Dead Island Definitive Collection – Recensione

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In questo periodo sentir parlare di titoli di Deep Silver non è sempre una cosa che provoca un certo piacere, specialmente se si pensa all’ultimo disastro, Homefront The Revolution, l’apice dei problemi tecnici videoludici. Nonostante ciò, sul mercato approda Dead Island Definitive Edition, una collection che include sia il primo capitolo che il Riptide, insieme a un bonus extra chiamato Retro Revenge. Senza troppi giri di parole ci siamo fiondati a Banoi, quell’oasi che all’apparenza sembra il paradiso terrestre, ma che in realtà, è l’inferno incarnato e pronto a mutilarci.

Titolo: Dead Island Definitive Collection
Sviluppatore: Tech Land
Publisher: Deep Silver
Lingua: Sottotitoli in italiano e doppiaggio in inglese
Piattaforme: PlayStation 4, Xbox One e PC
Prezzo: 35,82 € (Amazon)
Data di Uscita: 31/05/2016

Un Oasi infernale…

Dopo il classico filmato introduttivo con la tanto acclamata e amata canzone di Sam B, la prima cosa che salta all’occhio del giocatore è sicuramente la mole di effetti particellari aggiunti all’interno del comparto grafico. Se non avessimo giocato il gioco normale, avremmo potuto pensare che le basi per un ottima narrazione erano presenti, ma purtroppo con l’amaro in bocca sappiamo che non è così, seppure la trama non è propriamente da scartare, non è l’essenza della narrazione su un apocalisse zombie. Le meccaniche di gioco risultano molto fresche, molto più di quanto lo erano sulla scorsa generazione, magari il tutto è dovuto al framerate molto stabile, che raramente ha qualche calo improvviso. I combattimenti, dove sono presenti mutilazioni e squartamenti, risultano molto più divertenti e molto più frenetici, specialmente quando davanti a noi si para un nemico di una certa stazza, nel quale i nostri attacchi sono come aghi di puntura. Uno dei tantissimi punti a favore di questa produzione, sono la vastità di armi presente, per lo più incentrata su quelle corpo a corpo, con tante modifiche da poter apportare a quest’ultime, da renderle delle armi da fuoco fino a quelle elettriche, donando così una certa varietà nell’approccio dentro i vari massacri. Nel contesto di Free-Roaming non possono mancare di certo i veicoli, e infatti come ricordavamo, la guida all’interno di Dead Island risulta molto piacevole, non molto impacciosa e godibile anche per lunghi tratti – anche se la voglia di scendere dalla macchina e massacrare tutti quei bei poveri non morti rimane costante -. Sapete qual’è la cosa più bella? Che finalmente il multigiocatore è stato reso stabile. Dopo i tanti problemi subiti nella scorsa generazione, i server stavolta sono molto più stabili, infatti noi non abbiamo riscontrato problemi, anzi, siamo riusciti a giocare in cooperativa con amici e non al primo tentativo, senza dover imprecare su quanto i server siano pigri. Si può tranquillamente affermare che gli inibitori che erano presenti ai tempi su questa produzione, sono stati finalmente distrutti, e al loro posto sono stati posti dei booster per far risplendere al meglio questo brand.

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Siamo sicuri che sia lo stesso Dead Island di qualche tempo fa?

Il lavoro svolto in questa Remastered è molto evidente, a partire dagli effetti luce molto più dinamici e da delle texture degne di nota. Oltre all’ambiente, sono stati ridisegnati completamente i modelli poligonali, ora ogni personaggio ha un aspetto molto più credibile, che con la grafica ambientale potenziata, da un effetto simile a un gioco sviluppato in questa generazione. Basteranno pochi minuti di gioco per accorgersi quanto di buono è stato fatto in questa raccolta, la distanza visiva è notevolmente aumentata, donandoci così degli scorci visivi degni di nota, e che sicuramente donano giustizia al gioco. Come avevamo anticipato qualche riga fa, anche gli effetti particellari sono un elemento chiave di questa Definitive Edition, infatti capiterà spesso di soffemmarsi ad ammirare le fiamme che dilaniano i corpi dei nostri non morti – si, lo so, non è una scena molto carina, ma l’impatto visivo rende bene -. Se da un lato abbiamo un impatto visivo disponibile pure a lunghe distanze, da un altro abbiamo un fastidioso pop up di oggetti lungo il percorso, che per qualche strano motivo non sono riusciti ad eliminare o almeno mascherare marginalmente. Bisogna ribardirlo, il Team Polacco è riuscito a sorprenderci con tutte queste migliorie, specialmente in situazioni critiche dove i massacri riescono a far grondare quel sangue ovunque e che anche in queste occasioni ci accorgiamo quanto sia stato reso l’impatto visivo molto più vicino alla realtà.

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Sangue e massacri in 8bit

Amate i Beat’Em’Up in puro stile vecchia scuola? Beh, Tech Land ha pensato anche a voi in questa collection, vista la presenza di Dead Island Retro Revenge, un mini-gioco dove insieme al nostro eroe panzuto faremo stragi immonde di Zombie. Il nostro obiettivo è quello di recuperare il nostro gattino, sparito per qualche “misterioso” motivo. Le combo disponibili nel gioco sono veramente tante, alcune delle quali sono veramente molto ma molto esilaranti. Come il gioco base, ma qui in sottoforma di 8bit, saranno presenti una vastità immensa di armi, che serviranno per aprirci la strada e giungere alla fine di ogni stage. Questo mini gioco è sicuramente stato inserito per condire ancor più questa raccolta, un simpatico passatempo che riesce ad intrattenere per diverse ore, e che può essere utilizzato per distaccare un po’ dalla monotonia del filone principale. Sicuramente Retro Revenge è una piacevole aggiunta che non guasta, anzi, siamo ben felici di averlo trovato all’interno della raccolta.

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In conclusione

Questo è uno di quei casi in cui fa tantissimo piacere rigiocare titoli della scorsa generazione, visto che il lavoro svolto non si limita a un leggero lavoro di pulizia e a un upgrade della risoluzione, ma bensì l’ambiente è stato rimesso in vita con tantissimi effetti particellari, un sistema di luci ristrutturato e con i modelli poligonali molto più simili a un gioco di nuova generazione. I due titoli della serie principale tutt’oggi si difendono bene, offrendo una vastità di ore di gioco sia in singleplayer che in cooperativa, un titolo che, sicuramente, va a stuzzicare tutti quelli che si son persi questi due giochi del team polacco. Seppure qualche bug non fastidioso, e un leggero calo di frame, possiamo dire che la Definitive Edition di Dead Island è promossa, il team polacco è riuscito a distruggere tutte quelle preoccupazioni che c’eravamo imposte prima di iniziare il titolo.

Federico Molino nasce nel 1996 a Catania, dove iniziò la sua carriera videoludica con la sua prima console, ovvero, il NES. In seguito con l’avvento di PlayStation passò a quella, continuando a crescere con le console del colosso giapponese. Una delle sue tanti passioni è leggere sia romanzi fantasy che manga, ma anche vedere Anime o Film d’animazione strettamente giapponese.

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