ReCore – Recensione

No è ReCore, l’esclusiva per Xbox One prodotta dal papà di MegaMan, Keiji Inafune, che promette di essere contemporaneamente tutto quanto sopra, o forse qualcosa di completamente diverso, sia nel bene e che, purtroppo, nel male.
Come già accaduto per altri titoli lanciati questa estate (qualcuno ha detto No Man’s Sky?!?!?) l’hype creato attorno a questo gioco è stato enorme, con un marketing da parte di Microsoft molto aggressivo, anche per quel che riguarda il prezzo, molto al di sotto di quello delle IP che regolarmente prosciugano le nostre tasche. Con 39,99 euro ci hanno illuso di poterci portare a casa un grande gioco, ma devo dire che questa missione è riuscita a metà.

Titolo: ReCore
Publisher: Armature Studio, Concept
Sviluppatore: Microsoft
Lingua: Italiano
Piattaforme: Xbox One
Data d’uscita:  13 settembre 2016

Inizio subito dalle dolenti note: il comparto tecnico del gioco è penoso. Tanto è bella la grafica, quanto intrigante è la trama, seppur non originale, tanto i difetti di realizzazione sono così palesemente evidenti da far risultare ReCore a tratti ingiocabile.
Se fosse solo un problema di frame rate ballerino, di alcuni lievi glitch grafici, di un po’ di clipping, si potrebbe anche soprassedere, ma quando mi sono trovato a precipitare non una , non due, ma almeno una decina di volte di seguito dal pavimento nel nulla digitale e morire senza alcuna colpa, magari ad un passo dall’uccisione di un boss di fine livello, allora potete immaginare quanto l’incazzatura sia stata potente. Ma come, prendo un gioco in pre-ordine, lo scarico al day-one e poi mi trovo tra le mani una beta, anzi forse una alpha version? Ad oggi una cosa del genere è inaccettabile.

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Ma visto che sono un masochista e che ormai il gioco lo avevo comprato, mi sono obbligato a dargli una chance, di provare a giocarci e la mia incazzatura è cresciuta ancor di più, perché ReCore è, nonostante tutto,  un gran gioco. Tutti gli elementi che Comcept, il team di Inafune, ha fuso assieme, sono una macchina oliata alla perfezione. La componente RPG si interseca alla perfezione con le dinamiche dello shooter, che vengono esaltati dall’ambientazione open world e dalle dinamiche del platform.
Nei panni di Joule Adams, sopravvissuta ad una catastrofe terrestre e che si risveglia ad anni luce su Far Eden per terraformarlo, mi sono trovato ad affrontare una serie di situazioni varie ed interessanti, utilizzando le vere stars del gioco, ovvero i nostri fidati robottini aiutanti.

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Mack, il nostro fidato cane-robot, nostro iniziale compagno di esplorazioni, verrà ben presto affiancato da Seth, un simil ragno codardo e Duncan, un gorilla meccanico brutale e potente. Con le loro abilità speciali potranno aiutarci nella esplorazione di Far Eden. Il “core” è la loro fonte di energia e può essere scambiato tra i nostri robot, inserendolo nei loro chassis, aggiungendo scenografici e utilissimi effetti. Salendo di livello ci è data la possibilità di potenziare i nostri fedeli seguaci robotici, che potremo anche customizzare, con effetti esilaranti!
Purtroppo ne potremo portare solo due dietro e molte volte mi son ritrovato ad aver scelto la coppia sbagliata e dover ritornare alla base per scambiarli. Il problema è che pur essendo possibile fare dei “fast-travel”, i tempi di caricamento sono veramente abnormi. Mi è toccato guardare lo schermo anche per un buon minuto mentre pensavo che avrei fatto prima a spostarmi a piedi senza usare il viaggio veloce.
Se questo è un altro punto debole di ReCore, a contemperarlo ci sono i combattimenti, ottimamente realizzati, veloci e adrenalinici, basati sul movimento continuo di Joule, sull’utilizzo dei nostri compagni robotici, che ricordano moltissimo gli shooter di un tempo, tipo Space Harrier, tanto per citarne uno.

Joule and Seth enemy takedown

Joule and Seth enemy takedown

Ma la ciliegina su questa torta parzialmente cotta è la sezione platform 3D, che si dimostra essere impeccabile e varia, potendo utilizzare doppi salti, scatti a mezz’aria per attraversare bellissimi e pericolosi ambienti. Difficilmente troverete un platform così divertente, sempre che vogliate chiudere un occhio e mezzo su quanto detto prima in riguardo ai difetti tecnici.
Per ampliare l’esperienza di gioco il team di Inafune ha deciso di deliziarci anche con un open-world dove troveremo dei dungeons opzionali, che dovremo affrontare se vorremo trovare preziosi elementi utilissimi sia alla nostra esplorazione che al potenziamento dei nostri amici robot. Ogni dungeon si propone come una sfida a se stante, con tanto di mini-boss e un sacco di loot come ricompensa, ampliando enormemente la longevità di un titolo che già di per se regala molte ore di divertimento.

In Conclusione

ReCore potrebbe essere classificato come un gioco ottimo per quel che riguarda il gamplay, un mix eccezionalmente piacevole di platform/RPG/shooter, ma i difetti dal punto di vista tecnico sono veramente imperdonabili. Purtroppo è più facile morire ingoiati da un pavimento che uccisi da un avversario e questo è veramente paradossale, anche considerando quanto “hype” è stato creato attorno a ReCore. Speriamo che Infune e il suo team pongano al più presto rimedio alle falle del gioco, ascoltando magari i feedback negativi che stanno popolando i social network.


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