DOOM – Recensione

Dopo 12 anni è tornato finalmente DOOM, un nome che in tanti solo al sentirlo nominare vengono pervasi da un brivido lungo la schiena, è una serie che ha segnato la storia del videogioco ed ora è tornato sotto una nuova veste, si pone come un reboot e seguito del leggendario DOOM 3 uscito nel lontano 2004; i ragazzi di Id Software avranno realizzato un prodotto degno di un nome così importante? Direi di andare a scoprirlo!

Titolo: DOOM
Sviluppatore: ID Software
Publisher: Bethesda Softworks
Lingua: Italiano
Piattaforme: PS4, Xbox One, PC
Prezzo: 69.98€ (Amazon)
Data di uscita: 13/05/2016

Fight Like Hell!

Penso che citare il trailer di lancio sia la cosa migliore per descrivere la campagna single player, lottare sempre e comunque come se non ci fosse un domani contro ogni sorta di creatura demoniaca, fino ad arrivare letteralmente all’inferno; questo è quello che si prova giocandola, accompagnata anche da una colonna sonora da urlo pieno di carica ed adrenalina, con in aggiunta quel grado di “tamarro” che in questo caso non guasta. Noi siamo lì invasi da creature infernali sul pianeta Marte dopo che la Union Aerospace Corporation è riuscita ad attivare un portale per collegarsi ad un’altra dimensione, niente meno che l’inferno, a causa dell’intervento della dottoressa Olivia Pierce membro di un culto demoniaco, da lì è partita un invasione di demoni con lo scopo di raggiungere la terra e noi dopo esserci risvegliati in questa infernale realtà dovremo distruggere qualsiasi cosa ci si ponga davanti per sventare questa catastrofe.

La sua struttura è molto semplice, dovremo avanzare di livello in livello uccidendo in ogni stanza tutti i nemici presenti, ed a quel punto un checkpoint salverà la posizione e via discorrendo, con la possibilità di potenziare il nostro equipaggiamento mediante dei droni sparsi per il gioco ed un susseguirsi incessante di demoni in tipico stile DOOM, uno più grosso dell’altro, divenendo alla fine dei conti una lotta continua per la sopravvivenza. Un ottima interpretazione di quella che può essere una campagna single player, interessante ed accattivante in ogni momento.

DOOM#1

Feeling pad alla mano

Il discorso attorno alla qualità del gameplay è molto semplice e conciso, è un ottimo FPS arena sotto tutti i punti di vista, il feeling sin dai primi attimi è eccezionale dando l’adrenalina giusta per compiere tutte le azioni dovute per sbaragliare i nostri avversari; non tendo a soffermarmi molto su questo fattore dato che in fin dei conti lo si può definire molto “semplice”, non ci sono tanti comandi disponibili al di fuori dello sparare e del saltare, non vi è la possibilità di ricaricare l’arma non essendoci la necessità di farlo, non puoi rotolare, puoi cambiarla e sparare contro tutto quello che ci si pone davanti senza distinzioni, è questa la forza del sistema di gioco di DOOM, molto semplice, quasi minimale, ma estremamente ben fatto, con una miriade di piccole chicche che gli esperti del genere possono apprezzare ed in grado di trasmettere tutto quello che gli sviluppatori hanno avuto in mente al momento della progettazione, grande senso di adrenalina e potenza allo stato puro. Non penso che alla fine dei conti il titolo abbia bisogno di un ulteriore profondità di comandi, bastano ed avanzano, anche se lo stile di gioco più vicino ad un Quake rispetto a DOOM 3 può far storcere il naso, ma penso che a volte sia da lodare la voglia di rischiare e cambiare qualcosa di già solido per non cadere nel classico riciclo che fin troppe volte abbiamo visto negli ultimi anni.

Doom#2

Tecnicamente ottimo oppure no?

In questo genere quando si parla tecnicamente solo una cosa è assolutamente fondamentale ed è il frame rate, tutto il resto bene o male lo si può definire superfluo per il divertimento in se per se, in questo caso particolare la fluidità è eccelsa, non vi sono rallentamenti o problemi di ogni sorta, tutto scorre veloce e l’azione è più adrenalinica che mai; mentre il lato grafico è altalenante a mio parere, la visione d’insieme è ottima con bellissimi colori caldi ed un atmosfera ben realizzata, aiutata anche da un ottima illuminazione, ciò che non mi convince appieno sono le texture, questo lato dato i tanti proclami per il nuovo motore grafico me li aspettavo più dettagliati, invece sembrano realmente poco definiti, in ogni caso ciò che conta davvero è realizzato alla perfezione per cui si può anche soprassedere a questi dettagli.

Per il lato sonoro invece solo applausi, nella scorsa anteprima avevo espresso dei dubbi in merito dato che si parlava solo di una beta multiplayer, invece ora anche solo all’avvio della campagna veniamo letteralmente travolti da brani adrenalinici che sembrano quasi dirci “vai e distruggi ogni cosa”, semplicemente stupendi, certamente i miei dubbi riguardo l’audio nelle sessioni multiplayer rimangono, ma l’importante era avere un comparto che sostenesse l’azione incessante che vediamo nella campagna a mio avviso.

DOOM#3

Tutti nell’Arena!

DOOM segna l’approdo di una complessa e pluri-sponsorizzata modalità multiplayer online che al suo annuncio ha raccolto parecchi pareri contrastanti, gran parte dei puristi della serie infatti hanno sostenuto che il cuore del gioco è il single player, dubitando dell’eventuale riuscita di un comparto online degno di questo nome dopo la brutta performance del precedente capitolo in questo campo; per fortuna il lavoro fatto in merito è stato eccelso in questo caso, raccogliendo un ottimo numero di modalità giocabili accompagnate da un sistema di gioco frenetico adatto perfettamente per questa componente, che nello specifico rappresenta sicuramente un punto in più per il titolo.

