SUPERHOT – Recensione

Chiariamo subito una cosa: SUPERHOT, nonostante il nome possa indurre in tentazione, NON è un gioco porno. Però, una volta detto questo, sorge il problema di categorizzarlo all’interno dei vari generi videoludici classici, in quanto il sistema di gioco è qualcosa di nuovo, per non azzardare il termine “innovativo”. Ci troviamo infatti di fronte ad una ibridazione tra un First Person Shooter, uno strategico e le dinamiche di un puzzle game, il tutto condito in salsa “bullett-time”.
Detto così subito una domanda sorge spontantea: “ma che razza di gioco è???”
Scopriamolo nella nostra recensione.

Sviluppatore: SUPERHOT Team
Editore: Steam, Microsoft
Genere: Sparatutto
Piattaforme: PC, Xbox One
Localizzazione: Completamente in inglese

Superhot, pubblicato a febbraio per PC ed adesso rilasciato nella versione Xbox One, è un titolo che ha subito stuzzicato la nostra innata curiosità e voracità per i titoli indipendenti che cercano sempre di creare giochi che esulano dal mainstream.
Il Superhot Team ha iniziato a sviluppare SUPERHOT nel 2013, creando inizialmente una versione web-based del gioco, per poi approdare su Steam, passando da Kickstarter, dove ha ricevuto i finanziamenti necessari per poter pubblicare il gioco e espanderlo rispetto alla versione originale.

L’idea che sta alla base del gioco è tanto semplice quanto intrigante: il tempo scorre solo quando il giocatore compie delle azioni. Questo permette di pianificare le nostre azioni tenendo di conto della relatività tra il movimento e il tempo, mentre affrontiamo “stage” predefiniti, dove dovremo confrontarci con rosse silouette di agguerriti avversari.
Di base dovremo farci strada in un ambiente minimalista, basicamente bianco, mentre alcune “entità”, armate e pericolose, cercheranno di farci fuori. La struttura narrativa è criptica e sarà esplicitata solo procedendo all’interno della struttura del gioco. SUPERHOT può essere definito come un “meta-gioco”, in quanto interpreteremo noi stessi immersi in un mondo virtuale, gestito da un sitema operativo DOS-Style. Inizieremo tentati da un nostro “amico” che ci passa una versione crackata di superhot.exe, spacciandolo per un gioco intrigante, ma una volta lanciato l’eseguibile, saremo risucchiati in un vortice di follia digitale. Dopo qualche livello scopriremo un glitch nel programma, e come Matrix insegna, scopriremo di essere un novello Neo, catturato in una maligna matrice.

Avanzando nei livelli la fusione tra il nostro “io” ed il gioco sarà sempre più profonda, arrivando a creare una pericolosa simbiosi tra l’uomo (noi) e la macchina (SUPUERHOT). Deliberatamente non vogliamo svelarvi altro, ma sappiate che il viaggio che intraprenderete, per quanto non lungo, sarà assolutamente coinvolgente e sconvolgente.

superhot 2

Sul piano tecnico, come già detto, la grafica può apparire estrememante minimalista, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze. Il gioco è ricco di elementi, dettagli, segreti da scoprire, tutti celati all’interno della struttura, come una serie di scatole cinesi che ci porteranno ad esaminare ogni dettaglio, ad utilizzare elementi ambientali e godere della struttura di ogni livello. Per i più curiosi possiamo rivelarvi che uno dei livelli è stato creato da Cliff Bleszinski, poiché il pledge con il quale ha finanziato la campagna KS di SUPERHOT prevedeva la possibilità di creare un livello che sarebbe stato implementato nel gioco.
I primi livelli fungono da tutorial, dove impareremo a usare il tempo, le armi e tutto quanto l’ambiente può offrirci per affrontare gli ostili. Più si va avanti e più dovremo affinare le nostre tattiche, coadiuvati anche dalla possibilità di avere nuove caratteristiche speciali che potranno agevolare la nostra imprescrutabile missione. I nemici diventeranno sempre più scaltri, per cui non saranno dei semplici bersagli. Eviteranno i nostri colpi, cercheranno di sfruttare anch’essi la manipolazione del tempo, anticipando le nostre mosse e rendendoci la vita sempre più difficile.

Preparatevi a giocare più volte lo stesso livello, poichè sarete costretti a riprogettare le vostre strategie una volta comprese le dinamiche di ciascun stage. Anche se la struttra è quella di un FPS, l’approccio non è quello classico e proprio questo è il punto di forza dell’intero gioco. Non saremo chiamati solo a procedere e sparare, ma dovremo studiare l’ambiente, i ripari, gestire i movimenti del nostro personaggio in realzione a quelli degli avversari. In alcuni livelli dovrete ingaggiare una sorta di danza digitale con le rosse sagome nemiche, affinchè tutti gli elemnti possano collidere per condurvi al successo.

Come la grafica, anche il comparto audio è minimalista, ma funzionale al gioco e alla sua “filosofia”.
Una volta completata la “campagna” potrete rigiocarlo in modalità Endless, oppure affrontare delle sfide, come le VR Mission di Metal Gear Solid, che prevedono delle precise restrizioni.
Se siete degli imperituri narcisisti, esiste anche una sezione replay con editor, che permette di mostrare al mondo le vostre prodezze, condividendo le migliori azioni che sarete riusciti a compiere.

superhot 1

In Conclusione

SUPERHOT è una vera e propria ventata d’aria fresca per il genere FPS. La dinamica del gioco è basata sul concetto che il tempo scorre solo quando noi ci muoviamo e questo ha permesso di realizzare uno sparatutto in prima persona che unisce elementi tattici e anche una componente puzzle. Un gioco del genere non è facilmente classificabile, in quanto rappresenta un genere a se stante. La narrativa implicita, la grafica minimalista, le pseudo-chat interne al gioco e il gameplay si fondono tutti in un titolo che vale ogni centesimo del suo prezzo. Paradossalmente SUPERHOT è un gioco altamente originale nonostante tragga ispirazione da un genere, gli FPS, che hanno ormai perso ogni forma di autentica originalità.

 


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