Anche senza indossare due gocce di “Scianèl”, Cristina Donadio conquista tutti

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In Gomorra recita Annalisa, meglio nota come Scianel per la capacità di riconoscere una fragranza, un profumo di prim’acchito. Il suo è un personaggio duro, coriaceo, una delle donne di mafia e di mafie di cui ha tanto raccontato Roberto Saviano.

Una vita dedicata al teatro e al cinema, la sua, ma è stato solo con la seconda serie di Gomorra che Cristina Donadio ha raggiunto la notorietà da tanto tempo meritata.

Il tuo esordio a teatro?

Risale al 1976. Quest’anno festeggio i quarant’anni di questo lavoro, e l’importanza del teatro  per me è insita nel mio essere attrice. C’è tutto il mio know how. Quarant’anni ti obbligano a mettere un imprinting che è molto speciale e che metti in tutto quello che fai. Scianel l’ho affrontata come se fosse una grande eroina del male,  della tragedia greca o della tragedia shakespeariana, ma in tutto questo non mi sono inventata niente di eroico:  è il mio modo di poter fare qualsiasi cosa nel mio lavoro, cinema, televisione o teatro.

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Quale stato l’impatto delle due nuove presenze femminili con il cast e la troupe?

Credo di parlare anche a nome di Cristiana. Tutti ci dicevano che sarebbe stato difficile  rimpiazzare Donna  Imma, ma i nostri personaggi  chiaramente, non sono sati pensati, scritti  o piazzati lì perché dovevamo sostituire Maria Pia Calzone. Donna Imma è stato un personaggio strepitoso, che tutte noi abbiamo amato, ma poi era nella narrazione e nello sviluppo della narrazione il fatto che donna Imma, dovesse scomparire. Poi entrano Patrizia e Scianel autonomamente, con due caratteri molto forti e molto diversi tra di loro, e vivono di vita propria. In realtà donna Imma non è morta perché continua a vivere nelle imprese di Genny. I personaggi femminili, a mio avviso, continuano a essere tre.

A tutti, ahimé, è rimasta scolpita nella memoria la scena in cui Scianel canta usando come finto microfono un vibratore dorato…

Mi ha colpito molto la falsa coscienza di chi di Scianel ha voluto sottolineare quello. come se fosse chissà quale scena pazzesca, magari facendo scivolare un velo sulle sequenza molto più raccapriccianti e violente, quando fa uccidere O’ Track giocando al telefonino  o fa sparare all’autista amante di Marinella nelle parti intime. E poi, voglio dire, nel 2016 una donna non può avere in casa un oggetto per fare quello che le pare?

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Applauso della platea della stampa, conquistata da questa donna di fuoco, diretta e combattiva.

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