No Man’s Sky – Recensione

Recensioni Videogiochi 1.0 Videogiochi

Ci sono da fare delle relative premesse prima di iniziare la lettura della recensione: in primis No Man’s Sky è un prodotto particolare che vuole rientrare in una categoria ristretta ma che, a causa del marketing, in questi tre anni ha dimostrato forse l’opposto. Non ci sono trame profonde o anche accennate, non ci sono missioni a obiettivi primari o secondari e inoltre, non meno importante, non c’è il multiplayer.

Titolo: No Man’s Sky
Sviluppatore: Hello Games
Publisher: Hello Games
Lingua: Italiana
Piattaforme: PlayStation 4, PC
Prezzo: 64,80 € (Amazon)
Data di Uscita: 10 agosto 2016

Dimenticatevi di tutta una serie di dichiarazioni, promesse, falsi trailer e via dicendo. Immaginate che il gioco sia stato appena annunciato e lo state giocando senza sapere nulla. Dopo una manciata di ore, capirete tranquillamente cos’è No Man’s Sky e dove vuole andare a parare l’opera di Sean Murray ed Hello Games.

A differenza di noi e dei fan, che abbiamo seguito lo sviluppo in questi tre anni di attesa. Chi vi scrive era anche abbastanza interessato, salvo poi iniziare a intravedere alcune riserve nel titolo ancor prima che uscisse. Murray negli ultimi mesi ha messo le mani avanti, un po’ come a dire “Sony ha spinto il marketing del gioco, noi siamo un piccolo studio che ha voluto buttare giù quest’idea”. Il problema, infatti, non è mica il gioco, ma il modo in cui questo è stato pubblicizzato. Siamo nell’era del mercato e del profitto cercando di giocare con la mentalità media dei giocatori odierni. Basta vedere Watch Dogs o titoli simili, ma No Man’s Sky riuscirà a mantenere il contraccolpo?

Chissà, non è importante al momento. Quello che è importante è la rottura del “prodotto di massa” e di come in realtà alcuni studi stiano tornando ad esplorare la tanto temuta libertà creativa. No Man’s Sky non è uno sparatutto, non è simile a Elite Dangerous e non ha alcune delle meccaniche più abusate perché piacciono a tutti. È originale, ma non privo di difetti.

Un pianeta cupo...

Un pianeta cupo…

Il primo approccio con No Man’s Sky è del tutto alienante; sarete disposti su un qualche pianeta dei 18 trilioni presenti nell’universo di gioco. Questi momenti saranno la parte più interessante del gioco e che vi spingerà a proseguire. Chi siete? Cosa ci fate lì? Quella è la vostra nave? La proceduralità che sembra un po’ la metafora della vita quotidiana: ci sono persone che nascono in ambienti e in situazioni migliori di altre ed è, per l’appunto, il vostro primo approccio sul gioco di Sean Murray. È possibile che vi siate imbattuti o che imbatterete su un pianeta ostile, con fauna aggressiva e flora scarsa, magari anche con le piogge acide. O meglio, un pianeta caldo, con tanti materiali da recuperare e con fauna erbivora. Tutto casuale.

Il vostro obiettivo, che non è altro un semplice tutorial per spiegarvi il gioco, è quello di riparare la vostra nave. Bisogna recuperare i materiali divisi nelle categorie: isotopi, ossidi, silicati, neutrali e leghe. Da questi è possibile creare oggetti o sfruttarli per ricaricare gli oggetti nel multi-tool, utili per la sopravvivenza. Gli isotopi servono principalmente per la ricarica di energia sia della nostra Exotuta che della nave. Plutonio, Carbonio, Thamium9, mentre Ferro, Zinco e Titanio fanno parte degli ossidi. Ognuno di loro può essere utile per la creazione o potenziamento del proprio arsenale e saranno suddivisi come materiale comune, non-comune, raro e molto raro.

Questi materiali, compreso il loot che troverete o acquisterete durante il gioco, troveranno spazio nell’inventario, che di norma non è così spazioso. Inserito come parte integrante del gioco, il poco spazio vi obbligherà ad andare in esplorazione per migliorare il vostro arsenale, che sia la nave o l’Exotuta. Se questa cosa la trovate odiosa, non cambierete idea di certo in No Man’s Sky, anzi, perché anche quando installerete nuove tecnologie utili sia alla sopravvivenza che ad altro, queste prenderanno spazio importante all’interno dell’inventario, riducendovelo all’osso. Ma è positivo vedere che nulla è dato al caso, No Man’s Sky percorre con criterio questa strada e incoraggia a entrare negli abissi più profondi – e oscuri – dell’universo.

Sarà mica ostile?

Sarà mica ostile?

Ed è proprio entrando in questo inquietante e infinito sistema che scopriamo di non essere completamente soli. Lungo la strada troveremo dei particolari alieni senzienti (magari come noi, chissà) che operano nelle galassie. Inizialmente parlare con loro sarà quasi impossibile e questo spiazzerà i giocatori più avversi. Bisogna imparare le tre lingue disponibili nel gioco, sia attraverso gli alieni stessi che dai monoliti che si trovano sui mondi. Ed è qui che la parte più affascinante di No Man’s Sky esce fuori. I misteriosi monoliti nascondono una storia tutta a sé stante e ci fa entrare di prepotenza in quella che può essere definita una trama molto trasversale, questo sì, ma che tutto sommato accompagna un po’ l’idea che il gioco da di se stesso.

