Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato – Anteprima

Ci sarebbe tanto da dire su questo Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato, a partire dalla sua travagliata genesi su PlayStation a cavallo dei primi anni 2000, ma ciò su cui vorrei porre l’accento è l’estrema cura con cui ArtePiazza, software house deputata ai remake dei precedenti tre capitoli su Nintendo DS, è stata in grado di confezionare ancora una volta un prodotto intelligente e rispettoso dell’opera originale.

Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato è infatti l’unico Dragon Quest a non essere mai approdato in Europa fino ad oggi, ma è anche e soprattutto un campione d’incassi su PlayStation che, per stessa ammissione dell’allora Enix, non riuscì mai a convincere del tutto i giocatori statunitensi a causa di una mise tecnologica poverissima, per molti aspetti inferiore a quella del sesto capitolo nato e pubblicato durante l’era super Nintendo. Con la fusione di Squaresoft ed Enix e la collaborazione con Level 5 per produrre quel popò di gioco che oggi ricordiamo col nome di Dragon Quest VIII, ormai, sono passati diversi anni, e la fama del franchise è cresciuta al punto da richiedere alla software house giapponese di valutare una miglioria generale dei valori di produzione; un aspetto, quello dell’aspetto grafico, largamente potenziato e rivisto in questo remake per Nintendo 3DS, tanto da concedere al settimo episodio una vera e propria nuova identità, capace di attecchire anche nel sempre più esigente terreno del videogaming occidentale. Abbandonando isometrie e brutture pixellose dell’era 32 bit, Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato propone oggi un mondo completamente 3D, impreziosito da modelli dei personaggi dettagliatissimi recanti, ovviamente, quella che ad oggi definiremmo “l’eredità di Akira Toriyama”, storico character designer della serie e auto del celeberrimo Dragon Ball.

3ds_dragonquest7_03Noto soprattutto per l’estrema lunghezza e per la lentezza con cui la storia si dipana, Dragon Quest VII presenta un gruppetto di protagonisti votati all’avventura, affamati di conoscenza e ben disposti a darsi da fare per scoprire la verità che si cela dietro all’esistenza di una sola isola nel mondo conosciuto: possibile che la loro sia l’unica civiltà esistente? Incapaci di arrendersi ad un’eventualità simile, il protagonista, la dispettosa Maribel e l’energico principe Kiefer si troveranno presto a doversi confrontare con una missione difficoltosa e per molti versi incredibile: la collezione di “frammenti” di mondi andati dimenticati nella forma di frammenti di steli colorate.

3ds_dragonquest7_05_mediaplayer_largePer ogni isola portata alla luce mediante la collezione di questi frammenti di pietra si apre un mini-episodio narrativo, sullo sfondo di un regno che man mano che la storia avanza si fa sempre più grande e ricco di cose da scoprire. Una struttura, quella dei mini archi narrativi che ben si confà alla natura portatile di questo remake e che permette di godere anche di partite brevi, come magari ci si approccia ad una serie animata giapponese con episodi da appena venti minuti. Al di là delle migliorie estetiche evidentissime confrontando il titolo originale per PsOne e i trailer di questo remake, gli ArtePiazza sono stati soprattutto in grado di svecchiare alcune meccaniche altresì piuttosto indigeste nel pieno di un 2016 affollato di J-RPG, abbandonando gli incontri casuali, velocizzando la parte iniziale del gioco (famosissima per essere lunghissima e senza alcun combattimento) e costellando qua e là l’esperienza con meccaniche che alleggeriscono il carico di tempi morti tipici del genere.

3ds_dragonquest7_28_mediaplayer_large-bmpDal test console alla mano possiamo dire di essere veramente soddisfatti da questo Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato, specie guardando al passato recente della serie, fino ad ora arrivata in Europa a spizzichi e bocconi a causa di un successo mai realmente trovato nel Vecchio Continente, storicamente più affezionati alla serie Final Fantasy dell’allora Squaresoft. Speriamo che con l’arrivo nei prossimi mesi del remake dell’ottavo capitolo della saga di Yuji Horii per Nintendo 3DS anche gli appassionati dell’ultima ora possano dare una seconda chance a questa serie, spesso bistrattata ingiustamente. La fiaba di Enix, insomma, è pronta a prendere vita ancora una volta sulla portatile Nintendo: avrete il tempo di viverla tutta d’un fiato?


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