Zelda: Breath of the Wild – Provato

Videogiochi

Quando si viaggia sino al capoluogo milanese per provare il titolo vincitore del premio della critica per il miglior gioco presente al E3 certo lo si fa con una cospicua dose di aspettative in mente. Non sarebbe la prima volta che un titolo fa incetta di riconoscimenti ed anteprime positive per poi rivelarsi alla prova dei fatti un’esperienza discreta, imbottita di complimenti altisonanti che sembrano più il frutto di una massiccia lobotomizzazione ad opera dei reparti marketing che non una oggettiva dimostrazione di qualità ludica.

Zelda: BotW ci aspetta dunque alla prova del nove: GamePad alla mano come reagisce alle nostre, scomode, speranze? Ebbene, la nuova iterazione della saga del hyliano dalle orecchie puntute non mantiene le aspettative… le disintegra! Perdonate l’iperbole ma il tripudio ludico al quale abbiamo avuto modo di assistere (e giocare ndr) è cosa rara ed isperata (…e se ci abbandoniamo a i-prostetici di dantesca memoria non potete dubitare della nostra sincerità).

E’ da diversi anni che il team di sviluppo della serie tenta di rimanipolare la materia che la costituisce, dopo qualche timido tentativo con Skyward Sword (Nintendo Wii 2011), colpevole di rimaneggiare contenuti già noti in modo da farli apparire come innovazioni, i fan sembravano pronti a qualche reale novità, in grado di  scuotere le fondamenta di una saga fondamentalmente immutata dalla release di Ocarina of Time per Nintendo 64, nel lontano 1998.

BotW ci investe dunque con una ventata di freschezza che da un team ormai divenuto così conservatore e protettivo della propria formula proprio non ci aspettavamo. Via la struttura lineare che aveva caratterizzato le peripezie di Link più recenti; defenestrati compagni, aiutanti e dispensatori di consigli non richiesti così come confini definiti da esplorare. Zelda abbraccia il mondo degli open world e lo fa in maniera decisamente più impavida e convinta di quanto ci aspettassimo.

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Con il nuovo paraglider Link può planare a cavallo del vento, peccato che nella demo non fosse disponibile!

A Link to the pants…

Iniziata la demo ci troviamo con il nostro nuovo Link in stasi, sommerso in un liquido bluastro che stando a quanto riferitoci da una voce in collegamento telepatico (voice acting baby! Ndr) avrebbe mantenuto il suo corpo integro per ben cento anni! Dopo si lungo sonnellino il nostro eroe si sveglia armato solo del proprio intimo (!!!) e di un bizzarro apparecchio simile ad un tablet dotato di svariati ed incredibili usi.

Ci congediamo dalla grotta nella quale eravamo addormentati, recuperiamo un paio di vesti stracciate e siamo, subito, nel mondo di gioco. La nostra avventura inizia senza troppi fronzoli, nel giro di neanche un paio di minuti siamo già lasciati liberi di scorrazzare per le verdi lande hyruliane, si nota subito una cesura nettissima con i capitoli della saga più recenti, colpevoli di prologhi lenti e tediosi, infarciti di cutscenes e tutorial seminascosti. Gli sviluppatori devono aver ben ascoltato il rumoroso feedback da parte degli utenti e puff! In un attimo ora siamo nel vivo dell’avventura!

Lo scopo di questa demo è chiaramente quello di farci provare le varie features che il gioco avrà nella sua forma finale più che quello di istruirci sulla trama o cose simili, la piccola zona adibita alla nostra prova (che sarà solo il 2% dell’effettivo mondo di gioco! ndr) è stata epurata da tutti i png e da qualsivoglia figura umana. A parte un anziano signore che pare avere ben a cuore la salute ed il futuro del nostro Link e che funge da, vago, consigliere su quella che è la sua missione. Su chi sia questo attempato e barbuto energumeno non ci sono dichiarazioni ufficiali ma noi ci siamo già fatti la nostra idea.

Decidere se seguire i consigli del canuto e solitario omino spetta solo a voi, ovvero accedere ad una torre addormentata nel sottosuolo e rinnalzarla grazie al potere del portentoso tablet-coso di cui accennavamo poco sopra ma è da subito evidente che in questo nuovo Zelda l’accento sia posto sulla libertà riservata al giocatore e dunque: via ad esplorare tutto l’esplorabile!

