Paradise Beach: Dentro L’incubo – Recensione

Cinema Recensioni 1.0 Recensioni Cinema 1.0

A distanza di oltre quarant’anni dal primo Squalo spielberghiano e da un numero indefinito di horror acquatici arriva il pescecane di Jaume Collet-Serra. Presentato in CGI, preistorico quanto basta per far saltare qualcuno dalla sedia e aggiornato in GoPro con musica tonante per le nuove generazioni. Blake Lively in trappola, un’idilliaca spiaggia deserta e un sicuro scontro di sangue fanno poi il resto.

paradise-beach-recensione
Paradise Beach si apprezza perché non fa mistero di ciò che è. L’azione è puro intrattenimento, il retroscena una blanda premessa. L’impianto visivo dilata due righe di trama in ottanta minuti, mostrando proprio ciò su cui, trailer prima e montaggio dopo, hanno giocato. Pericolo, resa, reazione, angoscia, lotta, forse rivalsa. Serra non sta dietro la camera per zumare sulla psicologia di una quasi condannata a morte (come è stato per la coppia di Open Water), semmai stringe l’inquadratura sul bikini della Lively, o su un primo piano che racconta la carneficina nascosta allo spettatore.

Le sottigliezze sono poche; Dentro l’incubo si arriva dopo un selvaggio preludio di found-footage e più di qualche furba surfata cucita su misura per la ex Gossip Girl. Qui praticamente one-woman show: isolata, sanguinante, faccia a faccia con la sua nemesi che la sfida a una gara di resistenza.

Si deve dar conto a Serra d’aver confezionato un B-movie che rifiuta per scelta la gravitas di un Cast Away, anche se eredita da Zemeckis un nuovo “pennuto” Wilson, muto e autentico personaggio di supporto. Ma il buono di Paradise Beach è di allontanarsi dalle grinfie create in laboratorio (vedi Blu profondo), occupandosi soltanto del confronto ancestrale tra l’istinto predatorio dello squalo e l’istinto alla vita della protagonista. Gli oggetti di scena sono l’accordo fisico con cui combattere per sopravvivere, sfruttati alla Jackie Chan e funzionali all’adrenalina. La ferocia della natura è massiccia nelle fauci di una macchina assassina perfetta. Il senso di accerchiamento alita dentro i voli di camera e i campi lunghi; uno scenario che risulta spalancato e labirintico al tempo stesso. La tensione scorre, cronometrata e rossa sangue, sotto e attraverso l’acqua.

Si tratta di un’opera basica, in positivo, tanto da rendere futile l’epilogo emozionale, che per fortuna rimane breve e misurato.  La Lively non sarà mai Tom Hanks, ma nessuno se l’aspetta e lei s’impegna.  Serra ha costruito un’eroina 3.0, con prove evidenti  di tenacia sul suo corpo martoriato e abilità strategiche senza fronzoli esistenziali. Forse ha ragione lui quando le fa dire che la solitudine è un concetto sopravvalutato. Dopo tutto, quando hai un tempo di sopravvivenza limitato alla bassa marea, lasciare un messaggio in video… è pure troppo.

 

Scheda film

Titolo: Paradise Beach – Dentro l’incubo
Regia: Jaume Collet-Serra
Sceneggiatura: Anthony Jaswinski
Cast: Blake Lively, Óscar Jaenada, Sedona Legge, Brett Cullen
Musiche: Marco Beltrami
Genere: drammatico
Durata: 87’
Produzione: Ombra Films, Sony Pictures Entertainment (SPE), Weimaraner Republic Pictures
Distribuzione: Warner Bros.
Nazione: USA
Uscita: 25/08/2016.

"Quando sei in dubbio, Meriadoc, segui sempre il tuo naso"

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up