Si sente il mare – Recensione

Quando si parla di Studio Ghibli e di animazione giapponese, si è soliti fare riferimento ai Maestri Miyazaki e Takahata, i quali, collaborando per oltre 30 anni, hanno realizzato piccoli capolavori che ancora oggi impreziosiscono l’ampia produzione animata del paese del sol levante. Nel corso di questi ultimi 5 anni, grazie al duro lavoro di Lucky Red, anche l’Italia ha potuto finalmente riscoprire alcune perle dell’animazione giapponese che per diversi motivi non erano mai arrivate nel nostro paese: tra i prodotti giunti in Italia di recente, ci sono Nausicaa della Valle del Vento, Pioggia di ricordi, Kiki Consegne a Domicilio e La ricompensa del gatto.

Oggi, tuttavia, siamo qui per parlare dell’ultima pellicola animata distribuita in versione home video da Studio Ghibli e Lucky Red: il lungometraggio animato, noto in Giappone con il nome Umi ga kikoeru, è arrivato in Italia con il titolo Si Sente il Mare. Prodotto dallo Studio e diretto da Tomomi Mochizuki, Si sente il mare, uscito nella sale nipponiche nel lontano 1993, è un film d’animazione basato sull’omonimo romanzo della scrittrice Saeko Himuro.

Si sente il mare, disponibile in Italia in versione DVD e BluRay dal 23 Marzo 2016, è un’opera delicata e semplice quanto acerba: sebbene il lavoro di Mochizuki alla regia e quello di Keiko Niwa alla sceneggiatura siano senza dubbio ottimi, la pellicola sente il peso degli anni, con animazioni che risultano non sempre perfette e una qualità complessiva non ai massimi livelli. E’ vero, nel 1993 la produzione di questo film fu affidata ad un team giovane e inesperto, ma nonostante questo Si Sente il mare riesce ad offrire picchi emotivi indiscutibilmente elevati, grazie ad una storia leggera ed immersiva, e a disegni estremamente suggestivi.

Adesso lasciamo da parte i preamboli e buttiamoci a capofitto in questa recensione di Si Sente il mare.

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Trama

La storia di svolge a Kochi, una cittadina sull’isola di Shikoku. Taku Morisaki, studente universitario a Tokyo, incrocia lo sguardo di una ragazza di sua conoscenza sulla banchina opposta della stazione ferroviaria: si tratta di Rikako Muto, una ragazza che, al tempo delle medie, si trasferì da Tokyo a Kochi per seguire gli spostamenti della madre, in procinto di divorziarsi dal proprio marito. Il protagonista, dopo aver incrociato lo sguardo con Rikako, fa un tuffo nel passato, catapultando lo spettatore all’interno dei suoi ricordi di scolaretto. Da questo momento, inizia il viaggio che ci porta all’interno del triangolo di sentimenti vissuto dal giovane Taku: infatti, il protagonista scopre che il suo amico per la pelle, Yutaka Matsuno, ha preso una cotta per una ragazza appena trasferitasi da Tokyo, ovvero Rikako.

Rikako non è una ragazza come le altre: è bella, intelligente e bravissima in tutti i tipi di sport. Per questo motivo, la nuova arrivata viene disprezzata da tutte le compagne di classe, le quali la lasciano in disparte, sostenendo che sia proprio lei a darsi delle arie. In questo panorama di disagio per la brillante studentessa, sono proprio i due amici a stringere un forte legame con lei, aiutandola a superare questo momento difficile.

Le cose, tuttavia, cambiano quando Taku scopre di essere seriamente attratto da Rikako: il giovane, sapendo della cotta di Yutaka, decide di lasciare sopiti i propri sentimenti, evitando di far soffrire il suo migliore amico. Sebbene l’atteggiamento di Taku sia stimabile, alcuni fraintendimenti dividono i tre liceali, che prendono strade diverse quando scelgono l’università. Ma si sa, il liceo, e in modo più ampio la vita, riescono sempre a riservarci delle sorprese inaspettate…

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Sentimenti

Proprio come accade in Pioggia di Ricordi, in Si sente il mare il protagonista fa un tuffo nel passato e ci racconta la sua vita di adolescente attraverso i suoi ricordi. Rispetto alla pellicola di Isao Takahata, dove la protagonista è decisamente più adulta e con una carriera alle spalle che pesa sulle sue decisioni, i ricordi vissuti da Taku nell’opera di Mochizuki sono più recenti e “leggeri”: il ragazzo rivive, come in una specie di salto indietro nel tempo con la mente, le passioni adolescenziali che hanno segnato la sua crescita personale. Sebbene la trama di Si sente il mare sia molto semplice e priva di colpi di scena, il senso di nostalgia e malinconia che proverete guardando questo film saranno senza eguali.