L’esplorazione è quindi il principale obiettivo del gioco. Non c’è altro, se si vuole essere critici. Il tanto chiacchierato multiplayer, purtroppo, non è presente. Il gioco si può mettere in pausa quando si vuole e continuerà solo qualora la togliessimo. Questo comporta un grande limite per il gioco, soprattutto sulla base di effettuare delle operazioni simili a Elite: Dangerous. Le sotto-trame di cui sopra, sono decisamente fuori dalla portata comune e, in generale, difficilmente ci si rende conto che si tratti di una di quelle. Dopo il tutorial, inoltre, non ci sono obiettivi principali, se non quelli di esplorare nuovi pianeti, sistemi e registrarli tutti sui server di gioco. Altro specchietto per le allodole dove ci si casca per le prime ore, dopodiché già si capisce che il tutto non ha così tanto senso. Perché rinominare un pianeta o un sistema se siamo solo noi a vederlo?

Sean Murray ha più volte spiegato che il loro obiettivo era quello di ricreare le illustrazioni dei libri sull’universo, quelle colorate, belle e interessanti. L’obiettivo è stato raggiunto, tanto che i colori riescono ad avvolgere qualsiasi tipo di giocatore. Vi potrete imbattere su di un pianeta tropicale, con tanto di spiaggia e dai colori sgargianti, ma che di notte si presenta con un cielo viola acceso, tempeste acide di colore blu e alberi gialli. È affascinante, pertanto, sembra quasi sempre tutto diverso. Il problema è che dopo aver esplorato i primi tre o quattro pianeti, si iniziano a notare tutte le texture riutilizzate o comunque inserite nella superformula casuale della proceduralità del gioco. In fin dei conti, sono spesso uguali e cambiano soltanto di colore. Questo anche agli animali, che spesso sono divisi tra loro soltanto da nomi diversi.

Che bei colori...

Che bei colori…

Ma rimanendo in tema di casualità, la superformula matematica per ricreare il sistema procedurale di No Man’s Sky offre anche ottimi scorci dell’universo stesso. Dopo aver lasciato un pianeta sarete nella sua orbita, in un qualche sistema, in una qualche galassia. Ogni cosa si differenzia per colori, sistema solare e altro. L’utilizzo dell’iperguida facilità non poco lo spostamento tra le varie galassie, mentre l’utilizzo dei propulsori è utile per distanze più ravvicinate. Tra questi sistemi ci sono delle stazioni spaziali, ma anche altre astronavi di alieni senzienti. Alcuni sono pirati, infatti è possibile imbattersi in una qualche guerra galattica tra le navi mercantili e i pirati dello spazio. Tra questi troviamo le differenti razze aliene che percorrono l’universo insieme a noi.

Sul versante sonoro No Man’s Sky offre una soundtrack meravigliosa, forse tra le più belle degli ultimi anni. Tutte in pieno stile sci-fi, dall’aspetto energico e psichedelico. Sembra ascoltare un album di musica elettronica, downtempo e trip-hop. Il gruppo britannico 65daysofstatic è riuscito nell’intento di riportare pari passo le azioni del gioco. Avete presente quando ascoltate musica ambientale e iniziate a viaggiare con la mente? No Man’s Sky è la concretezza di quei viaggi, è la fantasia e la creatività. Su questo, Hello Games di certo non ha fallito l’impresa.

Purtroppo alcune texture non rendono benissimo e infatti il gioco offre modelli poligonali non troppo vistosi. A primo acchito può sembrare un gioco abbastanza povero graficamente, anche se si nota che gli sviluppatori si siano concentrati maggiormente sulla questione artistica, dove il gioco eccelle e non poco. No Man’s Sky non è esente da bug di natura tecnica, ovviamente, ma che molti sono stati già fixati grazie alla patch del day-one. Il lancio purtroppo non è stato dei migliori e le conseguenze di un marketing fasullo si sono viste tutte. Sicuramente ci saranno persone che apprezzeranno comunque il titolo di Hello Games, ma è chiaro che il gioco ha bisogno di miglioramenti e di nuovi contenuti.

Un misterioso e grosso monolito...

Un misterioso e grosso monolito…

In conclusione…

No Man’s Sky è un esperimento parzialmente riuscito. Il marketing ha aiutato nella vendita del gioco, ma sicuramente c’è stato un contraccolpo su quello che poi realmente il gioco è. Un prodotto di nicchia, che rientra in quelle categorie non di massa e che può essere apprezzato proprio da chi, in talune circostanze, ne riesce a trarre il meglio. Il gioco offre comunque un universo fantastico e ricco di fascino, qualche mistero qui e là e una buonissima colonna sonora d’accompagnamento all’esplorazione. Quest’ultima è la vera chicca del gioco, il punto cardine. Se siete interessati a questo genere di giochi sull’esplorazione, in questo caso dell’infinito universo, e vi piace raccogliere materiali per potenziare voi e la nave, allora No Man’s Sky è il gioco che fa per voi. Pertanto, se siete giocatori più orientati sul genere casual come sparatutto alla Call of Duty e giocatori di titoli sportivi come FIFA, allora il consiglio è ovvio: non comprate No Man’s Sky.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up