

Bioshock 2 è un titolo che porta sulle spalle il peso del successo del suo predecessore. Gli sviluppatori hanno virato un po’ sulla trama per darle un tocco più romantico e la cosa ha funzionato perfettamente. Non parliamo del fascino e l’epicità del primo Bioshock, ma nonostante tutto il gioco si presenta molto bene. Sicuramente assieme agli altri due costituisce un pezzo importante per quanto riguarda la serie, anche se risulta essere proprio quello meno valido sull’aspetto generale. Bioshock 2 sarà darvi la giusta dose di gioco che si intervalla perfettamente tra Bioshock e Bioshock Infinite a cura di Ken Levine.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com