Abzû non è un titolo che saprà disegnare un personaggio carismatico con il quale sarà spontaneo immedesimarci. Il realtà il nostro alter ego non ha neanche un nome in quanto “Abzû” è il vocabolo nella cultura sumerica per definire le profondità marine. Considerando che nell’intera avventura non avremo la possibilità di comunicare con le creature viventi con le semplici parole, scopriamo insieme come l’anima di questo piccolo capolavoro firmato dalla neo Giant Squid, sia composta da suoni e colori.

Sviluppatore:  Giant Squid
Publisher:  505 Games
Piattaforme:
 PC
Genere:  Playstation 4, PC
Data di uscita: 2 agosto 2016
Localizzazione: italiano

In Abzû ci troveremo immersi nell’oceano, avvolti dalla fauna marina alla ricerca dei resti di rovine di una cultura passata. La nostra anonima archeologa potrà interagire con dei droni dispersi nel fondale, che una volta risvegliati, saranno indispensabili per aprire dei passaggi ostruiti dalla fauna a causa dall’isolamento duraturo da culture civilizzate. Oltre a questo aiuto tecnologico, avremo la possibilità di scrutare in crateri sottomarini (che verranno evidenziati da un’icona quanto saremo nelle loro vicinanze), dai quali emergeranno alcune delle numerose specie che popolano i fondali. Le miriadi di forme e colori e i giganteschi banchi di pesci, renderanno i sette capitoli di cui Abzû è composto, dei quadri vivi nei quali la danza delle creature che popolano il regno sottomarino, creeranno un ambiente armonioso avvolto dalla magistrale colonna sonora nata dal contributo di Austin Wintory e dal direttore creativo Matt Nava. Nava e Wintory hanno già collaborato insieme nel gioco Journey che vede con Abzû, delle similitudini non legate al solo comparto audio. Le somiglianze con Jouney sono evidenti nella giocabilità e nella struttura di gioco ma il comune denominatore tra i due titoli è l’atmosfera onirica che si respira nelle due opere. Le avventure proposte nei due differenti titoli danno la sensazione di trovarsi in due posti diversi appartenenti allo stesso universo, rendendo Jouney (ambientato in un desolato deserto) e Abzû (ambientato in un vivo oceano), due tele diverse dipinte dallo stesso pittore, dove i colori, lo stile, e l’atmosfera rappresentate, sono così diverse ma così familiari tra loro.

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Il gameplay di Abzû è basato fortemente sull’esplorazione e il nostro personaggio potrà muoversi liberamente all’interno del quadro di gioco. Consigliato vivamente è l’utilizzo di un controller per rendere l’esperienza di gioco più naturale, con movimenti fluidi e ben realizzati dallo studio californiano ma che necessiterà di qualche minuto, prima di prendere confidenza con la telecamera. Nella versione pc testata, è stato utilizzato sia un gamepad Microsoft standard, sia lo Steam Controller, e in entrami i casi la dimestichezza con la manovrabilità della sinuosa archeologa, è stata facilmente ottenibile con un po’ di pratica. Le azioni disponibili in Abzû saranno date dalla pressione di un tasto, che ci consentirà di interagire o con i banchi di pesci che ci doneranno una spinta correndo al nostro fianco o con la fauna di dimensioni più grandi, permettendoci ad esempio di afferrare il muso di una balena o il guscio di una tartaruga, per guidarli nell’avanzamento della nostra esplorazione. Le specie più aggressive inoltre, non saranno facilmente governabili in quanto il loro istinto di cibarsi con i piccoli pesci dei quali i fondali sono ricolmi, sarà più forte della nostra volontà mentre con le specie più docili, potremmo eseguire rapidi scatti che in alcune sezioni, ci permetteranno anche di eseguire splenditi tuffi o avvitamenti. Abzû vi incuriosirà fin da subito e vi stamperà in volto un sorriso di tranquillità nelle sezioni finali di gioco, nelle quali potrete gustarvi in armonia la danza che avviene nelle profondità marine (e non solo…). Il transito da un capitolo all’altro è delineato da un portale, preceduto solitamente da un semplice puzzle basato sull’esplorazione alla ricerca di interruttori o droni utili all’apertura del passaggio che delinea l’accesso alla sezione successiva. Sparse nelle aree di gioco sono presenti inoltre dodici totem raffiguranti apparentemente, delle statue di figure mitologiche con la testa di pesce e il corpo a quattro zampe, sulle quali potremo sostare per osservare tranquillamente l’area circostante. Questi totem fungono in realtà da checkpoint nei quali potremo tornare in qualsiasi momento, accedendo dal Menù Principale nella sezione “Medita”, avendo così modo di visualizzare con il solo utilizzo della telecamera, le specie animali incontrate, come una sorta di acquario interattivo a nostra disposizione.

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I primi commenti rilasciati su Abzû mettono in evidenza come aspetto negativo la sua scarsa longevità considerando il costo di euro 19.99 ai quali il titolo viene proposto al lancio (fino al 09 agosto è comunque offerto in promo a euro 15.99). É certo che le due ore (anche meno se non ci si preoccupa di sbloccare i dodici obiettivi presenti nel gioco) di cui questa avventura sottomarina necessita per essere portata a termine non è un tempo eccessivamente generoso, ma se pensiamo che l’esperienza creta da Giant Squid viene vissuta più come un racconto interattivo, ci rendiamo conto che questo titolo non costa più di un biglietto del cinema e un cd di una buona colonna sonora (che da sola vale più dell’intera spesa). Ora confermando che il gioco oggettivamente ha una durata piuttosto breve, Abzû è un titolo che offre un prodotto di qualità e un’esperienza intensa, mettendo in chiaro quello che ogni hard gamer comprende nel momento in cui impugna un gamepad o una tastiera per la prima volta: giocare è una cosa seria.

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In conclusione

Immaginate Abzû non come una pietanza che vi sazierà per le sue porzioni abbondanti e i sapori vari e complessi. Pensate a questo titolo come una pietanza che vi incanterà per la qualità del gusto esclusivo e ammaliante. Abzû è una poesia interattiva sicuramente non adatta a tutti i tipi di utenze videoludiche ma chi ne saprà apprezzare lo spirito, si ritroverà sicuramente a rivivere le emozioni di questo titolo che seppur di breve durata rispetto a un gioco medio, potrà essere facilmente rigiocato grazie all’atmosfera e all’esperienza audiovisiva unica.

Sono nato nel 1980 quando la Pixel art non era una scelta ma l'unico stile grafico possibile. Ho nella pittura, nei videogiochi e nel cinema le mie passioni più grandi. Vivo ogni giorno cercando di ricordare che ciò che divide i rimpianti del passato e i sogni del futuro, sono gli istanti che viviamo nel presente costruiti con le nostre azioni.

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