Razer Man O’War – Recensione

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Ormai la maggior parte dei videogiocatori a casa possiede un paio di cuffie da gaming per poter perfezionare la propria esperienza di gioco, ma come ben sappiamo, esistono vari tipi di headset sul mercato, e Razer è una di quelle che ne ha messe molte sul mercato, proponendo sempre dei prodotti di ottima qualità. Il marchio americano, questa volta, propone delle cuffie con Virtual Surround Sound 7.1 in un dispositivo wireless con un autonomia fenomenale, e una performance che non guasta mai, neanche a lunghe distanze dal ricevitore. Stiamo parlando delle Razer Man O’War, prodotto giunto sul mercato per contrastare la concorrenza con un dispositivo molto aggressivo e accattivante, che dalla sua ha un ottima struttura, e visto che sono arrivate in redazione, non abbiamo perso l’occasione per analizzarle e recensirle.

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Operatività e qualità

Per rendere operative queste cuffie basterà inserire il ricevitore USB, che dopo una breve installazione classica farà inizializzare l’installazione dell’applicazione Synapse, un programma di Razer che permette di configurare e personalizzare il prodotto. Non appena avremo installato Synapse, potremo cominciare a far funzionare le nostre cuffie, premendo il bottone sul padiglione sinistro. Alla prima accensione ci accorgeremo quanto sia ammaliante il led che sfuma la luce sul simbolo della Razer, rendendo ancor più aggressivo l’aspetto delle cuffie.

Le Man O’War, come tutte le cuffie che si rispettino, ha a disposizione un microfono, situato sul padiglione sinistro in una rientranza dedicata, completamente pieghevole in base all’esigenza dell’utente. Effettuando diversi test su Skype e stremmando su Twitch, abbiamo avuto la conferma di quanto la qualità audio del microfono sia ottima, riuscendo a ridurre notevolmente il rumore di fondo e restituendo una voce chiara, ottenendo così un risultato molto più pulito di un normale device.

Se già l’ottima qualità audio non fosse abbastanza, le cuffie hanno a disposizione un ottima autonomia, che va dalle sedici alle venti ore, in base al tipo di luce che si usa. Il programma Synapse ci permette di usare due tipi di led d’illuminazione per il simbolo Razer, una luce statica o una dinamica, la differenza non sta solo sul fattore estetico, ma anche sulla durata della batteria, visto che con la prima la batteria riesce a resistere per sedici ore, mentre con l’altra siamo riusciti ad arrivare a quasi venti ore di autonomia.

Per poter ricaricare la batteria basterà collegare il cavo micro-usb in dotazione alle cuffie al PC. La ricarica non è delle più veloci, ma l’impiego di tutte quelle ore è giustificato dall’ottima autonomia che propone.

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Il Comfort divino

All’interno della scatola, a parte le cuffie e il ricevitore, è presente un estensore USB che permette di posizionare fino a due metri il ricevitore, che comunque ha già un raggio d’azione molto ampio, infatti ci siamo spostati per diversi metri, e il suono è riuscito a resistere nel rimanere limpido per diversi metri, fino a raggiungere la disconnessione con il ricevitore – segnalato da un bip -.

Parlando del Design delle cuffie, possiamo dire che l’estetica è un altro punto a favore del dispositivo, che rendono perfettamente l’idea da gaming professionale. La qualità dei materiali è superba, la parte esterna è formata da una plastica molto resistente, alla quale non rimangono neanche impresse le impronte digitali anche al tocco più profondo, inoltre, sull’arco che va a poggiare sulla testa, è presente un cuscinetto di gomma che rende l’esperienza molto confortevole che a lungo andare non crea alcun disturbo. I padiglioni sono ornati da una gomma altrettanto comoda, nella fattispecie è sicuramente tra quelle più morbide e comode sul panorama di questi tipi di device, ovviamente come di consueto, i padiglioni servono anche a isolare il suono per rendere più immersiva l’esperienza di gioco.

Il nostro test non si è soffermato alle a solite applicazioni e al Pc Gaming, ma bensì visto la compatibilità con la console PlayStation 4, abbiamo testato le cuffie con un gioco molto frenetico come Overwatch e uno un po’ più tranquillo come Atelier Sophie. Nel primo siamo riusciti a rimanere soddisfatti pienamente, visto che ogni minimo rumore era percepibile anche a lunghe distanze, ad una qualità perfettamente limpida senza sgranare nelle fasi più concitate e estreme, mentre per quanto riguarda Atelier, siamo rimasti altrettanto soddisfatti, visto che le cuffie si adattano perfettamente a tutte le situazioni che gli vengono imposte dai videogiochi al quale giochiamo. Sempre rimanendo sull’ambito PlayStation 4, siamo rimasti sorpresi quanto fosse più semplice la configurazione su console, visto che l’unica operazione è quella di inserire il ricevitore nella console e accendere le cuffie.

Se non si è soddisfatti dalla qualità dei bassi o di altri settaggi audio mentre si è al PC, è possibile regolare al meglio questi parametri attraverso Synapse, applicazione studiata appositamente per questo scopo, inoltre, vi sono giochi completamente configurati per un esperienza unica con le cuffie Man O’War, usando così dei settaggi – non obbligatoriamente – predefiniti, consigliati dallo staff di Razer.

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Commento Finale

Tirando le somme, possiamo dire che le cuffie proposte questa volta da Razer sono un gran successo per l’azienda, che oltre a offrire un device wireless duraturo, è riuscita a ottenere un compromesso anche con la qualità audio. Altro fattore da non sottovalutare è sicuramente l’estrema comodità dovuta ai materiali con la quale sono state prodotte, e all’estrema personalizzazione dei parametri audio in base all’esigenza dell’utente che utilizza quest’ultime. Che altro dire sulle Man O’War? Sicuramente è un prodotto che va assolutamente preso da chiunque cerchi delle cuffie con un ottima qualità audio e un comfort eccellente.

Federico Molino nasce nel 1996 a Catania, dove iniziò la sua carriera videoludica con la sua prima console, ovvero, il NES. In seguito con l'avvento di PlayStation passò a quella, continuando a crescere con le console del colosso giapponese. Una delle sue tanti passioni è leggere sia romanzi fantasy che manga, ma anche vedere Anime o Film d'animazione strettamente giapponese.

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