Romance of the Three Kingdoms XIII – Recensione

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Uno dei franchise più longevi di Koeti Tecmo, ovvero Romance of the Three Kingdoms (che acronizzeremo in questo articolo con un più agile ROTTK) fa il suo approdo su PS4, localizzato interamente, a parte il parlato. Il gioco era già stato pubblicato per PC , inizialmente in versione non localizzata, all’esorbitante prezzo di 90 USD (poi ridimensionato a 60), e questo non è altro che il porting della versione che anche noi occidentali possiamo capire.

Titolo: Romance of the Three Kingdoms XIII
Sviluppatore: Koeti Tecmo
Publisher: Koeti Tecmo
Lingua: Testi in italiano
Piattaforme: PS4, PC
Prezzo58,15 € (Amazon)
Data d’uscita: 8/07/2016

Per chi fosse digiuno di questa serie, arrivata dal 1985 al suo tredicesimo capitolo, faremo un breve riassunto, non delle puntate precedenti, ma della tipologia di gioco. ROFTTK prende ispirazione dall’opera letteraria dello scrittore cinese Luo Guanzhong, che delineò durante il 14esimo secolo la storia, in parte romanzata, delle lotte infinite che divisero per decenni la Cina del secondo secolo. La trasposizione digitale compiuta da Koei Tecmo ha cercato di riportare gli accadimenti all’interno di uno strategico in tempo reale.
Sicuramente se questa è la prima volta che affronterete ROFTTK sarete immediatamente spiazzati dalle miriade di personaggi storici, circa 700, che incontreremo già nelle prime fasi del gioco. Forse solo i “sinofili” più incalliti potranno avere una vaga idea dello scenario storico, ma non vi fate spaventare da questo, perché comunque il gioco risulta fruibile anche senza conoscere per nome e cognome ogni personaggio.

Si può affrontare il gioco in due modi: scegliendo la strada dell’Hero Mode, oppure buttandosi a capofitto nella campagna. Il consiglio che ci permettiamo di darvi, e che vi darà anche inizialmente il gioco, è quello di intraprendere l’Hero Mode, che funge da simil-tutorial, cercando di guidarci passo dopo passo nella meccanica del gioco. In questa modalità sceglieremo vari percorsi che ci porteranno ad interpretare diversi personaggi che dovranno compiere missioni di vario genere. Questo ci da l’opportunità di poter navigare all’interno dei molteplici menù, cercando di memorizzare cosa fare e come compiere le varie azioni, che saranno poi il fulcro di tutto il gioco. La prima missione è abbastanza semplice e prevede di portare del liquore ad un personaggio che poi ci potrà introdurre ad un altro personaggio ancora. Questo ci fa capire quale sia l’importanza strategica di stringere legami ed alleanze che poi ci saranno molto utili soprattutto nella parte completa di ROTTK. Portando a compimento delle semplici “quests” potremo anche ottenere, oltre che fedeli alleati, anche oggetti utili per le nostre battaglie.

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Molto del nostro tempo lo passeremo sulla mappa “overworld” che sarà necessaria per pianificare spostamenti e pianificare attacchi o difese. Si passa dal consueto 2D dei titoli precedenti, ad una visualizzazione 3D, ma sinceramente senza molto successo. Le città sono tutte tediosamente uguali, composte dagli stessi edifici e senza una loro peculiare connotazione. Anche la mappa in generale risulta realizzata con una certa sciatteria, cosa che non si accorda molto bene con l’impianto strategico del titolo stesso.
Purtroppo anche il gameplay sembra aver completamente perso l’appeal che avevano i capitoli precedenti. Nonostante siano stati introdotti svariati menù pieni zeppi di comandi ed azioni da compiere, la parte strategica ci sembra un po’ troppo semplificata, edulcorata, rispetto a quello a cui Koei Tecmo ci ha abituato fino d oggi.

