Dead Rising Triple Bundle Pack – Parte I – Recensione

In attesa di allietarci con il quarto capitolo della serie Dead Rising che vedrà il ritorno dell’amatissimo Frank West, Capcom ha pensato di ingolosire i possessori di PC, PlayStation 4 e Xbox One con un bundle contenente i primi due capitoli della serie più lo spin-off con protagonista sempre il burbero fotoreporter. Sebbene si tratti di una remastered abbiamo deciso di trattare separatamente i tre capitoli della serie, come se non li avessimo mai giocati, così da poter dedicare a ciascun titolo la dovuta attenzione. Per il momento…benvenuti a Willamette: un centro commerciale da incubo.

Titolo: Dead Rising Triple Bundle Pack
Sviluppatore: Capcom
Publisher: Capcom
Lingua: Doppiaggo in inglese, sottotitoli in italiano.
Piattaforme: PC, PlayStation 4, Xbox One
Prezzo: singolo 19,99 / bundle 49,99
Data di uscita: 13 settembre 2016

25 settembre 2006 – Nella città di Willamette una lunga serie di omicidi e carneficine misteriose si è abbattuta sulla città, decimando gli abitanti e lasciando le strade praticamente deserte. Dal momento che dalla città non giungono ulteriori notizie circa la dilagante minaccia, il rozzo, violento e strafottente fotoreporter Frank West decide di recarsi a Willamette utilizzando un elicottero che tornerà a prelevarlo dopo settantadue ore. Senza divulgare ulteriori dettagli sulla trama, basterà poco affinché la situazione precipiti e che il povero Frank si ritrovi coinvolto in una sorta di cospirazione internazionale che ha tramutato in orridi mostri tutti gli abitanti della città di Willamette.

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Pubblicato originariamente nel 2006 in esclusiva su Xbox 360 (e successivamente su Wii), Dead Rising rinnovò il genere del survival horror proponendo a schermo un numero maggiore di nemici rispetto ai canoni dell’epoca. A differenza di titoli come Silent Hill e Resident Evil, infatti, Dead Rising permetteva al giocatore di fronteggiare allo stesso momento gruppi di venti o trenta zombie la cui caratteristiche principali, oltre all’indiscussa fame di carne umana, erano l’immensa stupidità e una lentezza fuori misura. Il risultato è quello di un titolo in cui il giocatore era chiamato a massacrare tutti gli avversari utilizzando sia armi convenzionali, come pistole e spade, sia armi fuori dal comune come orsacchiotti di peluche o cartelloni pubblicitari.
Come raccontato in precedenza, l’arco narrativo di Dead Rising copre un lasso di tempo di circa settantadue ore in cui una lunga serie di missioni principali (definite “casi”), faranno venire a galla tutti i retroscena del cosiddetto “incidente di Willamette”. Non mancano, ovviamente, momenti in cui è possibile concentrarsi su missioni secondarie che richiedono principalmente l’eliminazione di alcuni individui folli oppure il salvataggio di alcuni superstiti rinchiusi all’interno del centro commerciale. La riuscita di ogni missione permette al protagonista di ottenere alcuni punti esperienza, utili a sbloccare numerose abilità aggiuntive. In Dead Rising è importantissimo salvare (in toilette o spogliatoi) ogni volta che se ne presenta l’opportunità: morire porta inevitabilmente alla necessità ricominciare dall’ultimo salvataggio, perdendo quindi ogni progresso nella storia e/o abilità sbloccata.

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Sebbene dal punto di vista dei contenuti, la remastered di Dead Rising non offre particolari aggiunte rispetto all’edizione originale, è evidente che il comparto tecnico abbia subito una ripulita generale e una sistemazione dei piccoli dettagli. I modelli dei personaggi e le loro animazioni risultano molto più fluide rispetto al passato e lo stesso può dirsi delle ambientazioni circostanti che mostrano colori più vivi e splendenti. Nonostante la ripulita generale, però, il motore grafico non è esente da difetti ed è comunque evidente che il comparto tecnico si basi su di una struttura progettata per essere all’avanguardia una decina di anni fa. Immancabile ovviamente la colonna sonora ad effetto e un doppiaggio eccezionale in lingua inglese; va menzionato inoltre il fatto che, rispetto all’edizione originale, questa volta i sottotitoli in italiano risultano essere ben leggibili.

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In Conclusione

Nonostante sia evidente il peso degli anni, Dead Rising è un titolo divertentissimo da giocare ancora oggi. Rozzo, ignorante e violento, Dead Rising ha rivoluzionato il mercato dei survival horror riuscendo a far percepire al giocatore un certo senso di soffocamento e di impotenza dinanzi a un numero spropositato di nemici. Se non lo avete mai giocato, Dead Rising è un titolo che merita di essere acquistato, soprattutto vista l’immensa rigiocabilità e il numero di missioni secondarie affrontabili.


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