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In assenza di vento Link si ingegna come può!

Una Hyrule selvaggia!

Dispersi nei vermigli boschetti antistanti l’area iniziale entriamo in confidenza con un sistema di controllo stranamente complesso per un gioco Nintendo, BotW sfrutta intensivamente tutti i pulsanti del GamePad, addirittura la pressione degli analogici L3 ed R3! Forse tale dispiego di funzioni potrebbe scoraggiare i giocatori novizi ma questo novello Zelda vanta trai suoi miglior pregi quello di essere molto facile da assimilare, entro una ventina di minuti scarsi si memorizza la mappatura dei tasti e da lì a poco e possibile evolversi nelle più funamboliche imprese. Link a questo giro è assai più agile delle sue controparti passate, tant’è che può addirittura saltare (!!!), aggrapparsi alle superfici per tentare di scalarle, usare il proprio scudo per surfare (non state leggendo male, con i giusti input potete usare il vostro mezzo protettivo come una tavola e scivolare allegramente sui terreni in pendenza) e rallentare il tempo per un breve periodo quando scoccate una freccia in salto o evitate all’ultimo istante un attacco nemico. Il sistema è estremamente duttile, permettendo di evolversi in vere e proprie combo acrobatiche.

Abbiamo potuto poi saggiare il nuovo sistema di equipaggiamenti, questa volta non ci sarà solo la classica tunica verde con le sue poche variazioni a proteggervi ma un vero e proprio stuolo di indumenti indossabili. Questi, in vero stile gdr, vi omaggeranno di bonus difensivi annessi, in alcuni, casi, ad effetti secondari speciali. Grandi novità anche per quanto riguarda la armi; i mezzi di offesa abbonderanno, spaziando tra spade, lance, mazze, asce ed anche artefatti magici. Ogni “lama” avrà poi un grado di resistenza limitato, ed una volta degradata a sufficienza potrebbe rompervisi in mano durante un attacco, generando tra l’altro un colpo critico ai danni del nemico.

La grande abbondanza di equipaggiamenti giova grandemente all’esplorazione, risolvere enigmi o sconfiggere nemici potenti dà decisamente un’altra soddisfazione quando si sa che la ricompensa ne verrà la fatica ed un altro convinto plauso ci sentiamo di farlo alla decisione di rendere il mondo di gioco un luogo, a volte, infido e pericoloso. In questo nuovo Zelda non si scherza! I demoni che vi attendono tra le distese hyruliane sono agguerriti più che mai e dalla nostra prova è emersa immediatamente la bontà dell’IA nemica.

Non solo i vostri avversari tenteranno di mettervi in difficoltà richiamando l’attenzione dei propri compagni vicini ma sfrutteranno attivamente l’ambiente circostante per sconfiggervi. Dovreste vedere la nostra sorpresa nello scorgere un Bokoblin disarmato munirsi di una pietra rinvenuta per terra per poi scagliarvela contro, o un altro dei suddetti utilizzare un fuoco vicino per dare alle fiamme la propria verga lignea. Ogni nemico e poi graziato da un reparto animazioni veramente curato oltre che da proprietà uniche: ad esempio gli stalfoss (nemici dalle apparenze scheletriche) quando colpiti si scompongono in mucchi d’ossa ed, in maniera alquanto ilare, una volta ricomposti parzialmente inseguono le parti mancanti sparpagliate sul pavimento; se siete particolarmente lesti potete rubarle voi stessi ed utilizzarle per combattere (sì, potete prendere un nemico a schiaffoni con il suo stesso braccio!).

Alcuni demoni sono poi oltre le vostre possibilità e, senza gli equipaggiamenti e le armi adeguate, possono togliervi di mezzo in un sol colpo; è dunque opportuno valutare quale sia la via migliore per poter proseguire senza incappare in tali “campioni” e rimetterci le penne. Il bello è che lanciarvi nell’impresa di sconfiggerli o meno è una scelta unicamente vostra.

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Finalmente potremo brandire un arsenale più massiccio, chi si ricorda la Big-goron-sword di OoT?

Link è un geek?

