The Final Station – Recensione

Quello che il mondo cinematografico e videoludico ci insegna ormai da decenni, è sicuramente come comportarci se il pianeta Terra venisse attaccato da una razza aliena ostile. Armati del nostro piccolo ma letale “Grillo Tonante” e in sella alla nostra bicicletta volante, potremo guardare dall’alto i segni lasciati nei campi di grano, avvistando buche di vermi da chiudere a suon di granate mentre ci rechiamo sulla nostra nave USG Ishimura dalla quale non riceviamo comunicazioni da giorni… In questa onirica fotografia nerd, è possibile che nessuno si è mai posto la domanda su quale sarebbe il ruolo di un macchinista di treni in un’invasione aliena? Se non riuscite a trovare una risposta, The Final Station risolverà una volta per tutte questo dilemma.

Titolo: The Final Station
Sviluppatore:  Do My Best Games
Publisher:  tinyBuild
Piattaforme: PC, Xbox One, PS4
Genere:  Survival Horror 2D
Data di uscita: 30 agosto 2016
Localizzazione: italiano

L’ambientazione presentata dalla neo Do My Best, è tutt’altro che goliardica in quanto, superato il breve tutorial iniziale utile a prendere dimestichezza con i comandi, ci troveremo in un mondo decadente 106 anni dopo il primo attacco di un’orda di umani mutati in “uomini neri” da una sostanza aliena proveniente dallo spazio. In The Final Station vestiremo i panni di un macchinista che recandosi a lavoro come ogni altro giorno, viene ingaggiato da agenti governativi per recarsi verso il sud dello stato in modo da portare delle attrezzature riservate alla città principale, nella quale le forze militari locali si stanno organizzando per garantire l’ordine e la difesa dei cittadini. Fin dalle prime missioni incontreremo dei sopravvissuti, che ospiteremo sul nostro treno per condurli nella città più sicura. Per chi si aspetta uno sparatutto alla Metal Slug, dove basterà sparare senza sosta per avanzare nel livello e salvare i prigionieri dalle forze nemiche, è necessario precisare che la meccanica di gioco di The Final Station è totalmente differente. Il gioco è un Survival Horror in due dimensioni a scorrimento laterale, nel quale l’impostazione di ogni livello è pressoché identica dal momento che lo scopo principale sarà cercare il codice necessario a sbloccare il nostro locomotore, bloccato da un sistema di sicurezza elettrico, per recarci alla stazione successiva. L’atmosfera è molto cupa e la musica di sottofondo (purtroppo solo appena accennata in alcune sezioni) crea un clima lugubre e decadente, nel quale le armi da fuoco dovranno essere utilizzate con molta parsimonia a causa delle scarse munizioni in nostro possesso. Anche la possibilità di eseguire rifornimenti nelle grandi città e quella di raccogliere risorse utili a creare proiettili e kit medici, non sarà sufficiente a smorzare l’attenzione che dovremo costantemente mantenere sulle nostre scorte, rendendo l’uso dei pugni e a volte la fuga, gli unici mezzi per sfuggire all’attacco dei mutanti. Una possibilità che avremo per limitare il numero di colpi sparati è puntare alla testa dei nemici insieme all’abilità di sferrare pugni o lanciare oggetti come sedie o scatole. Il controllo dell’angolazione dell’arma da noi impugnata e quello dell’orientamento del nostro alter ego 8 bit, è gestita con il mouse o con la levetta destra del joypad, ma la precisione non è sempre ottimale con questo ultimo sistema di controllo e nei primi minuti di gioco si avrà anche una certa difficoltà nel gestire il personaggio con questa modalità. I comandi restanti sono molto semplici e intuitivi in quanto ci daranno modo di sparare, ricaricare, cambiare arma, usare un medikit e sferrare un pugno.

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Oltre al recupero del codice indispensabile a sbloccare il treno, The Final Station presenta una seconda sezione di gioco, che si svolge nel tragitto da una stazione all’altra. A bordo del nostro treno, l’unico rimasto funzionante il tutto il mondo, dovremo svolgere delle piccole azioni di manutenzione agendo sulle strumentazioni presenti a bordo. Purtroppo queste operazioni non hanno un tutorial o delle istruzioni da seguire e seppur semplici nella meccanica di gioco, non ci resterà che affidarci al nostro intuito per comprenderne l’utilità e la gestione. Oltre al locomotore dovremo dare assistenza anche ai passeggeri, offrendo loro cibo e cure mediche per permettere loro di arrivare sani e salvi (ma soprattutto vivi) alla stazione successiva, compito che se portato a termine con successo, ci offrirà dei piccoli premi. La possibilità di interagire con i sopravvissuti sparsi per la città è piuttosto limitata, con dei dialoghi semplici e poco utili ai fini narrativi, mentre informazioni importanti ci arriveranno dai documenti sparsi nel gioco, tra i quali i tanto ambiti codici di sblocco che, una volta trovati, compariranno nella parte bassa dello schermo come dei post-it.

L’aspetto grafico è uno dei principali elementi positivi di The Final Station. Grafica minimalista in Pixel art con numerose ambientazioni che grazie a un ben realizzato sistema di parallasse, crea un ottimo effetto scenico. Forse ancor meglio realizzati sono gli effetti sonori che contribuiscono alla creazioni di un’atmosfera ben costruita per il Survival di Do My Best. Non altrettanto egregio è l’utilizzo della musica che seppur di qualità, si presenta solo in particolari punti del livello e viene così facilmente dimenticata nel corso della nostra avventura. Sfortunatamente sono presenti diversi bug e fastidiose situazioni nelle quali ad esempio, alcuni fumetti dei dialoghi dei sopravvissuti ostruiranno la lettura dei pannelli di controllo da monitorare sul treno, o come alcune scritte degli oggetti raccolti che non saranno leggibili sullo sfondo bianco del cielo.

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The Final Station è un titolo semplice ma realizzato con cura, che purtroppo non offre una storia particolarmente originale (anche se sono presenti alcuni colpi di scena interessanti), né una varietà di gioco elevata. L’aspetto più frustrante è infatti la monotonia del gameplay che si riassume essenzialmente in tre passaggi: arrivo nella stazione, uccidere gli esseri mutati nel cercare il codice, tornare sul treno. La ricerca dei sopravvissuti nelle città è poi un elemento secondario e calcolando che una volta giunti sul treno dovremo anche occuparci del loro benessere con l’utilizzo di altre risorse, non sempre il gioco varrà la candela, considerando anche l’esiguità dei premi ottenuti per il salvataggio dei passeggeri.

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In Conclusione

The Final Station è un titolo che appassionerà sicuramente gli amanti del genere Survival in Pixel art e che offrirà un buon titolo per qualunque giocatore, ma che consiglio di accaparrarvi a un costo inferiore rispetto ai 14.99 euro a cui il titolo viene venduto al lancio, non per la scarsa qualità del prodotto, ma per le poche ore di gioco e la quasi inesistente rigiocabilità.


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