The Park – Recensione

Dove finisce l’avventura interattiva ed inizia una esperienza passiva? E’ la domanda che ci siamo posti giocando all’ultimo titolo di Funcom apparso su console. Stiamo parlando di The Park, un racconto horror che ci vede protagonisti, o forse no, di una storia inquietante.

Titolo: The Park
Sviluppatore: Funcom
Publisher: Funcom
Lingua: Inglese
Piattaforme: PC, PS4, Xbox One
Data di uscita: 3 maggio 2016

Una mamma apparentemente premurosa, Lorraine, cerca di riacciuffare il suo piccolo frugoletto, Callum, che le sfugge e si introduce all’interno di un parco divertimenti. Tutto inizia come nei più classici horror m-ovie, con spensierata leggerezza, ma ben presto ci troveremo immersi in un viaggio che ci condurrà ad una orrenda scoperta.
Il colorato parco diventa un luogo desolato, che si tinge delle fosche tinte della disperazione che attanaglia la giovane mamma alla ricerca del frutto del suo ventre. Laddove ci dovrebbe essere allegria e divertimento, la fanno da padrona una oscura tenebra e dei misteri inenarrabili che strisciano nei meandri delle giostre abbandonate.
Camminando lentamente attraverso le varie attrazioni, come di consuetudine in questa tipologia di giochi, ci imbatteremo in indizi che a poco a poco ci permetteranno di scoprire lo sviluppo della trama, assieme anche ai dialoghi interiori della nostra protagonista, che lascerà trapelare importanti elementi. Il nostro intervento attivo, oltre che a camminare e leggere gli appunti e i giornali sparsi, sarà quello di chiamare il nome del piccolo Callum, come succedeva in Heavy Rain, per far evidenziare i “punti di interesse” del gioco. Non avremo molto altro da fare, se non osservare gli eventi e partecipare passivamente alle varie sequenze che ci condurranno fin troppo velocemente all’epilogo.
Ci sono alcuni spunti interessanti e alcune sezioni veramente noiose, come ad esempio l’iniziale tunnel dove viene proiettata la storia di Hansel e Gretel, che poi farà da filo conduttore (strampalato) di tutta la nostra esperienza in The Park.
Il comparto audio è di tutto rispetto, con un buon voice-acting e musiche di atmosfera, che svolgono molto del lavoro orrorifico che invece avrebbe dovuto svolgere la trama e le ambientazioni. Il twist-plot finale è tanto scontato quanto ovvio, non riservando alcuno stupore al giocatore o all’appassionato di horror.

the park

In conclusione

In circa un’ora di “gioco” The Park consuma la sua unica cartuccia, ci conduce attraverso ambienti ben realizzati in una storia che non riesce a convincere del tutto. Si sente la mancanza di una regia e di una trama che lo possana far assimilare a quel filone di racconti interattivi nel quale si collocano ad esempio Firewatch o The Vanishing of Ethan Carter. Non manca certo di atmosfera, ma manca il mistero, manca quel quid che rende un gioco una esperienza e non solo una passeggiata nel parco. L’unico momento veramente inquietante è una sezione ispirata a PT, il “de cuius” demo di Kojima, ma dura talmente poco che ci è sembrato come se avessero tentato di accendere un fiammifero per illuminare una teatro buio.


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