Ni-Oh – Anteprima

Per quanto sia un titolo molto atipico, Ni-Oh è riuscito a conquistare un ottima reputazione durante la sua prima comparsa, anche se questa è avvenuta nell’ormai remoto 2005. Dopo anni di silenzio, finalmente è ritornato, e questa volta è riuscito a mantenere una periodicità nelle notizie, che siano delle semplice immagini di gioco o informazioni di poco rilievo. Il titolo si è distaccato da quel che sembrava essere un semi-onimusha, approcciando il tanto acclamato souls-like nel gameplay, ma attenzione, questo non è assolutamente un aspetto negativo, anzi, tutt’altro. Il Team Ninja è riuscito a riprendere quel genere e rifarlo a modo suo con alcune preculiarità. Come ben sapete, qualche settimana fa si è svolta l’Alpha, e noi ci siamo fiondati in questa sanguinosa battaglia piena di insidie, dalla quale siamo riusciti a uscirne quasi indenni.

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Liberati da queste sfoglie mortali

Una volta fatta partire l’Alpha è facile sentire già nei primi minuti la sensazione di devastazione, e della violenza che ci aspetta una volta varcata la zona della cut-scene. Il nostro personaggio, chiamato William, ha il compito di respingere un attacco di demoni che è stato causato per una causa ancor a lui molto sconosciuta. Oltre a dover respingere orde di demoni, al suo cospetto si pareranno anche dei samurai molto violenti, che per un motivo hanno anch’essi assaltato il villaggio. Purtroppo anche in questo caso non è specificata la causa di tutto ciò, e quindi l’unica cosa che spinge il giocatore è la curiosità di scoprire il tutto una volta terminata la missione. Il primo impatto è sicuramente molto brusco, a tratti anche rozzo, visto che già nel primo nemico non sarà una cosa strana morire tante volte, dato che i comandi son ben diversi da quel che abbiamo visto nei souls, seppure la struttura sia molto simile. A rendere l’esperienza ancor più aggressiva è sicuramente la barra della stamina, dato che l’azzeramento di questa metterà William in un animazione di stanchezza fisica, e lo costringerà a rallentare la battaglia. Quest’ultima è molto individuale, dato che vi sarà la possibilità di modificare la postura nell’impugnare un arma, partendo da un assetto medio fino ad arrivare a quello più alto per sferrare fendenti più aggressivi ma molto più aperti nell’intermedio, lasciando spazio a degli attacchi devastanti da parte dei nemici che ci stanno nelle vicinanze. Il problema maggiore sta nella barra della stamina, in questo caso chiamata Ki, che si riesce a scaricare quasi subito, e che se non si calibra bene il proprio utilizzo si riesce facilmente a essere sbaragliati da nemici delle prime aree, finendo per ripetere il percorso appena sorpassato. Le armi sono molto differenziate, abbiamo avuto modo di provare diverse Katane, molto scattanti e che sferrano colpi molto precisi, per poi passare ad armi un po’ più pesanti come le Asce, che sferrano colpi molto più devastanti, ma che consumano più stamina e richiedono più tempo nell’animazione, un po’ ostico, visto che bisognerà trovare l’occasione e il giusto momento per colpire, cosa non troppo facile con nemici scaltri. Oltre alle armi contundenti, sono disponibili quelle a distanza, che però abbiamo avuto ben poca occasione di testarle, ma da quel che siam riusciti a provare, ci son sembrate ben fatte, e migliori rispetto a quello visto su Dark Souls.

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La zona di ristoro

Come ogni titolo del genere che si rispetti, vi è un punto focus, quello del checkpoint, in questo caso contraddistinti da dei santuari, nel quale sarà possibile potenziare il nostro personaggio, partendo dal livellamento fino ad arrivare all’apprendimento di abilità o la selezione dello spirito guida. Altro scopo importante del santuario è quella dell’acquisto degli item, ottenibili tramite l’utilizzo dell’amrita, valuta di gioco personalizzata. Poc’anzi abbiamo parlato di spiriti guida, questi servono a evocare un potere interiore molto devastante contro i boss, una sorta di trasformazione in demone un po’ come avveniva nel caro Onimusha. Se si offre un determinato oggetto al santuario sarà possibile ottenere l’aiuto di altri giocatori online, una versione molto più semplificata del multiplayer visto sulla serie Souls. La cosa molto stuzzicante del titolo, è sicuramente quella di uccidere più nemici per conquistare il miglior equipaggiamento possibile, anche se quest’ultimo è facilmente reperibile nelle tombe dei giocatori online, le quali una volta evocati verranno controllati come degli NPC e ci sfideranno senza mezze misure in un duello molto cruento e violento. In questo titolo vi è anche una psuedo-fisachetta dell’estus, chiamati in questo caso Elisir, i quali si ricaricheranno – clichè? – ogni volta che avremo a che fare con il nostro caro e amato santuario. Possiamo anche affermare che il titolo, da quel che c’ha mostrato nelle due aree disponibili, ha una componente molto esplorativa, nelle quali i segreti e tesori nascosti sono all’ordine del giorno, così come le infami imboscate degne di un Souls-Like. Anche durante la morte il titolo somiglia moltissimo a un titolo From Software, dato che una volta morti lasceremo un segno, utile per riavere i nostri Amrita, tornando in quello specifico punto e raccogliendo le nostre “sfoglie mortali”, come suggerisce il gioco.

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Samurai urlanti in un comparto audio eccellente

Dalla sua parte ha un ottima ambientazione, che richiama moltissimo le zone di guerra nel periodo medievale, dove quest’ultimi erano armati e rifugiati in questi tipici villaggi. Seppure le ambientazioni sono molto evocative, e magari danno quella sensazione del “poco visto”, a rovinare un po’ tutto c’è un comparto grafico non proprio eccellente, con texture molto incerte su diversi punti, con una cura molto marginale dell’ambiente, nelle quali si cerca quasi di coprire queste sbavature con dei semplici effetti particellari. Fortunatamente il comparto audio fa un ottimo lavoro, partendo da un doppiaggio giapponese molto curato fino ad arrivare a degli effetti sonori di eccellenza, ma per quest’ultimi dettagli erano quasi sicuri, visto che conosciamo il Team Ninja, e sappiamo quanto di buono ha fatto con la serie del talentuoso ninja Ryu Hayabusa.

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In Conclusione

Alla fine, cos’ha realmente portato questo Ni-Oh? Sicuramente ha lasciato una buona impressione, visto che il gameplay seppure molto legato a quel che son stati i souls riesce a creare una propria identità, riuscendo quasi ad essere molto più punitivo del terzo capitolo della saga di Miyazaki. Il contenuto offerto è sicuramente di qualità, tralasciando qualche sbavatura nel comparto grafico, possiamo dire che il titolo in sé seppure in un Alpha, è riuscito a farsi valere, dimostrando che seppure son passati tutti questi anni, il titolo è ancora pronto a stupire e che dopo una lunga pausa è pronto a sbaragliare le console.


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