Speravamo che per lo meno ROTTK XIII si risollevasse nella sezione delle battaglie, ma anche qua abbiamo dovuto ricrederci. Il sistema di combattimento non ha alcun mordente, trasmettendo la sensazione di avere pochissimo controllo, a parte la possibilità di usare le abilità speciali dei generali per dei bonus aggiuntivi. Anche la visualizzazione dei campi di battaglia risente quanto sottolineato in merito alla mappa del mondo. Lo zoom non ci permette di vedere le singole unità di combattimento, rendendo la visione e la percezione della battaglia troppo lontane e poco appassionanti.

Un punto a favore del gioco è sicuramente la varietà di personaggi che potremo selezionare, opzione che ci permetterà di esplorare un grande numero di approcci strategici diversi, tutti mirati all’unificazione in pace dei vari regni. Naturalmente la nostra scelta influenzerà il nostro tipo di gioco, per cui potremmo essere chiamati ad interpretare l’ambizioso mercenario che vuole scalare i ranghi, il puro generale dedito all’onore o il fedele vassallo che vuole riportare la pace ad ogni costo.

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ROFTTK promette molte ore di gioco, però vi dobbiamo avvertire che molte di esse le passerete a navigare tra i menù oppure osservando gli spostamenti sulla mappa. Il tempo, come RTS che si rispetti, può essere accelerato e ci siamo ritrovati più volte ad usare questa funzione. Infatti alcune missioni richiedono un numero spropositato di giorni-gioco per essere portate a compimento, considerando anche il tempo necessario per spostarsi da un punto all’altro della mappa, che avrebbero rischiato di farci cadere in stato narcolettico se non fosse stato possibile accelerare il tempo.

Un altro elemento purtroppo negatico è il pad come sistema di controllo. Come detto all’inizio dell’articolo, il gioco è nato su PC, dove si presta bene ad essere giocato tramite il mouse e gli shotcuts da tastiera. Quando però bisogna utilizzare il pad la situazione si complica. Infatti la pletora di menù che il gioco offre necessita ancor più tempo per essere esplorata, facendo dilatare troppo il tempo che magari avremmo potuto utilizzare per avanzare nella nostra campagna. Questo è un difetto che spesso e volentieri riscontriamo quando si parla di porting di RTS, ma anche di avventure, da PC a console. Nonostante siano state create delle scorciatoie sul pad, comunque la fruibilità piena dei comandi rimane limitata.

L’implementazione della componente RPG poteva essere un buon modo per creare un’aurea di affinità tra il giocatore e le vicende storiche narrate, purtroppo anche in questo caso non ci è parso che Koei Tecmo abbia centrato il bersaglio. I personaggi sono veramente tanti, come tanti sono i dialoghi che ci dovremmo sciroppare se non ci fosse la possibilità di mandarli avanti velocemente. Alla fine vi ritroverete come nei giochi hentai a skippare paginate di dialogo per andare al “succo” della vicenda.

Graficamente sono molto accattivanti e ben realizzati gli artworks dei personaggi e delle scenografie che fanno di contorno alla sezione narrativa. Anche l’accompagnamento musicale è di tutto rispetto, ottimo compendio alle situazioni che si susseguono sullo schermo.

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In Conclusione

Romance of the Three Kingdoms XIII aveva un compito arduo, quello di portare nuovamente in auge nel mondo videoludico digitale una epica saga che Koei Tecmo ha lanciato più di trent’anni fa. Sicuramente lo scenario storico non ci è certo affine e il tentativo di renderci più partecipi alle vicende con l’introduzione di una componente simil-RPG non ha certo aiutato. Peccato che anche la parte tattica e quella di combattimento non siano esaltanti, rendendo nel complesso ROTTK un gioco con poco mordente.
L’utilizzo del pad per la navigazione tra gli sconfinati menù non aiuta certo a far rialzare le sorti di questo titolo. Anche la mancanza di un comparto multiplayer penalizza questa tredicesima rappresentazione delle violente diatribe cinesi. Sinceramente ci saremmo aspettati qualcosa di più dalla prima apparizione di Romance Of The Three Kingdoms su PS4, ma coviamo la silente speranza che da questo punto si possa solo migliorare.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi.
An old player that is still capable of wonder.

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