Al giorno d’oggi, come tutti ormai ben sappiamo, esistono molti e vari tipi di problemi, più o meno gravi tra loro a cui può essere posto rimedio o, purtroppo, no. Guerra, fame o malattie incurabili, per citarne alcuni dei più gravi, sono all’ordine del giorno, e ne sentiamo parlare spesso al telegiornale, sui quotidiani, in rete o semplicemente argomento di discussione tra le chiacchiere in un bar o per strada. Anche nei videogiochi, ultimamente, si inizia a trattare questi argomenti più nel profondo, cercando di coinvolgere gli utenti nel capire meglio le persone che ne vengono afflitte, sul loro stato d’animo e come realmente affrontano quel tipo di problema. Prendiamo ad esempio le malattie mortali e pericolose di cui al giorno d’oggi ancora non si conosce cura, o la cura è pericolosa quanto la malattia o, ancora, che quella cura nella maggior parte dei casi serve solo a rallentare la malattia che prima o poi vincerà sul suo paziente. Oggi voglio parlarvi di un gioco che tratta quest’ultimo caso. Se, come me, siete emotivi preparate i kleenex e fatevi coraggio perché il gioco potrebbe farvi suscitare qualcosa che non si può racchiudere in una pagina internet ma cercherò di fare del mio meglio… Oggi vi parlerò di In Between!

Titolo: In Between
Sviluppatore: Gentlymad
Publisher: Headup Games
Lingua: Inglese, Sottotitoli Italiano
Piattaforme: Xbox One, Pc, Android, iOS
Prezzo: 11,99 €
Data di Uscita: 08/06/2016

La storia di un’ uomo comune

La storia di questo gioco inizia con una brutta scoperta. Il protagonista ha appena saputo dal suo medico che è affetto da una malattia crudele ed incurabile, e che la sua aspettativa di vita è molto breve, ed è da qui che ha inizio la nostra avventura. Secondo la psichiatra Elizabeth Kübler-Ross, autrice di On Death and Dying, quando una persona deve accettare la sua morte lo fa attraversando cinque fasi: la negazione, la rabbia, la contrattazione, la depressione ed infine l’affrontare la difficile realtà. Ci ritroveremo quindi catapultati nei pensieri di quest’ultimo mentre affronta le cinque fasi per l’accettazione della sua morte, durante la quale potremo capire il suo stato d’animo, i suoi pensieri, le sue emozioni, rivivere alcune scene della sua vita passata a cui è più legato e i momenti più importanti della sua vita. Un viaggio intimo nel suo subconscio dove l’esplorazione lascia spazio alla risoluzione di problemi per andare avanti alla prossima area, e cullarsi tra i ricordi del suo passato risulterà essere non troppo facile e indolore come sembra. Accompagneremo il protagonista nella sua avventura mentale e l’aiuteremo nell’affrontare un problema molto importante e che affligge ogni persona nel suo stato: l’inevitabilità della morte.

In Between

Quando la fisica non serve

Iniziamo col parlare delle meccaniche di gioco che ci offre questo titolo. Sessanta livelli divisi in cinque capitoli nei quali dovremmo aiutare il nostro protagonista ad evitare tutte le difficoltà per poi portarlo al portale del livello successivo. Trappole, spuntoni e tempismo non perfetto nella coordinazione degli spostamenti saranno i nostri nemici, visibili ed invisibili, nel portare a compimento il nostro compito, ma nei momenti di puro disorientamento avremo un’alleato molto utile: la manipolazione della gravità. Infatti grazie ad essa possiamo spostare l’intero livello in qualsiasi direzione e cambiare percorso per raggiungere la nostra meta che prima ci sembrava irraggiungibile. Ovviamente questo “potere” ha anche un rovescio della medaglia, e da aiuto diventerà un problema, ma è una cosa che non creerà particolari grattacapi soprattutto a gioco inoltrato.

In Between

La rappresentazione del tempo

La grafica è avvincente e semplice ma si sposa bene con le musiche e l’atmosfera che si crea durante il gioco. I curatissimi sfondi, quasi del tutto assenti nel resto del gioco, riempiono ogni angolo dello schermo con carattere e carisma, divenendo a loro volta una voce narrante, pur mantenendo un tono maggiormente implicito e senza soffocare i numerosi ragionamenti recitati ad alta voce. Anche le sfide effettive riescono a garantire una certa interazione estetica coi giocatori grazie a un peculiare intervento grafico per il quale a ogni decesso subito si forma uno “squarcio” sullo sfondo. Ciò contribuisce a rendere perfettamente il senso di caducità, divenendo l’indelebile segno del fallimento dei giocatori e fomentando la frustrazione del trovarsi davanti a un ostacolo apparentemente insormontabile. Musica ed effetti sonori sono seguiti con la stessa dedizione, richiamando con ticchettii e suoni meccanici l’incessabile e crudele fluire del tempo. Unica nota di demerito, semmai, è la rappresentazione grafica dei labirinti stessi, minimalisti al punto di essere spogli e tediosi; l’essenzialità dei comandi è un ideale punto immobile per affrontare enigmi sempre più difficili, ma le limitate possibilità di azione trasformano l’esperienza in un esercizio continuo e ripetitivo, è un peccato che gli sviluppatori non abbiano approfittato maggiormente dell’ottimo compartimento artistico per stemperare la monotonia che ne deriva naturalmente.

In Between

In Conclusione

In Between, come ho già detto prima, oltre ad essere un titolo non troppo difficile da giocare con una storia molto piacevole e, a tratti, struggente, vuole portare il giocatore che decide nel cimentarsi in questa storia a scoprire e capire di più il punto di vista del “malato” nell’affrontare la sua malattia e cosa spinge una persona ad accettarla ed andare avanti o abbandonarsi a se stessi aspettando la morte fisica e, ancor prima, spirituale. Anche se non adatto a tutti, esso vi darà il giusto appagamento per il grado sfida che richiede per giocarlo. Lo consiglio caldamente a chi vuole cimentarsi in una nuova sfida e a chi vuole imparare una nuova lezione dal punto di vista “sentimentale”.

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