Conception II: Children of the Seven Stars – Recensione

Può un J-RPG dotato di una premessa narrativa spiazzante e surreale riuscire a raccontare una storia tutto sommato carina e a divertire senza indugiare troppo nei sempre più abusati sexual innuendo?

Beh, la risposta sta tutto in Conception II: Children of the Seven Stars, seguito di un j-rpg per Sony PSP mai giunto in Occidente. Come da titolo, alla base del “gimmick” che rende unico questo dungeon crawler ibridato ai tipici dating sim giapponesi vi è appunto un meccanismo di “concepimento” che vede il protagonista maschile legarsi a più eroine e sfruttare i loro super poteri per creare piccoli “figli astrali”, umanoidi super deformed pronti a schierarsi in combattimento contro nemici mostruosi. Una premessa che nasconde dietro di sé quel tipico gusto per le situazioni piccanti e della narrativa slice of life amorosa tipica dei J-RPG a basso budget, ma che alla prova joypad alla mano riesce a convincere malgrado una storia forse un po’ troppo telefonata per riuscire ad appassionare.

Titolo: Conception II: Children of the Seven Stars
Sviluppatore: Spike Chunsoft
Distributore: Spike Chunsoft
Genere: Gioco di ruolo giapponese
Piattaforma: Nintendo 3DS, PlayStation Vita, PC
Data d’uscita: 16/08/2016

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Amore, facciamo un bambino astrale?

L’incipit si commenta da sé: il protagonista e i gli stilosi comprimari che gli si avvicinano sono giovani dotati di poteri derivanti dalla loro natura di prescelti. Il dio stellato ha scelto per loro un futuro radioso nell’arte della guerra e sta proprio all’anonimo protagonista “concepire” più figli astrali possibili per riuscire in questa ardua missione. In realtà il già citato “concepimento” è un rituale molto casto e vede i giovani prendersi per mano e unire i propri poteri per dare vita a soldatini super deformed dall’aspetto “kawaii” da mandare in battaglia, ma certamente il legame che finisce per crearsi fra il protagonista e le varie ragazze che affollano il cast di personaggi è uno dei punti forti del gioco. D’altronde per riuscire a concepire figli astrali più potenti sarà proprio compito del giocatore quello di frequentare assiduamente le proprie “waifu” poligonali, contando anche su una serie di eventi unici non molto dissimilmente dai Social Link già visti in Persona 3 e Persona 4 di Atlus.

Esattamente come ci si aspetterebbe da un prodotto come questo, Conception II dispiega gran parte del suo lato prettamente giocoso attraverso menù testuali, lunghe conversazioni in stile visual novel con qualche inserto animato per sottolineare i passaggi più importanti e l’ovvio utilizzo di grafica tridimensionale quando ci si trova ad affrontare i labirinti, punto focale se si guarda all’esplorazione. Gran parte del gioco è infatti deputata alla creazione del “team perfetto” da lanciare in battaglia, nei labirinti generati proceduralmente che separano il protagonista dal termine dell’avventura. Sperimentare l’arruolamento di diverse tipologie di figli astrali è affascinante sulla carta, ma alla prova con mano ci si rende conto che il livello di difficoltà generale è talmente blando da non richiedere alcun sforzo particolare; fortunatamente la parte “gestionale”, o semplicemente legata alle velleità dating sim del titolo, funziona decisamente meglio, proiettandoci spesso in mezzo a personaggi che dimostrano una certa cura in fase di scrittura. Certo, nulla che esuli dai soliti stereotipi e cliché dell’animazione giapponese contemporanea, ma nonostante questo il cast funziona e riesce a tenere alto l’interesse anche dopo l’ennesimo combattimento a turni passato a grindare per riuscire ad avanzare nella storia. Che poi, anche da questo punto di vista, qualche degna prova d’autorialità è accennata, con la possibilità di attaccare i nemici ruotando loro attorno nel tentativo di trovare il lato “debole” del loro corpo, ma come già detto il bilanciamento del gioco pende talmente spudoratamente a favore del giocatore che non si riesce mai davvero ad appassionarsi alle meccaniche prettamente J-RPG inserite nella produzione; un peccato, perché senza ombra di dubbio qualche sforzo in più avrebbe assicurato al titolo Spike Chunsoft un trattamento migliore.

Trattandosi di un porting da Nintendo 3DS e PlayStation Vita non ci si poteva aspettare troppo dal lato tecnico, ma fortunatamente la colorata direzione artistica e la presenza della traccia audio giapponese – assolutamente imprescindibile considerando il target commerciale di questi prodotti – aiutano Conception II ad ergersi appena sopra l’insufficienza; merito anche dei 60 fps e del supporto a una risoluzione al passo coi tempi, ma affacciandosi al titolo in questione bisognerebbe comunque ricordarsi che rimane “concepito” (ah ah, non fa ridere!) per console portatile, ergo dotate di display dal polliciaggio meno generoso del tipico monitor per gaming. Non che lo debba puntualizzare…

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In Conclusione

Conception II: Children of the Seven Stars è un titolo atipico, dotato di una premessa tanto bizzarra quanto interessante che mal si concretizza quando si entra nel vivo dell’azione. Le blande meccaniche j-rpg non riescono mai a convincere pienamente, mentre l’aspetto strategico dietro alla creazione di un proprio team di guerrieri viene offuscato dalla preponderante (e per certi versi più attraente) componente dating sim, resa soprattutto gradevole da un buon character design e dalla presenza di belle illustrazioni in alta risoluzione. Insomma: Spike Chunsoft ha dato priorità alle waifu.


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