Telletale, dopo lo strepitoso successo delle loro saghe interattive, ha deciso di lanciarsi anche come publisher di videogiochi e 7Days to Die è uno dei primi titoli rilasciati sotto la loro etichetta. Il progetto di questo gioco nasce come creazione indipendente già da qualche anno su Steam, ma sempre in fase Early Access, quindi ci ha stupido vedere la console edition venduta a prezzo pieno.
Sulla carta 7 Days to Day sembrerebbe molto promettente, presentandosi come un mix tra Minecraft, H1Z1 e un survival game.
Ma basteranno queste premesse per renderlo un titolo interessante? Scopriamolo assieme.

Titolo: 7 Days to Die
Sviluppatore: The Fun Pimps
Editore: Telltale
Genere: Action, Gioco di Ruolo, Survival
Giocatori: 4
Piattaforma: PC, Xbox One, PS4
Prezzo: 39,13 € (Amazon)
Localizzazione: Testo e dialoghi in inglese

Dopo una non ben specificata catastrofe nucleare ci troveremo in mezzo ad una landa composta da vari biomi. C’è il terreno brullo e radioattivo, la parte innevata e gelida, il deserto caldo ed arido e un agglomerato urbano inquietante e pericoloso. Il nostro compito è quello di sopravvivere il più possibile, cercando di crearci un riparo e procacciandoci del cibo, mentre saremo pericolosamente insidiati dai soliti e onnipresenti zombie.
Potremo scegliere l’aspetto del nostro personaggio, e grazie ad un DLC apposito e al franchising Telltale, saremo in grado di vestire anche i panni degli eroi e delle eroine di The Walking Dead. Una volta deciso il nostro aspetto, saremo introdotti in un breve e non esaustivo tutorial, che ci dovrebbe guidare nei rudimenti del crafting. Essendo le cose da fare innumerevoli, questi primi passi serviranno soprattutto a farci prendere confidenza con i comandi e dovremo essere noi a comprendere giocando quali siano le possibilità che ci offre 7 Days to Die. Il primo impatto con i menù di gioco non è piacevole, in quanto non sono stati assolutamente ottimizzati per console, rendendo molto macchinoso e ripetitivo anche il più semplice comando. Per costruire gli oggetti dobbiamo raccogliere risorse, poi aprire il menù, selezionare l’oggetto da costruire, dare il comando di costruzione, attendere che sia costruito e poi spostarlo nello slot adeguato per poterlo utilizzare. Tutto questo magari mentre uno zombie incazzoso ci ha appena raggiunto alle spalle e ci sta già masticando il cervelletto. Poiché le azioni da fare sono molteplici, si rischia di passare più tempo tra un menù e l’altro che a giocare. Il che alla fine non sarebbe nemmeno un gran problema, visto che il gioco non offre molte attrattive sul piano dell’azione stessa.

7 days to die #2

La mappa è ampia (possiamo giocare su di una già preimpostata in modalità campagna, oppure generarne una random) ma dopo un paio d’ore che si gira senza meta con il solo scopo di raccogliere materiali e cibo per sopravvivere, la noia inizia ad attanagliarci pesantemente. Anche i combattimenti contro gli zombie sono pateticamente scialbi, tanto da preferire la fuga. Una delle opzioni interessanti quando si sceglie il livello di difficoltà è quella relativa al tipo di zombie che vogliamo trovare. Ci sono i classici walkers, lenti ed implacabili, oppure i runners, egregiamente rappresentati in “28 giorni dopo” di Boyle.

Lo scopo principale del gioco è quindi sopravvivere più a lungo possibile, ma non saranno solo gli zombies i nostri unici avversari. Dovremo anche tener conto dei nostri parametri vitali, per cui dovremo proteggerci dal freddo, dal caldo, dalla pioggia, costruendo un riparo e attrezzandolo. Ma anche una volta fatto questo, cosa rimane da fare? Ben poco.
L’alternativa al single player sono due modalità di gioco una PVE e una PVP. La possibilità di giocare in split screen è sicuramente la migliore opzione, visto che i server dell’online sono così devastati che sembra che siano loro i superstiti di una apocalisse zombie.

Purtroppo di 7 Days to Die non si salva neppure il comparto grafico. Il downgrade dalla versione PC è stato mostruoso. Abbiamo testato la versione PS4, ma la grafica sembra più adatta ad un gioco PS2, e se questo non bastasse, clipping, framerate a singhiozzo e piccoli bug di vario tipo, minano senza tregua il gioco. Non basiamo certo il nostro giudizio sulla grafica, ma ci pare veramente oltraggioso proporre su una console next-gen un titolo così.
Il comparto audio non è certo eccelso, ma per lo meno non è ai livelli di squallore di quello video.

7 days to die #1

In Conclusione

7 Days to Die avrebbe potuto rappresentare un titolo divertente e abbastanza accattivante, ma purtroppo risulta un gioco incompleto e noioso. Si salvano solo pochissimi aspetti e questo perché si è voluto vendere un gioco a prezzo pieno quando ancora è palesemente in fase alpha. Questo fattore è fortemente da stigmatizzare, in quanto non è ammissibile che il giocatore non sia messo a conoscenza dell’incompletezza del gioco, spacciandolo come un prodotto finito.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi.
An old player that is still capable of wonder.

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