Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book – Recensione

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Dopo aver concluso una delle tante saghe con Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea, la Gust ritorna, e stavolta lo fa con un nuovo capitolo, ovvero, Atelier Sophie: The Alchemists of the Mysterious Book. Questa è sicuramente una di quelle saghe poco conosciute, al contrario di blasonati titoli quali Final Fantasy o Star Ocean, ma questo non significa che oltre i colossi non debba per forza esserci una saga che sia quasi alla pari con quelle sopracitate, anzi, il più delle volte titoli di nicchia come Atelier, suscitano emozioni che forse difficilmente susciterebbero altri titoli noti. Come abbiamo detto prima, Atelier Sophie apre un nuovo arco narrativo, e a confermarlo è stato il recente annuncio di Atelier Firis: The Alchemist of the Mysterious Journey. Senza troppi indugi, ci siamo immersi nel coloratissimo – come di consueto – mondo di Atelier Sophie, pronti a impersonare Sophie Neuenmuller e darle manforte nel suo straordinario viaggio.

Titolo: Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book
Sviluppatore: Gust Studio
Publisher: KOEI TECMO Europe
Lingua: Completamente in inglese
Piattaforme: PlayStation 4, PlayStation 3 e PS VITA.
Prezzo: 59,90 € (Amazon)
Data di Uscita: 10/06/2016

Il sogno di una giovane alchimista…

Come di consueto, alla base della storia vi è l’alchimia. Sophie Neuenmuller, una giovane alchimista, sogna di diventare brava come sua nonna, anch’essa alchimista. Purtroppo la Nonna non è più viva, ma fortunatamente prima della sua scomparsa la ragazza è riuscita ad apprendere alcune delle basi più importanti di questa branca, anche se, il più delle volte i risultati ottenuti sono tutt’altro che buoni, anzi, dei veri e propri disastri naturali. Alla sua prima richiesta – una medicina che ha richiesto il proprietario di un Bar -, la nostra giovane protagonista si appellerà a un misterioso libro. Questo libro Alchemico è in grado di parlare e il suo nome è Plachta; un essere dalla grande conoscenza alchemica, al quale però è stata cancellata la memoria. Spetterà a Sophie il compito di far tornare tornare la memoria al libro trascrivendo le ricette che lei stessa scoprirà lungo il suo apprendimento. La nostra fidata compagna ci rivelerà la presenza di un Calderone della Conoscenza, che potrebbe migliorare in maniera incisiva le nostre abilità, rendendoci così una grande alchimista dalle grande potenzialità. Un aspetto che contraddistingue da sempre la saga è sicuramente la lentezza dell’incipit, visto che ancora una volta, prima di raggiungere il punto Focus della trama bisognerà aspettare pazientemente e proseguire di continuo verso l’obiettivo.

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La tattica vincente!

Ancora una volta l’esplorazione gioca un punto chiave in queste vicende, visto che per lo più, i materiali che richiedono le ricette alchemiche sono oggetti che rilasciano determinati nemici o si trovano esplorando un determinato luogo. In questo capitolo le ricette sono tutte sperimentate dalla nostra protagonista, la quale ci darà qualche consiglio nel suo diario. Più ricette e sintesi effettuiamo, e più il nostro livello aumenterà, dandoci così accesso a ricette di un livello maggiore, dato che anche questa volta vi è un livello per l’alchimia e uno per il combattimento. Le ricette principalmente si svilupperanno attraverso dialoghi, o durante l’esplorazione di una determinata zona, dando così la scintilla alla nostra protagonista che subito si appresterà a scrivere la sua idea nel diario. C’è da dire che i materiali più comuni sono acquistabili all’interno della città, dai vari venditori che saranno pronti a darci quel che ci serve. Seppure all’apparenza non sembra un titolo incentrato sulle battaglie, la cura dell’equipaggiamento sta alla base del proseguimento della storia, visto che battaglie ardue e impegnative sono sempre e comunque dietro l’angolo, pronte a rivelarsi. Per craftare le armi o armature, basterà andare negli appositi negozi, e utilizzando gli oggetti richiesti avremo la possibilità di personalizzare il nostro equipaggiamento che ci sarà utile durante il viaggio. Purtroppo senza missioni secondarie sarà difficile acquistare e craftare quel che vogliamo, infatti per questo vengono in soccorso dei compiti secondari che saranno proposte sottoforma di richieste all’interno del Bar, che vanno da semplici richieste, come l’eliminazione di un gruppo di nemici, a missioni un po’ più specifiche e che richiedono un po’ di tempo, come la raccoltà di un determinato item droppabile solo da un tipo di nemico. Al tutto influisce il ciclo giorno e notte, che stavolta non determina fortunatamente il tempo a nostra disposizione come su Shallie, ma bensì funzionerà per variare il tipo di nemici presenti nei luoghi e i diversi oggetti che è possibile ottenere soltanto in una determinata fascia di orario. Come nei vecchi capitoli, per poter salvare la partita bisognerà farlo o all’interno del nostro Atelier attraverso il libro, oppure nella mappa del mondo dove non sono presenti mostri che ci impediscono tale azione.

