Red Hot Chili Peppers – The Getaway – Recensione

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Edito dalla Warner Bros. Records in collaborazione per la prima volta dopo vent’anni con Brian Joseph Burton, questo capolavoro dei Red Hot Chili Peppers, The Getaway, esce il 17 giugno 2016 a distanza di cinque anni dal loro ultimo lavoro in studio I’m with you.

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Ad anticipare l’album il singolo Dark Necessities che in poco tempo ha sfiorato la vetta della Top 10 Alternative Songs del settimanale statunitense BillBoard. Il singolo mantiene , come l’intero album, tutto il sound maturato in vent’anni di ROCK dai RHCP. Forse troppo, considerando che in quest’ultimo lavoro ad esprimersi tra le corde della chitarra non c’è più John Frusciante che ha caratterizzato i lavori come Californication o By The Way, bensì Josh Klinghoffer giovane polistrumentista di L.A. già noto per le sue collaborazioni con Frusciante.

Anche se ricco di talento il giovane Klinghoffer sembra essere l’unico chitarrista nella storia del gruppo a non aver inciso nelle sonorità della band, sembra quasi seguire le linee guida lasciate dal suo predecessore. L’unica piccola sorpresa c’è in Goodbye Angels, quinto brano dell’album, dove sembra quasi imitare Frusciante alla perfezione rivelando poi le sue reali influenze e tonalità in un breve assolo mostrando elementi del tutto differenti da quelli dell’album precedente. Infatti nell’album I’m With you, specie in tracce come The Adventures of Rain Dance Maggie, Josh Klinghoffer sembra meglio ricoprire il vuoto lasciato dal grande John Frusciante che i fan di lunga data sentiranno in quest’ ultimo lavoro.

The Getaway Tracklist

  1. The Getaway
  2. Dark Necessities
  3. We Turn Red
  4. The Longest Wave
  5. Goodbye Angels
  6. Sick Love
  7. Go Robot
  8. Feasting on the Flowers
  9. Detroit
  10. This Ticonderoga
  11. Encore
  12. The Hunter
  13. Dreams of a Samurai

1 Commento

  1. Certo che per definire “capolavoro” una schifezza di album del genere come “The Getaway” ce ne vuole di coraggio… Poi affermare che Josh Klinghoffer sia sulla stessa lunghezza d’onda artistica di John Frusciante, perlomeno in qualche song dell’album, e che in questo disco (che praticamente non e’ altro che un doppione del precedente “I’m With You”, che insieme a “Stadium Arcadium” era stata la loro peggior opera mai realizzata), dove la chitarra e’ praticamente inesistente, si notino grandi miglioramenti nel suonare da parte del medesimo rispetto al suo lavoro nel gia’ pessimo “I’m With You” e’ quasi una bestemmia. Mi domando se Klinghoffer sia stato messo li’ solo come tappabuche perche’ non trovavano nessuno che aveva ancora voglia di perdere tempo con questi ridicoli ceffi di Anthony e Flea, assetati solo di macinare grana come sempre hanno fatto dopo “BSSM” (il cui successo e’ arcinoto come li abbia dato in testa). Voto Complessivo su “The Getaway” : 3

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