Stellaris – Recensione

Descrivere Stellaris è come voler racchiudere l’universo (il gioco) in un guscio di noce (questa recensione).
Ci siamo immersi in questo titolo e poco a poco, con lenta progressione ci siamo trovati abbacinati dalla esagerata complessità, dall’avvolgente immensità e dalla profonda cura con la quale Paradox hanno confezionato questa loro ultima creazione.

Stellaris appartiene a quel sottogruppo di giochi strategici denominati XXXX o 4X che dir si voglia, che stanno a significare uno pseudo acronimo per eXplore, eXpand, eXploit e eXterminate.
Per cercare di sviscerare al meglio la maestosità di questo titolo, abbiamo deciso di esaminare disgiuntamente ogni elemento, sicuri di non riuscire comunque a riassumere tutto il gioco in questa sua descrizione.

Titolo: Stellaris
Sviluppatore: Paradox Interactive
Publisher: Paradox Interactive
Lingua: Inglese
Piattaforme: PC
Data di uscita: 6 maggio 2016

eXplore

La Galassia è il nostro campo di gioco, una immensa successione di sistemi che dovremo esplorare, conquistare e soprattutto mantenere, in diretta competizione con altri nascenti imperi. In primo luogo dovremo decidere a che razza appartenere e già questa è un’ardua impresa. Le variabili di ogni razza si combinano e ricombinano in una infinita serie di permutazioni che rappresentano un gioco nel gioco. Ci sono delle razze prestabilite, ma potremo dedicarci anche alla creazione di una nostra personale ricombinazione di elementi che poi andranno a caratterizzare il nostro impero. Descrivere tutte le possibili scelte da fare è impossibile, per ragioni di spazio e di tempo. Il consiglio che vi possiamo dare è di selezionare una razza di quelle precostituite e iniziare la vostra prima partita, poi avrete tempo di sperimentare combinando genomi, forme di governo, attitudini caratteriali e le altre svariate possibilità disponibili.
L’esplorazione è il punto di partenza di ogni impero che si rispetti. Il nostro piccolo sistema ci inizierà subito a stare stretto, quindi con delle navi scientifiche cercheremo di allargare i nostri confini. Questo perché la nostra proliferazione dipenderà dalle (scarse) risorse che riusciremo a produrre dai vari sistemi sui quali estenderemo il nostro dominio. Purtroppo le tecnologie che avremo a disposizione alla partenza sono molto primitive, per cui il nostro raggio di azione sarà comunque limitato, così come potremo colonizzare solo i sistemi che sono nel risicato campo di controllo del nostro Impero spaziale.

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eXpand

Per espanderci avremo necessità di creare delle navi da costruzione, che saranno in grado di sfruttare i giacimenti presenti nei vari sistemi limitrofi. Recuperare fonti di energia e di minerali servirà ad arricchire i nostri magazzini per aumentare la nostra potenza. L’energia è indispensabile per mantenere vivo l’Impero, mentre i minerali saranno fondamentali per costruire nuovi insediamenti extra mondo. Però tutto ha un costo, quindi ogni nostro passo in avanti nell’espansione deve essere calibrato e ben ponderato. Il nostro Homeworld sarà l’unico pianeta abitato, sul quale potremo sviluppare nuove tecnologie e costruire impianti per il cibo, per la produzione energetica, per aumentare i punti necessari allo sviluppo, dovrà essere anch’esso ben amministrato. Il pianeta è diviso in zone, ognuna delle quali deve essere abitata dalla popolazione autoctona, i cosiddetti POP, per essere produttiva. Con il tempo potremo anche costruire delle colonie “extramondo”, ma saranno delle idrovore di energia fintanto che non si renderanno indipendenti.

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eXploit

Recuperare risorse, come dicevamo, è l’elemento chiave di Stellaris, il discrimine tra la vittoria e la cocente sconfitta. Fortunatamente essendo solo due le risorse da tenere d’occhio, la strada da percorrere è meccanicamente semplice, cioè in altre parole sfruttare al meglio quelle che sono le caratteristiche sia dei sistemi vicini, sia delle nostre sezioni planetarie. Ma con il tempo, aumentando la produzione di navi, soprattutto quelle da guerra, vi accorgerete che il rischio di andare in debito energetico e rischiare un’implosione devastante, è veramente elevato. Stellaris non è un gioco da “speed runner”, parte lento e prosegue lento. L’arma principale di ogni giocatore che decide di cimentarsi nell’ardua impresa di conquistare l’universo, è la pazienza, prima che i Destroyer. Questo forse è l’elemento più penalizzante del gioco. Il tempo scorre senza sosta, lo potremo accelerare o momentaneamente arrestare, ma sarà il nostro peggior nemico, sia dal punto di vista ludico che da quello dell’eventuale senso di noia che ci potrebbe afferrare dopo ore di apparente inattività. Vedere crescere un potente Impero è come vedere crescere un piccolo bonsai, con la speranza che piccola potatura dopo piccola potatura, possa diventare una gigantesca quercia. Le ore passeranno lente prima di poter passare al livello successivo.

