God Eater 2: Rage Burst – Recensione

Dopo aver portato in Europa l’edizione definitiva di Sword Art Online Re: Hollow Fragment su PlayStation 4 e PlayStation Vita, Bandai Namco ripropone un brand del passato nella sua forma migliore: diamo quindi il benvenuto a God Eater Rage Burst 2. Il nome potrebbe suonare poco familiare ai meno informati, ma la serie hunting game è talmente apprezzata in patria da aver giustificato diverse riedizioni dei due episodi che la compongono, una serie animata e chissà quanto altro ancora. Rage Burst non è altro che il sottotitolo appioppato dalla casa di Tekken e Tales of alla versione “director’s cut” del secondo capitolo di God Eater, arrivato da noi a distanza di diversi anni dalla sua pubblicazione su Sony PSP limitata al solo mercato nipponico.

Titolo: God Eater 2: Rage Burst
Publisher: Bandai Namco
Sviluppatore: Bandai Namco
Piattaforme: PS4, PS Vita, PC
Lingua: Italiano scritto, doppiaggio inglese
Data d’uscita: 1 settembre 2016

Your ambition

In un unico sontuoso pacchetto venduto al prezzo di un singolo gioco, God Eater 2 Rage Burst propone i due capitoli che compongono il franchise nella loro versione definitiva, includendo tutti i DLC e i contenuti addizionali fino ad ora appannaggio dei soli giocatori ad occhi a mandorla. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire se ci si è sempre lasciati affascinare dalla direzione artistica tipicamente j-pop della serie e dalle atmosfere post-apocalittiche che si respirano nei diroccati scenari urbani che fanno da teatro ai combattimenti con le mostruose creature avversarie.

In God Eater 2 Rage Burst si seguono le vicende di un personaggio ad uso e consumo del giocatore, creato in uno spartano, ma comunque funzionale editor, nella speranza che la nuova squadra di God Eater possa finalmente mettere fine allo scontro con gli aragami, le creature conosciute nel primo capitolo, arrivato da noi col nome di Gods Eater. Poco male: la narrativa segue pedissequamente il tracciato impregnato di cameratismo, amicizia e intrighi all’interno delle gerarchie militari, sempre un passo avanti a chiunque nell’ambito della manipolazione delle informazioni. Se il cast di personaggi risulta tutto sommato convincente, seppur piagato dai soliti stereotipi tipici della produzione animata del Sol Levante, lo stesso non si può dire per la storia, quasi del tutto in secondo piano rispetto alla cura riposta nel tratteggiare i personaggi principali e i legami che li tengono uniti. Esattamente come nel predecessore, anche in questo secondo capitolo, di missione in missione, si è letteralmente invitati a posare il joypad e a seguire le vicende dipanarsi in mini scene cinematiche, senza mai sentirsi davvero artefici del destino dei stilosi eroi.
Tutt’altro discorso invece per il comparto ludico, sicuramente molto simile al predecessore (che, incluso nella confezione e potenziato con caratteristiche del secondo capitolo, ormai è assimilabile a poco più di un’espansione giocabile), ma arricchito da alcune novità interessanti e – soprattutto – da un ritmo dell’azione decisamente più sostenuto che in passato. God Eater 2 Rage Burst riesce a dar vita a veri e propri sessioni al cardiopalma, specie sulle battute finali, quando si padroneggiano le nuove tecniche del sangue, non smettendo mai di tenere col fiato sospeso anche quando ci si lancia contro gli aragami più coriacei e dalle dimensioni gargantuesche fra quelli presenti nel pantheon di mostri affrontabili. Fortunatamente un vasto numero di armi sia da scontro ravvicinato che dalla distanza permettono ai giocatori di personalizzare attorno alle proprie preferenze uno stile di gioco estremamente elastico, pronto a soddisfare anche gli strateghi più esigenti. Nulla a che vedere con l’estrema lentezza – quasi religiosa – del diretto competitor di casa Capcom, in ogni caso. God Eater 2 Rage Burst risponde ai ritmi quasi soporiferi della serie Monster Hunter, specie quando si guarda al crafting e al reperimento di materie prime, con scontri velocissimi, un comparto narrativo strabordante e una direzione artistica che non fa altro che sottolineare il fascino di ognuno dei patinatissimi eroi dall’aspetto quasi prepubuscente, in barba a chi dice che la guerra è una cosa da adulti.

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Mors tua vita mea

Grande enfasi è stata riposta nella possibilità di personalizzare non solo l’equipaggiamento, con diverse tipologie di armi a disposizione, ma anche di modificare le proprietà di quelle già possedute, fino addirittura a creare diverse tipologie di proiettili eiettabili dalle incredibili armi da fuoco che spiccano dal god arc, l’arma in dotazione a ogni eroe. Inoltre, bisogna ricordare che God Eater nasce essenzialmente come hunting game pensato per il multiplayer e in tal senso diventa estremamente consigliabile affrontare l’avventura in compagnia di amici. C’è da considerare, poi, che il titolo fa della reiterazione di situazioni similari un vero e proprio mantra, capace di scadere in monotonia dopo solamente qualche ora di gioco. Non che l’avventura non sia abbordabile anche affidandosi alla ia dei compagni manga-style, intendiamoci, ma è chiaro che buttare giù a cannonate un enorme mostro muta forma con gli amici lasci un senso di soddisfazione decisamente più tangibile di quello passato a raccogliere vittorie seguiti da tre burattini dalle sgraziate geometrie poligonali. Se c’è una critica che si può lanciare all’operazione tutta è sicuramente rivolta all’aspetto tecnico, quasi insufficiente su tutti i fronti. I modelli dedicati ai personaggi propongono fattezze in cui le geometrie semplici ben si sposano al character design mangoso dell’opera, ma lo stesso non si può dire per le ambientazioni. Addirittura un gran numero di assets sono condivisi dal primo e dal secondo capitolo, senza nessuna migliora o cambiamento a testimoniare un dispiego di forze da parte della software house. Se non altro, su PC, il tutto gira a 60 fps. Meglio di niente. Buona, invece, la colonna sonora, ispiratissima e piuttosto variegata, con brani sinfonici che si susseguono accompagnati da pezzi più movimentati e sonorità appartenenti al genere j-rock, ma purtroppo il doppiaggio nella sola lingua inglese non è davvero più tollerabile, soprattutto in un mercato in cui anche i publisher minori riescono a strappare con successo alle case madri il permesso per poter vantare la doppia traccia anche in Occidente. Davvero inspiegabile…

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In Conclusione

God Eater 2 Rage Burst racchiude in un solo pacchetto tutto ciò che serve per scoprire cosa si cela dietro il franchise di Bandai Namco. L’estrema povertà grafica, tuttavia, unitamente ad un gameplay tanto veloce quanto ripetitivo, potrebbe finire per far demordere i giocatori affascinati dalla curata estetica j-pop che caratterizza le scene animate, sfiancando invece coloro che si aspettano un action game immediato. Prima di cogliere tutte le sfumature di God Eater 2 Rage Burst (e del predecessore) ne dovrete stendere di nemici tutti uguali…


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