Come ben sappiamo siamo di fronte ad uno dei massimo esponenti dello stile FPS Arena, insieme a titoli del calibro di Quake ed Unreal Tournament, un gioco altamente frenetico dove i giocatori si scontrano in ambienti angusti con battaglie all’ultimo sangue, con armi scelte inizialmente mediante un semplice sistema di personalizzazione della classe (un po’ come si vede anche nella serie Call of Duty) con in aggiunta oggetti sparsi nel campo di battaglia come armi devastanti oppure oggetti per rigenerarsi la vita e l’armatura.

È proprio delle modalità ora che voglio parlare, il fulcro centrale di qualsiasi FPS online, assieme ovviamente alla prestanza dei server, dei quali si può solo che parlare bene grazie ad una latenza relativamente bassa in grado di soddisfare anche i giocatori più esigenti; prima di iniziare la ricerca della partita abbiamo dinnanzi a noi un gradito dilemma: Cosa gioco ora?; le possibilità al momento sono ben sei: Deathmatch a Squadre, dove due squadre da 6 si scontrano per arrivare primi a 75 uccisioni; Mietitore d’Anime, molto simile al Deathmatch con l’unica variante rappresentata dal raccogliere l’anima del nemico ucciso per confermare la sua morte; Dominazione, dove l’obiettivo è controllare tutte le zone disponibili per guadagnare più punti possibili; Via della Guerra, similare alla precedente dove però vi è una sola zona in ballo da controllare; Congelamento, modalità a round in cui dovremo congelare i bersagli nemici e salvare i nostri alleati per vincere la partita ed infine Arena Clan, un Deathmatch senza possibilità di rinascita. La loro qualità singolarmente è indiscussa e sono in grado di garantire uno svariato numero di ore extra al titolo, sia che lo si giochi in compagnia (cosa che consiglio vivamente per godere appieno dell’esperienza di gioco), che da soli, dato che le meccaniche arena non sempre necessitano di una grande coordinazione di squadra.

L’organizzazione prima dello scontro è fondamentale, dobbiamo scegliere assolutamente lo stile adatto a noi per rendere al meglio ed il discreto numero di armi a disposizione, undici, lo permette, ma oltre a questo abbiamo a disposizione anche una buona personalizzazione estetica del personaggio, potendo nello specifico modificare tutta la nostra armatura da combattimento ed anche lo stile delle nostre armi preferite. Tutto questo non solo per il mero colore, ma sono pure applicabili dei filtri molto particolari in grado di rendere l’arma più “vissuta”; infine è possibile scegliere degli “scherni”, in pratica delle movenze attivabili con la pressione del D-Pad durante la premiazione dei tre migliori giocatori della partita appena trascorsa.

Ed ora un piccolo discorso riguardo le Dotazioni, come già visto in altri titoli del genere, il giocatore può creare una propria dotazione da battaglia scegliendo: l’arma primaria, quella secondaria ed il tipo d’equipaggiamento; le prime due hanno in comune le stesse opzioni, possiamo infatti avere contemporaneamente sia un lanciarazzi che una doppietta per gestire al meglio le minacce a media e corta distanza, mentre la maggiore differenziazione è presente per lo slot d’equipaggiamento, in cui troviamo oggetti utili per il nostro modo di giocare, da un generatore di ologrammi ad un sensore di minaccia fino alle vecchie e care granate.

In conclusione parliamo dei Moduli Hack, selezionabili quattro differenti per volta a mono uso, per cui una volta utilizzati non saranno più disponibili a meno di non ritrovarli come bottino post partita; la loro attivazione avviene alla prima morte, dove apparirà su schermo la possibilità di attivarne o meno uno, questi alla fine dei conti sono dei piccoli potenziamenti per aiutarci nella battaglia nei momenti di difficoltà, quindi occhio a non abusarne o rimarrete senza qualora ne avreste decisamente bisogno. C’è un ultima cosa da decidere prima di prendere in mano le nostre armi per lo scontro, la scelta del demone, questo è in grado di sconvolgere decisamente la partita e sarà possibile utilizzarlo raccogliendo un globo che appare randomicamente nell’arena, ma attenzione tutti possono prenderlo quindi vedete di arrivare per primi o sarà probabilmente la fine.

DOOM#4

In Conclusione

Siamo alle battute finali di questa recensione e bisogna giudicare nel complesso quest’opera. DOOM è a tutti gli effetti un grandioso FPS, rivisitato rispetto ai precedenti capitoli di questa gloriosa serie, capace di dividere i fan su quanto sia stato giusto o sbagliato farlo, ma alla fine dei conti bisogna essere obiettivi ed ammettere che il lavoro effettuato è stato notevole, con una campagna più che mai adrenalinica ed un multiplayer sul quale pochi scommettevano, ma dispone di una solidità seriamente invidiabile; piccola parentesi anche per la Snapmap, un sistema complesso di editing dove è possibile ricreare mappe per il titolo, veramente molto ricco e variegato con la sicura possibilità di allungare ulteriormente la vita del titolo. Ecco cos’è DOOM, adrenalina allo stato puro, concetto espresso già più volte, capace di regalare tanto divertimento ed è questo di cui abbiamo bisogno, voglia di rischiare proponendo qualcosa di totalmente rivisto e di assolutamente divertente, lo consiglio vivamente a tutti gli amanti degli sparatutto online ed offline, non ve ne pentirete!


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