Giffoni 2016: Matteo Garrone al festival per il premio Truffaut. “A 13 ani volevo fare il tennista”

Cinema Giffoni Film Festival

Matteo Garrone è pronto per Pinocchio, la sua nuova avventura cinematografica. Il regista, a Giffoni per ricevere il prestigioso premio Truffaut, conferma il suo prossimo impegno cinematografico, tratto dalla fiaba di Collodi. “Sarà legato alla favola,  girerò in Italia e in italiano. Sto facendo provini con i bambini in tutta Italia, quello di Pinocchio è un ruolo molto complesso. Girerò in primavera per uscire nel 2018”, annuncia.

“Anche ‘Il Racconto dei Racconti‘ aveva un rapporto fiabesco con le immagini come in tutti i miei film”. Garrone ricorda l’avventura di Gomorra: “Quando nel 2006 incontrai per la prima volta Roberto Saviano, che allora non era ancora conosciuto come oggi e aveva pubblicato il libro da poche settimane, decidemmo di lavorare a quel progetto per rendere al meglio visivamente le pagine del libro -ricorda- Ma  dissi subito che la cosa migliore sarebbe stata fare una serie televisiva perchè si sarebbero potuto trattare tutti i temi che affrontava il libro. All’epoca non c’erano i presupposti per fare una serie tv perchè il mercato non era così grande e forte come è ora. Quando dopo il film mi proposero la serie non aveva senso perchè sarei dovuto tornare negli stessi luoghi e sarebbe stato difficile. Ma penso che aver fatto una serie tv sia suna scelta sacrosanta e giustissima, ha avuto un enorme successo e hanno fatto un ottimo lavoro”.

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Garrone si tiene ben distante dalle polemiche che hanno coinvolto la serie: “Gomorra è un film che va aldilà del luogo in cui era ambientato ed  è un film che parla di temi universali”, dice.  A Napoli, dove sono ambientati quasi tutti i suoi film, Garrone riconosce la possibilità di offrire “espressioni, facce e caratteri importantissimi per un film”. E ai ragazzi che stanno iniziando a fare cinema dà un consiglio: “Per arrivare alla vostra destinazione ci vuole la passione autentica  non mimetica -dice- io a 13 ani volevo fare il tennista, non leggevo neanche un libro e i miei genitori erano disperati. Quando ho fallito da tennista ho ripiegato nel cinema”, scherza il regista.

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