Un aspetto che Mochizuki è riuscito a rendere alla perfezione è l’immedesimazione con il protagonista: Taku è un ragazzo gentile, brillante e laborioso, un ragazzo in cui tutti possono rispecchiarsi. Proprio per questo motivo, lo spettatore, rivivendo insieme a lui le amicizie, i litigi e le prime gelosie in amore, verrà avvolto da un turbine di emozioni che lo condurrà mano per la mano a scavare nel profondo dei propri ricordi. Anche Rikako e Yutaka avranno un ruolo fondamentale nel corso della pellicola: entrambi, caratterizzati da un’ ottima personalità, riescono a spiccare sulla scena, movimentando in maniera incisiva le vicende del giovare Taku.

Oltre ai due coprotagonisti, tutti i compagni di classe e gli amici di Morisaki hanno un impatto importante sulla scena, grazie ad un charcter design senza dubbio di ottima fattura. Anche l’atmosfera, che pervade tutto il film, è delicata e mai troppo invasiva, lasciando allo spettatore la possibilità di lasciarsi trasportare dalle emozioni o semplicemente godersi un triangolo di sentimenti appassionante e in certe situazioni, spassoso.

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Un tramonto sul mare

Se l’amicizia e i rapporti interpersonali tra i 3 giovani studenti sono il nucleo pulsante della pellicola di Mochizuki, non possiamo dire che l’ambientazione e le location scelte come sfondo per le vicende amorose siano da meno. A livello puramente tecnico l’opera soffre il peso degli anni, con animazioni non sempre perfette e disegni grezzi e poco rifiniti. Tuttavia, è sotto il punto di vista artistico che Si sente il mare riesce a colpire nel segno: grazie ad una gestione dei colori eccellente, con il prevalente utilizzo di tonalità chiare e morbide, e ad un design di personaggi ed ambientazioni sopra la media, la pellicola riesce a dare il meglio di sé durante gli scorci panoramici, realizzati in maniera impeccabile, tali da eguagliare la bellezza di un affresco.

I fondali, realizzati interamente a mano grazie al disegno in tecnica tradizionale, come detto sopra donano scorci visivi mozzafiato e suggestivi, che si sposano perfettamente con l’atmosfera del film. Oltre a questo, anche la colonna sonora, composta da Shigeru Nagata, offre tracce sempre azzeccate e dolci, che accompagnano lo spettatore in un viaggio delicato e nostalgico attraverso i propri ricordi e quelli di Taku. Infine, anche il doppiaggio della versione italiana è ben realizzato e si mantiene sullo standard tipico delle ultime rivisitazioni imbastite da Lucky Red.si-sente-il-mare-ocean-waves-studio-ghibli-06

Conclusioni

Sebbene risalga al lontano 1993, Si sente il mare del regista Mochizuki è un film d’animazione emozionante. Ripercorrendo insieme al protagonista un tuffo nel passato nei ricordi adolescenziali, l’opera di Mochizuki provocherà intense emozioni e un senso di profonda nostalgia nel cuore dello spettatore.
Il lungometraggio animato prodotto dallo Studio Ghibli vi rapirà grazie ad un triangolo di passioni adolescenziali intense e spassose: i tre protagonisti, avvolti dal dolce infrangersi delle onde sul mare, vivranno con passione e ardore ogni singolo momento della loro età più felice.
Si sente il mare è un prodotto adatto a tutti i tipi di pubblico: ai bambini che vogliono vedere una storia a lieto fine, e agli adulti, che vogliono rivivere tutto d’un tratto uno degli spaccati più emozionanti e intensi della loro vita. Consigliatissimo.

Scheda del film (Film d’animazione)

Titolo: Si sente il mare
Musiche: Shigeru Nagata
Regia: Tomomi Mochizuki
Sceneggiato: Keiko Niwa
Genere: Romantico, Sentimentale
Durata: 72 min
Produttore: Studio Ghibli
Distribuzione: Lucky Red (Italia)
Nazione: Giappone
Uscita:  5 Maggio 1993 in Giappone, 23 Marzo 2016 in Italia


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