Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan – Recensione

Erano i primi anni del 90 quando un giovanissimo me tutte le mattine si piazzava davanti alla televisione in attesa dell’inizio della sigla di Tartarughe Ninja – Alla Riscossa. Sempre in quegli anni, poi, poster, giocattoli e videocassette iniziarono a invadere la mia stanza mentre su Commodore 64 picchiavo sui tasti di Teenage Mutant Ninja Turtles. Inutile dirvi quindi che all’idea di Platinum Games si fosse messa a lavoro su di un titolo dedicato alle celebri tartarughe mascherate il mio cuore ha avuto un sussulto di gioia e ora che ce l’ho tra le mani…beh…continuate a leggere la recensione…

Titolo: Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan
Sviluppatore: Platinum Games
Publisher: Activision Blizzard
Lingua: Testi e doppiaggio in Italiano
Piattaforme: Xbox One – disponibile anche su PlayStation 4, PlayStation 3, PC e Xbox 360
Prezzo: 47,12 € (Amazon)
Data di uscita: 27/05/2016

1 

“Quattro tartarughe super brave super forti super ninja”

Per chi non li conoscesse, è doveroso fare un piccolo excursus circa Platinum Games: Metal Gear Rising, Bayonetta 1 e 2, Vanquish e MadWorld sono alcuni dei titoli che hanno reso questa software house nota soprattutto tra gli amanti dei titoli d’azione. Frenesia, combattimenti e perché no, ignoranza, sono stati gli elementi caratterizzanti di tutti i titoli prodotti da Platinum Games che, salvo rare eccezioni, vantano opinioni favorevoli da parte della critica.
Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan (da ora in poi solo TMNT) racconta una storia nuova delle celebri quattro tartarughe, una storia che fondamentalmente funge solo da giustificazione per far menare le mani alle quattro testuggini: Shreder e i suoi scagnozzi stanno tramando qualcosa di losco in città e la nota reporter April O’Neil, Leonardo, Michelangelo, Donatello e Raffaello dovranno fare di tutto per sventare i loro piani. Come avete potuto intuire la trama del gioco non è particolarmente solida e la narrazione lascia abbastanza a desiderare.
La storia del gioco si sviluppa attraverso una serie di missioni, ognuna recante il nome del boss finale da sconfiggere; per accedere alle singole missioni i giocatori dovranno portare a termine un certo numero di missioni secondarie che richiedono sempre o di eliminare tutti i nemici presenti in una certa area di gioco o di proteggere un chiosco delle pizze (???) oppure di disinnescare una bomba. Diciamo quindi che non ci vorrà troppo per percepire un senso di déjà-vu che è una cosa abbastanza frustrante per un titolo di questa categoria. Una volta completato il numero di missioni necessario per accedere alla boss-fight, avrete la possibilità di scontrarvi con alcuni tra i nemici più famosi delle quattro tartarughe (come Rocksteady e Be-bop) i quali sono dotati di almeno sette barre di energia, a nostro parere troppe considerando soprattutto la linearità degli scontri.

2

“Ninja chi mai vi fermerà?”

Accantonata la trama del gioco, è doveroso snocciolare fino alla fine il gameplay di TMNT, da sempre l’elemento meglio riuscito nei titoli Platinum Games.
Iniziamo  col dire che a partire dalle prime missioni sarà compito del giocatore quello di dover gestire contemporaneamente tutt’e quattro le tartarughe, impersonandone una e lasciando all’IA il compito di controllare le altre quattro attraverso ordini impartiti di volta in volta. Nonostante il numero di mosse disponibili non sia elevatissimo, ciascuna tartaruga è in possesso di alcuni ninjutsu che possono rendere un po’ più agevole lo svolgimento delle missioni soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati: Raffaello per esempio è in grado di entrare in una sorta di modalità berserk mentre Leonardo può rallentare il tempo o curare i compagni. I giocatori, inoltre, avranno la possibilità di cambiare liberamente il personaggio controllato in qualsiasi momento e quindi il giusto “incastro” delle tecniche ninjutsu delle tartarughe può dare il via libera a sequenze di combattimenti spettacolari. Procedendo nel gioco, inoltre, è possibile scambiare le varie abilità tra le tartarughe e associare a ognuna di esse altre abilità.
A minare un gameplay abbastanza solido e variegato ci pensa l’intelligenza artificiale dei compagni di squadra che in più situazioni risultano essere d’intralcio piuttosto che di aiuto: non sono rari i casi in cui i vostri compagni non abiliteranno per niente i loro ninjitsu oppure si lanceranno in missioni suicide contro gli avversari facendosi menare in malo modo e obbligandovi a “resuscitarli” o ad aspettare il tempo necessario per il loro rientro in battaglia.

3

“UOU UOU Il gruppo dei ninjaaaa!”

Oltre ai vari ninjitsu, i giocatori possono personalizzare il proprio team di tartarughe associando a ognuna di essa sia amuleti magici, capaci di dare abilità passive come velocità e tempi di ricarica, sia oggetti come torrette mitragliatrici capaci di sterminare in poco tempo gruppi folti di nemici.
Altro punto a favore del gameplay di TMNT è la possibilità di completare l’avventura con altri tre giocatori sfruttando la connettività online della console o del PC. Peccato per la totale assenza di una modalità di gioco cooperativa locale che avrebbe sicuramente garantito qualche ora di divertimento più insieme a fratelli, sorelle o amici.
Dal punto di vista tecnico TMNT non è un gioco che fa gridare al miracolo e la scelta del cel shading sembra più orientata a voler mascherare le incertezze del motore grafico piuttosto che a voler dare un look “fumettoso” al gioco. La veste grafica presenta infatti ambientazioni decisamente scarne e troppo simili tra loro mentre i modelli dei personaggi presentano animazioni un po’ troppo legnose e la cosa risalta all’occhio soprattutto quando si parla di elementi basilari come il salto oppure la semplice scalata dei muri.
Apprezzabile l’idea di inserire il doppiaggio completamente in lingua italiana, un po’ meno la scelta dei doppiatori che danno voce ai personaggi con troppa poca naturalezza.

IN CONCLUSIONE

 

Dopo ore e ore di gioco a Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan sperando che arrivasse quel quid capace di farci cambiare idea, non possiamo non affermare che l’ultima fatica di Platinum Games non è stata all’altezza delle aspettative. Non volendoci troppo preoccupare del piattume della trama, il gameplay del gioco si è dimostrato eccessivamente ripetitivo nonostante l’idea di personalizzare le tartarughe con le tecniche ninjitsu sia azzeccata. Dal punto di vista tecnico Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan è un prodotto che non mette sotto sforzo le console e i PC di ultima generazione. Da comprare? Non ora, ma con un calo di prezzo, magari…


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