Kirby: Planet Robobot – Recensione

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Esistono saghe videoludiche molto lunghe che hanno accompagnato la vita e la fantasia di molti videogiocatori nell’arco della loro infanzia, adolescenza e maturità. Tra i capitoli della storia principale, spin-off, personaggi in cui ci rispecchiamo, quelli che amiamo ed odiamo e quelli che non avremmo mai pensato potessero cambiare così tanto stupendoci abbiamo dedicato il nostro tempo libero accompagnandoli in avventure fantastiche ed avvincenti tra pericoli e mostri da sconfiggere per poi ottenere il tanto agoniato “Felici e Contenti” o meglio, usando il gergo, Good Ending. Tra le saghe più vecchie e radicate nella storia di videogiochi c’è n’è una in particolare che racconta le grandi avventure di una creatura misteriosa di cui non si capiva nemmeno il sesso, ed tutt’ora ci sono fan che litigano su questo argomento ma… ragazzi… vi assicuro che è un maschio, dalla forma rotondeggiante e morbida che con la sua peculiarità è capace di assorbire le tecniche nemiche e cambiare forma per sconfiggere le orde di nemici che gli si presentano dinanzi e salvare il suo pianeta da un’eventuale minaccia. Se sei riuscito a capire di chi stiamo parlando anche se sono stato molto vago… ho una bella ma brutta notizia per te… Stai invecchiando! Se invece non sei riuscito ad indovinare, non avere paura… insomma… che tu ci sia riuscito o no viaggia con me su una stella alla scoperta di un mondo fantastico… Oggi vi parlerò di Kirby: Planet Robobot!

Titolo: Kirby: Planet Robobot
Sviluppatore: HAL Laboratory
Publisher: Nintendo
Lingua: Multilingua
Piattaforme: 3DS
Prezzo: 39,89 € (Amazon)
Data di Uscita: 10/06/2016

Non si può mai dormire in pace

Mentre il nostro piccolo amico sta schiacciando un rilassante riposino, non può nemmeno goderselo in santa pace che una macchina con delle trivelle poste alla fine delle sue “gambe” si avvinghia al suo pianeta natale sconvolgendo tutti i suoi abitanti. Il nostro eroe capisce subito che un nuovo nemico è alle porte e che dovrà armarsi di tutto il suo coraggio per sconfiggerlo e sventare questa nuova minaccia. In ogni livello aiuteremo Kirby ad affrontare i pericoli che lo attendono tra mostriciattoli semplici da sconfiggere, o assimilare nel caso che gli donino i poteri per il quale è famoso, ed alcuni un po’ più duri da mandare giù, recuperando adesivi, i classici collezionabili intramontabili nella saga, e i cubi codice che ci faranno accedere al boss da sconfiggere per liberare quel mondo dalla sua malvagità ed influenza.

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Quando i tuoi poteri non bastano

Oltre alla sua gamma di mosse e i suoi poteri classici come Fuoco, Ghiaccio e gli altri che già tutti conosciamo anche fin troppo bene, Kirby può contare su tre nuove trasformazioni ovvero Veleno, Sensitivo e Dottore. Un’altra aggiunta viene in soccorso del nostro protagonista rotondeggiante che da anche, a parer mio, un’aria di novità alla saga… ovvero il Mech. Dopo averlo sconfitto come mini-boss Kirby potrà usare in molti livelli un Mech tutto suo che ha anch’egli la sua caratteristica principale. Ogni volta che troverà un mostro che dona potere il Mech lo digitalizzerà assorbendolo e ottenendo una nuova forma, proprio come il suo pilota. Inoltre utilizzando gli amiibo possiamo donare nuove trasformazioni mai viste, tutte diverse tra loro in base all’amiibo che farete leggere al gioco. Oltre alla storia principale il gioco ci dona due mini-giochi (come nel precedente capitolo della serie). Nella prima, un omaggio agli sparatutto, la consueta visuale laterale lascia il posto ad una a volo d’uccello, trasformando il gameplay in una sorta di sparatutto multidirezionale, dove la ricerca ossessiva del punteggio più alto la farà da padrone. La seconda, probabilmente la più interessante per gli amanti del multiplayer in cui equipaggiarsi con uno tra i tanti poteri a disposizione e collaborare con altri tre giocatori in locale (anche tramite download play) per abbattere dei boss presi dalla modalità Storia e dalle serie del passato.

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La grafica è stile!

Kirby Planet Robobot porta alle massime conseguenze tanto lo stile grafico che ha fin qui caratterizzato il franchise quanto l’hardware ospite, messo sotto continuo sforzo da effetti a schermo continui, tra esplosioni di colore, schizzi di gelato che oscurano la visuale (letteralmente) e boss che non stanno fermi un istante facendolo diventare il gioco dedicato a Kirby più bello da vedere di sempre.
Considerate l’età dell’hardware ospite e le sue limitazioni, quindi, il risultato ottenuto può dirsi più che soddisfacente, sebbene il character design e la sgargiante tavolozza di colori attirino l’attenzione molto più dei modelli tridimensionali dei nemici.
Positiva, sebbene accessoria, la compatibilità del prodotto con un gran numero di amiibo, non solo limitati a quelli raffiguranti i personaggi della serie: ognuno di essi garantirà un potere ulteriore al nostro eroe rosa.
La longevità generale, come l’intera esperienza di gioco, risulta assai scalabile: volendo scovare tutti i segreti egli adesivi più rari nascosti nei livelli, si possono superare anche la decina di ore, quando invece, per arrivare semplicemente in fondo alla Storia nel modo più rapido possibile potrebbe bastarne anche la metà.
E questo senza tener conto della due modalità extra, che possono garantire ulteriori ore di divertimento. Non riusciremo a trovare due livelli uguali in tutto e per tutto tra loro. Ce ne sono alcuni in cui sincronizzare l’attraversamento della strada con i semafori, pena l’investimento da parte di nemici motorizzati, altri in cui guidare un robot radiocomandato in background, così da aprirci la via in primo piano, altri ancora in cui ci si cimenta con una variazione sul tema degli shoot’em up vecchia scuola, quasi come se una parte del codice sorgente di R-Type si sia intrufolato nel prodotto. La varietà di situazioni sfocia poi in una manciata di boss fight molto ben pensate, dal livello di sfida pressoché inesistente ma dai pattern elaborati, che richiederanno, soprattutto ai più giovani, un pizzico di osservazione.

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In Conclusione

Kirby Planet Robobot entra nel cuore dei videogiocatori con “prepotenza” conquistandoli con la sua grafica accattivante e le modalità di gioco che solo la sua saga sa proporre, ed ha proposto, nella sua lunga vita passando di console in console ma mai abbandonando mamma Nintendo. Anche se la storia funge solo da “contorno” invece di essere la “portata principale” ha comunque uno sviluppo interessante e può facilmente immedesimare il giocatore con il nostro beniamino rosa.

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