Deadlight Director’s Cut – Recensione

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Nel corso degli ultimi venti anni il concetto di Survival Horror ha subito numerosi cambiamenti: se infatti nel lontano 1996 con Resident Evil i giocatori erano chiamati a combattere contro zombie lenti e macchinosi, nel 2006 con Dead Rising il numero di nemici a schermo aumentò in maniera considerevole creando non poche difficoltà ai giocatori. Nel 2012 invece, un’acerba software house denominata Tequila Works, propose sul mercato PC e Xbox 360 Deadlight, un innovativo survival horror bidimensionale in cui i giocatori dovevano aguzzare l’ingegno per poter sopravvivere.
A distanza di quasi cinque anni, Tequila Works e Deep Silver hanno ben pensato di riproporre Deadlight in una veste “Director’s Cut”, questa volta anche su PlayStation 4.

Titolo: Deadlight Director’s Cut
Sviluppatore: Tequila Works
Editore: Deep Silver
Genere: Survival Horror
Giocatori: 1
Piattaforma: PlayStation 4 (versione provata), PC e Xbox One
Localizzazione: Testo in italiano e dialoghi in inglese

Di storie su zombie e mostri ne abbiamo sentite a migliaia e riuscire a creare una storia nuova, una storia mai sentita in precedenza, è praticamente cosa impossibile. Ambientato nella città di Seattle nel 1986, in Deadlight  vestiamo i panni di Randall Wayne, un superstite che non ha più notizie circa la moglie e la figlia da quando l’apocalisse si è abbattuta sulla città. Nel corso della storia (che ha una durata media di tre o quattro ore) Randall incontrerà alcuni personaggi di supporto veramente atipici e scoprirà che il vero nemico non sono le “Ombre” bensì qualcosa di più grande e fuori da ogni immaginazione.
Come avete potuto leggere la trama di Deadlight non brilla per la sua originalità, ma il modo in cui viene narrata è davvero apprezzabile: una serie di scene a fumetti racconteranno i fatti che legano gli episodi l’uno l’altro e nonostante lo stile, non mancheranno momenti violenti e crudeli.

Deadlight screenshot_04

Platform o survival horror?

Classificare il genere a cui Deadlight appartiene non è una cosa facile poiché mentre alcuni (come noi) lo hanno classificato come un survival horror, altre testate hanno ritenuto opportuno catalogarlo tra i platform per le scelte legate al gameplay imposte dagli sviluppatori. In ogni caso i vari scenari che compongono la trama di Deadlight sono in “2.5d”, con la possibilità per il protagonista di muoversi in lunghezza e in altezza nello scenario realizzato, come i personaggi, in tre dimensioni. Pensare però a Deadlight come un titolo in cui i giocatori devono solamente correre da una parte all’altra dello schermo è sbagliato poiché nel bel mezzo dei vari scenari sarà necessario completare dei puzzle che consentono di sbloccare il quadro successivo. Per nostra fortuna il protagonista Randall è dotato di una discreta agilità e velocità, utili a scalare muri o aggrapparsi alle pareti; nelle nostre sessioni di gioco abbiamo notato però un saltuario ritardo nella ricezione degli input dei comandi che ci ha creato qualche difficoltà. Inoltre, contrariamente a quanto è possibile immaginare, in Deadlight il numero di armi e munizioni a disposizione del giocatore è veramente ridotto e se si considera che in alcune situazioni diventa indispensabile sparare a lucchetti o porte per continuare l’avventura, vale la pena pensarci due volte prima di fermarsi a combattere.

Deadlight screenshot_02

Alcune novità ma non troppe

Rispetto alla versione originale di Deadlight, questa Director’s Cut presenta una realizzazione tecnica più accurata, percepibile sopratutto nel miglioramento degli effetti di luce e nella definizione dei vari scenari. Gradita novità è la modalità di gioco Survival che richiederà ai giocatori di sopravvivere più tempo possibile all’interno di una struttura assalita da orde di nemici; inutile dirvi che il numero di munizioni a disposizione è esiguo e il numero di avversari enorme. Ultima novità di questa edizione del gioco è il nuovissimo livello di difficoltà denominato Incubo in cui sono del tutto assenti punti di salvataggio e ogni morte del protagonista comporterà il fatto di dover ricominciare l’avventura da capo.

In conclusione

In un periodo vuoto per il mercato videoludico, Deadlight Director’s Cut è una buona alternativa per ingannare il tempo. Al di là del costo esiguo di circa 20 euro, il titolo sviluppato da Tequila Works presenta un gameplay convincente e il giusto livello di sfida per chi è alla ricerca non solo di sparatorie e mazzate. E’ innegabile che la storia principale abbia una durata forse un po’ troppo ridotta (solo quattro ore), ma la possibilità di rigiocarla a livello di difficolta Incubo e la modalità di gioco Sopravvivenza sono capaci di regalare qualche ora di divertimento in più.

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