TaorminaFilmFest 2016: Harvey Keitel: “Vi racconto il mio primo incontro con Scorsese”

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C’era grande attesa per Harvey Keitel alla 62esima edizione del Festival di Taormina e le aspettative non sono state deluse. L’attore, prima di parlare dei suoi esordi, ha voluto subito menzionare un grande regista italiano che ha cambiato il modo di fare cinema in tutto il mondo: Ettore Scola.

Dopo l’omaggio all’artista italiano, Keitel ha parlato dell’inizio della sua carriera: “Ho cominciato e faccio tutt’ora parte dell’Actor Studio. Non ci si iscrive, bisogna essere ammessi e io in diverse occasioni fui respinto. Il pregio però è che fornisce un livello, uno standard. Non si tratta di regole rigide o dogmi vari, ma proprio di un livello sotto il quale non andare e, una volta che fai tuo questo modo di vedere le cose, la tua carriera cambia”.

Ma se si parla degli inizi della carriera di Keitel è impossibile non parlare di Martin Scorsese: “Era uno studente di cinema all’Università di New York, mentre io riparavo scarpe e nel frattempo studiavo come attore. Un giorno risposi ad un suo annuncio in cui cercava attori per un piccolo film, ovviamente non retribuiti. Partecipai ai casting e riuscì a superare i primi tre provini fino a quello finale in cui eravamo rimasti in tre. Mi diressi all’Università alla ricerca di Martin per sostenere quindi l’ultimo e mi indicarono una stanza buia. Entrai, c’era solo un tavolo e una lampada, sembrava la sala interrogatori di un commissariato. C’era un altro uomo che al mio chiedere spiegazioni mi rispondeva solo “siediti!” con toni sempre piu’ accesi. Gli animi si stavano scaldando e quando stavo proprio per scattare entrò Martin che disse “Fermi! Era solo un’improvvisazione!”. Gli dissi di avvisarmi la prossima volta che avrebbe voluto far improvvisare uno dei suoi attori”.

Qualche racconto anche su altri grandi film a cui l’attore statunitense ha partecipato: “‘Taxi Driver’? Lo preparai in compagnia di un ex pappone con cui passai due settimane per farmi spiegare come funzionavano le cose e per calarmi meglio nel ruolo. ‘Le Iene’? Mi arrivò la sceneggiatura tramite una mia collega all’Actor Studios, dovetti accettare di ridurre il mio compenso, ma era un ottimo prodotto, dovevo realizzarlo”.

Infine Keitel ha parlato anche di attualità soffermandosi soprattutto sulla tragedia avvenuta pochi giorni fa ad Orlando: “E’ una vera tragedia. Credo che le arti, compreso il cinema, possano aprire le menti delle persone e far vedere altre cose oltre a questo odio. Dobbiamo fare qualcosa per cambiare le cose, la politica da sola fa poco, è giusto che anche gli artisti scendano in campo per influenzare positivamente le persone e provare ad aprire le menti”.

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