Un padre, una figlia (Bacalaureat) – Recensione

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Romeo, il padre, Eliza, la figlia.

Il resto è solo sfondo scarnificato di una realtà difficile, in una cittadina della Romania dei nostri tempi. Il paese democratico pulito e onesto per cui il padre di Eliza (Maria-Victoria Dragus) ha sempre lottato sembra ormai un lontano, deludente sogno di giovinezza.

la locandina del film Un padre, una figlia

La locandina del film Un padre, una figlia

Romeo (Adrian Titieni) è un bravo medico, ha ancora i modi e i tratti di una persona per bene, ma non lo è più. Si è lasciato ingannare dalle bugie di una società corrotta; così, le menzogne e la corruzione sono giunte fino a lui. Ora è Romeo che tradisce e lo fa con le migliori intenzioni: spingere la figlia nello sbarco al nuovo mondo, alla «civiltà» di una delle migliori università inglesi. Ma Eliza ha subìto un’aggressione sulla strada che porta a scuola e ciò rischia di far saltare i progetti del padre sul suo futuro. Da questo momento in poi il padre di Eliza sembra uno scarabeo che, caduto sul dorso, dimena istericamente le sue zampette senza concludere nulla.

Per l’intera durata del film non si percepisce che una colonna sonora, la sola possibile: i fatti, la loro drammaticità. Da principio Mungiu annuncia il dramma con un colpo vitreo, un sasso che manda in frantumi la finestra di casa di Romeo. E di quando in quando Romeo cercherà invano questo fantomatico lapidatore, si perderà per le strade cercando, guardandosi attorno… sarà costretto, con angoscia, a camminare nel buio della sua anima annerita dalla bruttezza. Mungiu ha la cura di puntellare con simbologie efficaci l’immagine filmica e non lascia sguarnito lo spettatore di qualche chiave di lettura, talora precisa, esatta.

La scena è accompagnata costantemente da densi e intensi dialoghi che rivelano il disagio di Romeo nell’affrontare le fisiologiche difficoltà tra familiari. Se talvolta annoia è perché è scaduto nel banale realismo. Come sempre nei suoi film, Mungiu si propone di far uscire dalle immagini qualcosa che nelle immagini non c’è: il sentimento, l’idea.

Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, ne valorizzano ogni singola crepa attraverso una meticolosa riparazione di una resina d’oro, mista ad argento o platino. Ecco che la crisi, raccontata ottimamente da Mungiu, non arriva mai per farci capitolare. È semmai il momento più prezioso, di cui fare tesoro.

 

Scheda film

Titolo originale: Un padre, una figlia (Bacalaureat)
Regia: Cristian Mungiu
Sceneggiatura: Cristian Mungiu
Cast: Maria-Victoria Dragus, Adrian Titieni, Malina Manovici, Lia Bugnar, Vlad Ivanov
Anno: 2016
Nazione: Romania, Francia, Belgio
Durata: 128 min
Genere: Drammatico
Distribuzione: (Ita) BIM distribuzione
Uscita: 30 agosto 2016

Appassionata ai grandi classici della letteratura italiana ed europea, laureanda in Lettere moderne. Con me porto una valigia cinematografica che è passata sotto il giudizio del critico e scrittore Paolo Bertetto e del filosofo esteta Pietro Montani, entrambi docenti a La Sapienza di Roma.
Scrivo del cinema contemporaneo riservandomi un uso quanto più ampio di quel meraviglioso codice che è la lingua italiana.

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