Dragon Blade – La Battaglia degli Imperi – Recensione

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Con la fine della Repubblica ormai alle porte ed una situazione interna tutt’altro che tranquilla, Roma è alla ricerca di nuove conquiste nell’inesplorato Oriente, lungo quella Via della Seta simbolo di mistero, esotismo e terre inesplorate. Qui sono diretti il generale Lucio (John Cusack) e i suoi uomini al fine di sottrarre il piccolo Publio dal malvagio fratello Tiberio (Adrien Brody), reo di averlo accecato e di aver ucciso il suo stesso padre per aprirsi la strada al consolato. Lungo la strada incontrerà Huo An (Jackie Chan), comandante dei custodi della Via della Seta, con cui stringerà, oltre ad una solida alleanza contro le ingerenze di Roma, una profonda amicizia.

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Prendete le concezioni culturali più antitetiche che conoscete: gli USA e la Cina. Contestualizzate gli Stati Uniti nella realtà storica occidentale che più gli può assomigliare, l’Impero Romano, e contrapponetegli un altro impero, quello cinese. Avrete Dragon Blade: La Battaglia degli Imperi, revival epico-“storico” dello scontro a cui ha portato la politica espansionistica di Roma nelle lontane zone orientali, patria dei Parti, dei Mongoli, dei Persiani e di tutti i popoli dell’Estremo Oriente. E’ importante però premettere come di storico Dragon Blade abbia poco o nulla: partendo infatti da personaggi realmente esistiti come Crasso, Lucio, Publio e Tiberio, la pellicola decide fin da subito che non sarà sua intenzione seguire le vicende storiche, nè tantomeno rispettare le gesta reali dei personaggi. Essi saranno infatti completamente asserviti a mere ragioni tramistiche dovranno giustificare la “battaglia degli imperi”. Avremo dunque un Crasso morto anzitempo per mano del fratello, invece che a Carre contro i Parti, così come un Publio cieco dalla nascita, quando secondo la ricostruzione storica era ben vigile e vispo quando i Romani furono sopraffatti nella prima campagna partica. Ma non è di storia che parleremo oggi.

Questo perché l’aspetto storico di Dragon Blade è solo un piccolo e misero problema. Passi il “tratto da fatti realmente accaduti”, quando di accaduto c’è ben poco, e passi anche il fantasy sull’Impero Romano che farebbe rabbrividire qualsiasi occidentale (oltre che far simultaneamente rigirare nella tomba i migliori retori, oratori e scrittori della Roma Antica). Ciò che è assurdamente inconcepibile è come anche le vicende frutto della fantasia del regista Daniel Lee e di Jackie Chan non siano minimamente concepibili, nè tantomeno credibili. Dagli occhietti sporgenti e sperduti di John Cusack che a tutto fanno pensare tranne che ad un rude e fiero generale romano, ai prominenti e decisi tratti di un Adrien Brody che assomiglia più ad un barbaro che ad un antico romano, passando per una serie infinita di cose concettualmente sbagliate. Combattimenti marziali (gladio alla mano!) si alternano a folli scontri multietnici da fare invidia a Il Signore degli Anelli. Quella di Dragon Blade non è Roma, così come quello alla cui testa si pone l’eterno Jackie Chan non è la Cina, ma un manipolo di esiliati dalla dubbia provenienza che ben poco ha a che spartire con la Cina stessa se non, forse, qualche tratto somatico.

Jackie Chan, appunto, sbiadita copia di un icona cinematografica. Relegato ad un ruolo da “pacifista all’occorrenza armato” trascina noiosamente le sue truppe in uno scontro che dell’epicità non ha nemmeno sentito parlare. Combattimenti improbabili sono risultato di un aspetto tecnico aberrante e decisamente poco curato, con rallenty da quattro soldi e CGI di qualità spaventosamente bassa. Paradossalmente Dragon Blade trasforma ogni sua scena in qualcosa di incredibilmente comico e ridicolo tanto da scatenare nello spettatore la classica risata di disperazione, sintomo del fatto che l’alternativa sarebbe abbandonarsi ad una valle di lacrime amare. Anche i bambini, su cui di solito i film non sbagliano mai, sono fastidiosi: il piccolo Publio vincerebbe a mani basse un premio per il peggior bambino protagonista se qualcuno decidesse di inventarlo per giustificare l’orrore delle sue performance canore, dei suoi lamenti, dei suoi pianti.

Dragon Blade, o meglio, cose a caso. La voglia di un crossover tra mercato cinematografico USA e oriente che fallisce miseramente. La genialata di rilanciare una vecchia gloria che si scontra con un prodotto di bassa lega dai nomi altisonanti di attori hollywoodiani in cerca di paghe facili (e dai pochi problemi di perdita della dignità). Un film che va preso nel modo giusto, quello ironico (ironia autogenerata dallo spettatore, visto che la pellicola si prende decisamente sul serio), altrimenti la vera battaglia potrebbe essere quella di resistere 101 estenuanti minuti.

 

Scheda film

Titolo: Dragon Blade – La battaglia degli imperi
Regia: Daniel Lee
Sceneggiatura: –
Cast : Jackie Chan, John Cusack, Adrien Brody, Lin Peng, Mika Wang, Simon Choi, Xiao Yang
Genere: Azione, Avventura, Storico
Durata: 101′
Produzione: Visualizer, Fable House
Distribuzione: Microcinema Distribuzione
Nazione: Hong Kong, Cina
Uscita: 30/6/16

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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