Recensione: Sonic The Hedgehog (PS3)

Recensione  Sonic The Hedgehog (il riccio) – PS3

Sonic il riccio per PS3, premetto che me lo hanno tirato dietro ad appena 12 euro, quindi il mio voto si basa anche sul rapporto qualità/prezzo che il destino mi ha riservato… detto questo, si comincia.

Le vicende next-gen di Sonic prendono il via con una certa banalità di fondo, per poi riprendersi lungo il tragitto: nel regno di Soleanna, una principessa viene rapita dallo spietato dr Eggman, famoso cattivo di Sonic e chi non lo conosce?

Sonic (che si vede passava di li per caso, mistero della fede) decide di salvarla, rimanendo invischiato in una sequela inarrestabile di eventi che vedranno protagonista la combriccola di velocisti, con lo scopo di cambiare nientemeno che il futuro del mondo.

Sonic the Hedgehog si presenta come un gioiellino vecchio stile, un platform 3D dei bei tempi, ammodernato graficamente .

STH non nasconde certo la sua natura di adattamento next-gen degli attempati Sonic Adventure 1 e 2, come si nota da alcuni evidenti cameo (il primo livello sulla spiaggia, con tanto di orche assassine, è l’esempio più lampante); il che non è un difetto, vista la qualità di questi quando il nome SEGA era ancora temuto e rispettato da tuttiora ridotto a semplice software house.

Inoltre, l’inserimento di Shadow e Silver, oltre a Sonic, come personaggi giocabili è senza dubbio apprezzabile, e le sostanziali differenze fra le loro abilità rende l’avventura più varia ed interessante: Sonic è velocissimo e sboroncello, Shadow è votato al combattimento manuale o motorizzato, e Silver è dotato di una personalità odiosissima ed è in grado di accoppare tutti e levitare grazie alla telecinesi.

Se le premesse non erano male, alcune scelte degli sviluppatori affossano incomprensibilmente il titolo: il nuovo stile grafico, volutamente più realistico e meno cartoon, è agghiacciante (basti vedere Eggman… sembra magro!!), si salvano solo Sonic e company, rimasti fortunatamente gli stessi di sempre.

Il comparto tecnico non è male, almeno quando visto da lontano: nei momenti in cui la telecamera zooma sui modelli poligonali viene quasi da piangere, per non parlare delle ambientazioni talvolta colorate e simpatiche, talvolta tristi e monocolore, ma sempre e comunque abbastanza spoglie e prive di qualsivoglia elemento particolarmente interessante.

Come se tutto questo non bastasse, una serie incessante di bug e sviste getta la sua ombra lungo tutta l’avventura, rendendo certe sezioni apparentemente semplici un vero e proprio incubo (immaginate una parte automatica in cui rimbalzate sui muri con i soliti cosi rossi, e proprio l’ultimo di questi sbaglia, scagliandoci dentro un burrone).

Nonostante ciò, Sonic the Hedgehog si rivela grossomodo godibile, sicuramente lontanissimo dall’essere un buon titolo, ma raccoglie l’eredità della serie Adventure trasportandola nella nuova generazione; basta avere una pazienza di ferro ed una giustificazione (il mio è l’irrisoria spesa di soli 12 euro, che li vale tutti) con cui sbollire dopo l’ennesimo salto a vuoto.

Peccato, perchè, con una maggiore attenzione e cura, anche così come è  sarebbe risultato davvero un’altro gioco.

Un gioco davvero mediocre che non rende giustizia a un personaggio come Sonic, consigliato se lo trovate a poco. Deve essere l’ultimo gioco dei vostri pensieri .

“massiccio”


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