Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter – Recensione

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Sherlock Holmes, uno dei più famosi investigatori di fantasia, vive una vita piuttosto difficile, piena di mistero ed avventura, avventure che è riuscito sempre a superare grazie all’aiuto del suo amico fidato, il medico John Watson, e tanti altri personaggi che hanno dato una mano al famoso detective nel corso degli anni.

Frogwares, il team dietro l’eccellente Sherlock Holmes: Crimes and Punishment, è uno dei pochissimi team che sia riuscito a trasporre fedelmente Sherlock Holmes in formato videoludico. La squadra ha cercato di capitalizzare ogni buona funzionalità introdotta in Crimes and Punishment con il nuovo Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter, riuscendo a migliorare l’esperienza di gioco, e aggiungendo funzioni che potrebbero attirare coloro che non sono esattamente appassionati del genere, seppur con alcuni problemi qua e là che inficiano purtroppo il giudizio finale del titolo.

Titolo: Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter
Sviluppatore: Frogwares
Editore: Big Ben Interactive
Genere: Avventura
Giocatori: 1
Piattaforma: Xbox One, PS4, PC/MAC
Localizzazione: Testo in italiano e dialoghi in inglese.

Elementare, Watson!

Durante il corso del gioco, i giocatori dovranno risolvere una serie di casi, che spesso coinvolgono misteriosi omicidi e sparizioni, attraverso la raccolta di prove e interrogando i testimoni, per collegare tutte le prove e avere così un quadro completo per risolvere ogni mistero.

Fin dal primo caso si nota abbastanza chiaramente come Frogwares abbia voluto sviluppare la sua idea di Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter in modo da indirizzarla ad un pubblico più ampio. Le caratteristiche e le meccaniche principali di gioco e l’aggiunta di sequenze d’azione danno un tocco inaspettato e un po’ di tensione. Tali sequenze sono piuttosto inusuali in giochi di avventura, ma sono state implementate anche in Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter, rendendole come una naturale prosecuzione delle normali sequenze dei classici giochi d’avventura, e sensate dal punto di vista narrativo.

Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter non differisce molto da quanto visto nei precedenti capitoli della serie. I giocatori controlleranno il più delle volte Sherlock Holmes, visitando svariate zone prestabilite di Londra, per raccogliere le prove e interrogare testimoni. Tutto risulta abbastanza semplice: i giocatori vedranno spesso il cursore che cambia, indicando che una posizione o un oggetto specifico possono essere analizzati oppure semplicemente si potrà interagire con essi. Una volta che tutti i dettagli sono stati scoperti, il cursore cambierà di nuovo, indicando che non c’è più nulla da trovare. Questo eviterà durante il corso dell’avventura, di rimanere bloccati, almeno a livello di difficoltà normale! Inoltre nel diario di Sherlock si conserverà traccia di tutto, dai dialoghi, alle prove e agli obiettivi attuali. Con tutti questi strumenti, sarà molto difficile non sapere che cosa fare.

sherlock holmes the devils daughter #1

Una volta eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità

L’interrogatorio dei testimoni è un’altra parte importante nelle indagini, e Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter fa del suo meglio per far sentire i giocatori come dei veri e propri investigatori privati. Quando si incontrano i personaggi per la prima volta, i giocatori avranno la possibilità di definirne un ritratto, che permetterà loro di conoscere meglio lo stato attuale del personaggio. Le informazioni raccolte durante queste sequenze si riveleranno cruciali quando si interagirà con loro, risulta quindi molto importante per non commettere errori nel proseguimento dell’indagine.

In titoli come questo la raccolta delle prove può diventare un po’ ripetitiva, e Frogwares, per evitare ciò, ha voluto rendere le cose un po’ più varie, infatti i giocatori dovranno completare una serie di puzzle, mini giochi e altre sequenze d’azione per poter procedere con le indagini. Ogni caso ha alcuni mini-giochi e sequenze che non si ripetono mai nei successivi, dando così una sensazione molto particolare e al di fuori dei canoni dei giochi d’avventura e di investigazione in particolare. Se i giocatori lo desiderano, la maggior parte di queste sequenze potranno anche essere saltate, consentendo loro di personalizzare la loro esperienza a seconda delle proprie preferenze. Nella maggior parte dei casi, i mini-giochi saranno abbastanza semplici, che non ci sarà motivo di saltarli. Al contrario le sequenze d’azione, risulteranno un po’ troppo provanti rendendole non altrettanto piacevoli.

Una volta raccolte abbastanza prove, sarà possibile passare alla fase delle deduzioni personali, attraverso i nodi celebrali. Le prove infatti dovranno essere interconnesse tra loro  per effettuare una scelta, che tuttavia potrebbe rivelarsi errata, sospettando del soggetto sbagliato, per poi accorgersene, magari, solo nella parte conclusiva dell’avventura.

sherlock holmes the devils daughter #2

Hey Watson, abbiamo un problema

Qualsiasi gioco di avventura che si rispetti richiede una buona storia e personaggi carismatici, e Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter offre sicuramente tutto questo. Sherlock Holmes e il suo parlare scherzoso con Watson ed altri personaggi è abbastanza divertente, anche se i personaggi secondari non sono così sviluppati, ovviamente, ma servono bene al loro scopo. I casi proposti, che sicuramente non sorprenderanno chi è veterano dei giochi di avventura, sono orchestrati bene e riescono a trascinare il giocatore fino alla fine. Merito anche dei dialoghi, ben scritti, e cosa ancora più importante, ben recitati.

Graficamente non è sicuramente all’altezza delle grandi produzioni, ma i personaggi e luoghi del gioco sono dettagliati a sufficienza. Le prestazioni di gioco sono abbastanza solide sia su PlayStation 4 che Xbox One, con i suoi costanti 30 fps. Non ci sono inoltre importanti bug o problemi critici, a parte un fastidioso problema tecnico: i lunghi tempi di caricamento. Il team di sviluppo era consapevole del problema, e per renderlo meno fastidioso ha introdotto schermate di caricamento alternativo, come il viaggio in taxi dove Sherlock, nel frattempo può accedere al diario e al sistema di deduzioni. Anche se questo può mascherare il problema, non lo risolve, soprattutto quando è necessario viaggiare spesso.

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In Conclusione

In definitiva Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter, pur non presentando nulla di nuovo o rivoluzionario, risulta essere un gioco di avventura ben realizzato, con personaggi interessanti, casi coinvolgenti e una struttura di gioco varia, ma non per questo “posticcia”. La natura trial-and-error delle sequenze d’azione e alcuni problemi tecnici, come ad esempio i lunghissimi tempi di caricamento, non fanno eccellere il titolo, che potrà sicuramente migliorare nei prossimi capitoli, almeno speriamo. Frogwares è sicuramente sulla strada giusta per fare giochi di avventura che possano essere goduti da un pubblico più vasto. Consigliato!

2 Commenti

  1. Gran bella recensione Davide! Sicuramente Sherlcok Holmes: The Devil’s Daughter è uno dei miei prossimi acquisti, titolo particolare che mi intriga molto! 😀

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