Tanta è l’attenzione riservata ai dettagli ed ogni scontro risulta fresco ed unico a suo modo. L’esplorazione non è da meno, con il nuovo tablet shiekah che può essere equipaggiato con rune differenti rimpiazzanti gli strumenti dei capitoli precedenti. A parte le rune più convenzionali ve ne sono in grado di sfruttare l’imponente engine fisico su cui si muove il gioco, con Magnesis potete muovere ciarpami e strutture metalliche a vostro piacimento, Stasis ferma il tempo per determinati oggetti ed ingranaggi, Cryonis manipola l’acqua e la trasforma in ghiaccio. Vi anticipiamo che utilizzare suddetti poteri è veramente, veramente, divertente! Il motore che gestisce la fisica del gioco è imponente oltre che una sorta di prima volta in un open world di questo tipo e le combinazioni ludiche che potete ottenere con la giusta fantasia sono una più delirante dell’altra. Ad esempio: un enigma richiedeva di utilizzare Magnesis per spostare un asse metallica e creare un ponte, ma la suddetta poteva anche essere presa e scagliata in testa ai nemici nei dintorni o usata per creare una catapulta improvvisata sfruttando altri elementi in ferro in giro per l’ambientazione. Sempre con la runa magnetica era possibile scippare le armi degli avversari ed usarle per triturarli a distanza, o attrarre forzieri fuori portata del nostro Link.

Se questi incantesimi non dovessero bastare il mondo di gioco stesso è colmo di elementi con i quali poter interagire e sfruttare a vostro vantaggio, assolutamente da evidenziare l’utilizzo dinamico del fuoco, che si propaga tra gli elementi infiammabili nello scenario in tempo reale ed è influenzato dalla direzione del vento.

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La runa Stasis all’opera: potete anche bloccare oggetti più piccoli, percuoterli ed accumulare energia cinetica che verrà poi rilasciata tutta d’un colpo quando il tempo tornerà a scorrere normalmente.

Non possiamo portarci la demo a casa, vero?

Se stessimo qui ad elencare tutto quello che abbiamo veduto e provato non basterebbero decine e decine di pagine, non abbiamo nemmeno menzionato il nuovo sistema stealth, la possibilità di cucinare e preparare manicaretti rinforzanti, il crafting, le scalate, la caccia, i boss che ora abitano anche al di fuori dai dungeon. Troppe, troppe cose, soprattutto in relazione a quanto piccola era l’area a nostra disposizione per la demo, volendo stringere sappiate che torniamo a casa con un sacco di sensazioni positive. Il gioco si controlla che è un piacere, le novità sono state introdotte tenendo conto delle aspettative qualitative di chi acquista un gioco di Zelda, i nuovi puzzles sono intuitivi ed innovativi, sfruttando furbamente il fiammante motore fisico che regge il gioco.

Potete poi aspettarvi il solito level design certosino e pulito nonostante le titaniche dimensioni dell’avventura, coadiuvato da idee di game design da sturbo, facili da approcciare, istintivamente divertenti e presentate in maniera chiara ed efficace. Il nuovo stile grafico scelto è stata poi una furbizia di design mica da poco, in grado di mettere in primo piano gli elementi con i quali interagire e portare su schermo un mondo assai complicato in maniera leggibile e chiara.

Gli openworld stanno a questo lustro come gli fps stavano al precedente, con una tale abbondanza di concorrenza Breath of the Wild si presenta senza dubbio come uno dei candidati di maggior lustro, puntando per prima cosa ad un gameplay divertente e vario, privo di tutte quelle approssimazioni e scorciatoie che caratterizzano molti dei concorrenti. Se i designer riusciranno a mantenere il livello di intrattenimento pari a quello della demo per tutta la durata dell’avventura non abbiamo dubbi che questo novello Zelda possa imporsi come caposaldo del genere per gli anni a venire; c’è uno studio ed un’attenzione particolare per ogni feature presente nel gioco, una naturalezza con la quale il titolo introduce nuovi elementi e ve li spiega senza bisogno di tutorial o pause, che rende la giocabilità genuinamente spassosa ed il mondo denso, pieno di cose, divertenti, da fare.

Questa volta Nintendo pare aver fatto le cose in grande; a noi non ci rimane che aspettare Marzo dell’anno venturo (data di uscita provvisoria, per Wii U & Nintendo NX), sempre che non ci siano ulteriori delays alle porte, che, dopo la prova effettuata, sarebbero ancora più disgraziati e dolorosi. Abbiamo già sofferto abbastanza, vero Big N?

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