Layers of Fear: Inheritance – Recensione

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I ragazzi di Bloober Team dopo il discreto successo riscosso dalla pubblicazione su PS4, Xbox One e PC di Layers of Fear, tornano ancora una volta con Inheritance per espandere l’opera narrativa orrorifica iniziata nel capitolo principale. Questo DLC prende spunto da quanto narrato in Layers of Fear e ne raccoglie l’eredità – traduzione di Inheritance in italiano – e la racconta attraverso gli occhi della figlia, quella bambina bistrattata e mai capita, vittima di un padre alle volte amorevole e premuroso ed altre violento e severo, inaridito nell’animo dalla corruzione della propria vita riversata per intero su una tela.

Ma cosa cambia in questo Layers of Fear: Inheritance? Varrà i soldi dell’acquisto e tornare a spaventarsi in quella casa maledetta?

Titolo: Layers of Fear: Inheritance
Sviluppatore: Bloober Team
Publisher: Aspyr
Lingua: Audio Inglese/ Testi Italiano
Piattaforme: PlayStation 4, Xbox One, PC
Prezzo: €4,99 (PSN)
Data di Uscita: 2 Agosto 2016

Con gli occhi di bambino

La decisione di raccontare con un’ottica diversa gli avvenimenti di Layers of Fear ci è parsa una scelta saggia ed azzeccata, un modo insomma di approfondire (seppur in modo abbastanza superficiale) la storia di quel pittore, padre di una famiglia allo sbaraglio e rovinata irrimediabilmente. L’incipit con cui si apre Inheritance è quello del giocatore immerso nei panni della figlia ormai adulta che torna in quella casa, ripercorrendo, stanza dopo stanza, la propria infanzia. La motivazione principe di questa impresa è al decisione di gettarsi il passato alle spalle esorcizzandolo una volta per tutte.

Pad alla mano il titolo ci chiede anzitutto di accendere la torcia con il tasto L3, facendoci sperare inizialmente in una qualche integrazione della stessa nel gameplay. Tuttavia si rivela solamente un modo per giustificare il cono di luce che si palesa davanti al nostro incedere incerto e claudicante in mezzo alla rovina frutto del tempo e del degrado. Layers of Fear: Inheritance si conferma quindi ancora una volta un “walk simulator”, il quale non richiede una particolare abilità con il joypad all’utente, ma solamente la sua attenzione per narrargli una storia, come farebbe un padre con la propria bambina.

Layers of Fear Inheritance

 Un DLC fatto di chiaroscuri

A differenza del gioco principale però, la durata dell’espansione raggiunge a fatica le 3 ore e la passività con cui si svolge gran parte del gioco può far scemare la paura. I jump scare ovviamente ritornano, ma in numero ridotto e la sensazione di “sicurezza”, di non essere mai realmente in pericolo, è un potente anestetizzante per la mente. Ciò detto abbiamo trovato di buona qualità le fasi in cui riviviamo in prima persona, con gli occhi di bambino, la nostra infanzia e come gli sviluppatori hanno saputo creare situazioni al limite del paradossale, costringendoci a tenere lo sguardo sempre puntato in alto, ad osservare un mondo non adatto ad una infante.

A livello tecnico Layers of Fear: Inheritance eredita tutte le problematiche riscontrate nel gioco originale: un frame rate ballerino spesso al di sotto dei 30fps, una qualità degli shader, delle texture e dell’illuminazione globale non eccelsa e un aliasing a volte troppo evidente. Nei geni del gioco però è rimasto anche l’ottimo sound design, con suoni forti e spaventosi sempre ben spazializzati ed un doppiaggio inglese rarefatto ma ben recitato ed una colonna sonora da brividi.

Layers of Fear Inheritance

In Conclusione

Layers of Fear: Inheritance è un DLC breve, intenso che cerca di dare una chiave di lettura diversa, rivolto a tutti coloro che sono rimasti ammaliati dalla terrorizzante storia del pittore pazzo e la sua famiglia. La durata esigua e le magagne tecniche sono un limite senza dubbio, e le trovate stilistiche sono buone ma figlie di un riciclaggio di asset molto elevato. Al netto di ciò il prezzo molto abbordabile, la colonna sonora e le sensazioni trasmesse dai ragazzi di Bloober Team possono valere il prezzo di acquisto… la decisione spetta a voi!

Videogiocatore incallito, afflitto da una rara fissazione per la Tecnologia e la Musica. Sonaro sotto sotto, ma aperto a qualsiasi altro degno pretendente. Il dottore gli ha prescritto una dose costante e massiccia di musica ogni giorno accompagnata da tutto ciò che è Geek e/o Nerd. Suonatore mediocre di chitarra e pianoforte (tra le altre cose), studia presso la DBGA per diventare sviluppatore di Videogiochi. Quando ispirato scrive sul suo blog: https://davidfool94.wordpress.com

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