Sopra ogni cosa c’è il mare, il mare minaccioso dei Malavoglia, e la forza oscura e impietosa del Fato.

Julieta, l’ultimo film di Almodóvar, appena uscito nelle sale italiane, non tradisce le aspettative, pur deviando il percorso dalla narrazione frizzante e infiocchettata da improvvise rivelazioni cui il regista spagnolo ci ha abituati.

Il film si apre col rosso accecante di un drappo, che già fa presagire le tinte forti e aspre della pellicola. Julieta e sua figlia Antìa si sono allontanate da trent’anni, e la protagonista è precipitata in un baratro di depressione da cui sarà capace di salvarla, ma solo temporaneamente, l’amore di un uomo gentile. Quando il passato sembra lasciato alle spalle e per la protagonista pare aprirsi la possibilità di una nuova vita, una lettera viene a sconvolgere i suoi piani, riportando a galla un dolore che annichilisce e devasta. Ne scaturità l’unica ancora di sopravvivenza possibile, quella che permetterà a Julieta di scrivere una lettera lunga come una vita per spiegare ogni cosa ad Antìa. La voce narrante della protagonista accompagna i ricordi e la storia raccontata in flashback, a partire dall’origine del male: l’incontro fatale con uno sconosciuto, con la morte e con i sensi di colpa. Disperazioni che si ripeteranno ancora e ancora sotto il peso di una dannazione ereditaria, di una condanna all’eterno ritorno.

Il racconto alla figlia si apre con un viaggio in treno di Julieta, dove il sottofondo è un’inquietudine palpabile che annuncia lo sconvolgimento che investirà tante vite da lì a poco. Nella notte l’immagine surreale e splendida di un cervo che Julieta scorge inebetita dal finestrino, un magnifico cervo dalle grandi corna che corre a fianco del convoglio, diviene metonimia della bellezza in balia del destino. Non a caso la protagonista, insegnante di filologia classica, poco prima teneva tra le mani un libro sulla storia della tragedia. E’ l’annuncio di qualcosa di terribile, come presagio infausto sono le nuvole nere (tanto care a Polanski quando vuole raccontare della piccole vite umane dominate dal destino) che si addensano sul mare di Xoan, il marito di Julieta e padre di Antìa.

C’è veramente tanto in questo ultimo atipico gioiello di Pedro Almodóvar, dalla complessità del rapporto madre figlia alla crudeltà della malattia, dall’inevitabilità della colpa all’infedeltà maschile, dalla tristezza della vecchiaia alla potenza dell’amore, qualsiasi forma d’amore. E ancora una volta la passione travolgente si presenta nel binomio indissolubile che la lega al Fato.

Il regista ci racconta ancora le sue donne con il cuore aperto a comprenderne la grandeur e le fragilità. Nel cast, in ruoli minori (non certo per importanza), due suoi attori feticcio: la Rossy de Palma di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, e Dario Grandinetti che già avevamo incontrato in “Parla con lei”.

 

Scheda film

Titolo: Julieta
Regia: Pedro Almodóvar
Sceneggiatura: Pedro Almodóvar
Cast: Emma Suárez, Adriana Ugarte, Rossy de Palma, Darío Grandinetti, Michelle Jenner, Priscilla Delgado, Nathalie Poza
Genere: Drammatico
Durata: 99′
Produzione: El Deseo
Distribuzione: Warner Bros.
Nazione: Spagna
Uscita: 26/5/16

2 Commenti

  1. Sono davvero incuriosita, voglio andare a vedere il film, carico di emozioni e colpi di scena .

    Rispondi
  2. Doloroso ma splendido!!!

    Rispondi

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up