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La strategia gioca un ruolo fondamentale, o quasi?

Le battaglie ci hanno piacevolmente sorpreso, il tipo di approccio è cambiato, sarà infatti possibile scegliere se approcciare una battaglia in modo offensivo o difensivo, a seconda della nostra esigenza. Durante gli scontri sarà possibile riempire una barra combo, e una volta che quest’ultima sarà piena, durante un attacco da uno dei membri del party, quasi sicuramente interverrà a darci manforte un nostro fidato alleato, ottenendo così un doppio attacco in un solo turno. Inoltre, una volta piena la ChainLink, sarà possibile effettuare un attacco finale, molto efficace contro quasi tutti i nemici. Se da una parte non c’è più il fattore tempo a metterci pressione, da un lato ci sono i punti LP, una sorta di indicatore che ci dirà quando il nostro personaggio è allo stremo delle forze, e più questi punti scendono più le performance dei nostri eroi scenderanno, fino ad arrivare a delle statistiche irrisorie. Possiamo comunque assicurarvi che raramente si arriverà a non avere LP, anche perché la barra si ricaricherà non appena torneremo a casa, quindi in ogni caso è un ostacolo facilmente bypassabile e messo lì come una nuova Feature per far preoccupare il giocatore.

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Le dolci note poetiche…

E anche in questo capitolo di Atelier la Soundtrack gioca un ruolo fondamentale, donando un comparto sonoro di eccellenza, con Ost sempre magnifiche in ogni situazione. Per certi versi Sophie, ha dei suoni molto più allegri di Shallie, forse anche perché quest’ultimo aveva una trama leggermente più da epilogo e che si accingeva così a una fine. Possiamo dire altrettanto per il doppiaggio inglese, riconfermandosi sempre buono, degno dei capitoli precedenti, specialmente per quanto riguarda il doppiaggio di Plachta e Sophie.

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In conclusione

Per concludere, possiamo dire che Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book è un ottimo inizio per una saga che andrà ad espandarsi. Fortunatamente le premesse fatte dallo studio di Gust sono state mantenute, inoltre, sono riusciti a introdurre delle meccaniche che possano anche stuzzicare chi si vuole affacciare per la prima volta a questa serie. Seppure artisticamente rimane superbo, purtroppo il peso del cross-gen si sente ed è pure molto evidente, il comparto grafico non osa ancora più di tanto, nonostante le ambientazioni rimangono comunque molto ma molto piacevoli. Che altro dire? Se volete un JRPG dai toni delicati ma che sappia emozionare, beh, Atelier Sophie è il titolo che fa assolutamente per voi.

Federico Molino nasce nel 1996 a Catania, dove iniziò la sua carriera videoludica con la sua prima console, ovvero, il NES. In seguito con l'avvento di PlayStation passò a quella, continuando a crescere con le console del colosso giapponese. Una delle sue tanti passioni è leggere sia romanzi fantasy che manga, ma anche vedere Anime o Film d'animazione strettamente giapponese.

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