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eXterminate

Quando finalmente sarete riusciti a sviluppare un elevato grado tecnologico e se ancora le IA (invero abbastanza inerti nei nostri confronti, altro elemento abbastanza inusuale) non avranno deciso di livellare come i Vogon il nostro Impero, allora potremo pensare di passare alla conquista vera e propria. Come già Paradox ci ha insegnato nei suoi precedenti titoli, non basterà solo dichiarare guerra e cercare di prevalere sul nostro avversario prescelto. Bisogna infatti decidere quali sono gli obiettivi che vorremo ottenere e dichiararli prima di schierare le nostre armate sulle rotte siderali. Una volta deciso il “War Score” ovvero gli obiettivi che ci prefiggeremo di raggiungere alla fine del conflitto, dovremo passare alla gestione tattica dei combattimenti. Purtroppo le scelte tattiche sono un po’ il tallone di Achille di Stellaris, in quanto le battaglie stellari sono più che altro dimostrare chi ha la flotta più potente in grado di annichilire l’avversario. Si possono anche cercare strade alternative, come ad esempio attaccare simultaneamente più pianeti per sviare il grosso della flotta avversaria dal loro pianeta principale, per sferrare così un attacco al cuore dell’impero avversario mentre si impegnano su più fronti, ma sicuramente la gestione di un così alto grado di complessità potrebbe sviare la vostra attenzione dalle sorti economiche del nostro Impero. Ci vuole un sacco di esperienza e ancora una volta una gran dose di pazienza per portare a termine vittoriosamente i nostri piani di conquista e sterminio.

E mentre ci occupiamo delle 4X suddette, dovremo fare i conti anche con altre migliaia di variabili. I nostri scienziati e capi militari moriranno di vecchiaia e dovranno essere sostituiti, la produzione dei pianeti deve essere sempre costantemente monitorata per non rischiare emigrazioni di massa, dobbiamo curarci della ricerca scientifica. Se tutto questo non vi basta, c’è anche un altro elemento da tenere d’occhio, l’Influenza. Non si tratta del virus N1H1, ma di un’altra risorsa che sarà necessaria per poter reclutare nuovi scienziati e governatori, costruire avamposti che ampliano il nostro raggio d’azione. I punti influenza possono anche essere spesi per creare editti che migliorino le nostre produzioni, cambiare il sistema di governo. Se siete arrivati a leggere fino qua, vi sarete fatti sicuramente un’idea vaga ma abbastanza realistica di quanto sia elevato il grado di complessità che Paradox ha infuso in Stellaris.

Ci sarebbero ancora un sacco di dettagli da analizzare, come l’incontro con razze aliene, la scoperta di antichi manufatti, interessanti side quest che ci apriranno le porte di arcaiche civiltà, ma non vogliamo tediarvi altro con descrizioni del gioco, perché Stellaris è un gioco che deve essere scoperto e vissuto, che vi ruberà molte ore di vita, ma che vi regalerà anche immense soddisfazioni.
Un ultimo paragrafo lo vogliamo dedicare a due elementi che sono la grafica e il sonoro. Il comparto grafico regge bene, senza bug o crash, anche su macchine meno potenti e performanti.
Siamo rimasti piacevolmente stupiti dalla pulizia e dal livello di dettaglio dei pianeti, delle stelle e delle navi. Durante i combattimenti potrete deliziare i vostri avidi occhietti con zoomate sul campo di battaglia, entrando nel vivo dell’azione, godendo di piccole ma deliziose animazioni che insospettabilmente ci aspettavamo di trovare.
C’è anche un comparto mutiplayer, dove al posto delle IA troveremo dei giocatori umani pronti a contenderci il dominio della Galassia.
Paradox, attraverso Steam Workshop, forse pensando che già così non fosse abbastanza ampio, ha permesso di applicare delle mod a Stellaris, la prima delle quali è stata subito quella di Warhammer 40.000, quindi immaginate cosa possa riservarci il prossimo futuro, visto questo prodromo!

La colonna sonora è la ciliegina sulla torta. La musica classicheggiante ci condurrà attraverso le onde gravitazionali con arpe, violini, timpani roboanti, in un tripudio di classica composizione, una vera e propria “space opera”.

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In Conclusione

Stellaris è un’opera di straordinaria grandezza che ha l’unico grosso limite nella sua lenta pogressione. Per inziare ad apprezzarlo ci vogliono ore, giorni, settimane. Non ci sono limiti a quello che si può fare e questo è sicuramente un lato positivo, ma ci sono dei limiti anche al tempo che possiamo dedicare al videogiocare, per cui se non siete disposti a sacrificare molto del vostro tempo libero per gestire un Impero, lasciate stare Stellaris. Se invece non siete mai sazi delle esplorazioni spaziali, delle conquiste, della gestione di risorse scarse, se siete amanti delle sfide impossibili (completare il gioco è una di queste) allora potete lentamente lasciarvi avvolgere da Stellaris e godere della vostra vita da eremiti digitali, completamente immersi in questo affascinante strategico che Paradox ha confezionato per voi.

 


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