DiRT Rally – Recensione

L’albionica Codemasters, nota nel mondo degli sport motoristici da ormai qualche decennio, nel passato ci ha proposto una pletora di giochi dedicati al rally, iniziando dal primo Colin McRae del lontano 1998. Dirt Rally non è altro che l’evoluzione odierna di questo titolo. Da appassionati della serie siamo quindi molto curiosi di capire se dopo 18 anni finalmente ci troviamo tra le mani un gioco maturo oppure si tratta solo di una fotocopia di quanto visto in passato.

Con Dirt: Shodown del 2013 la serie aveva preso una connotazione decisamente arcade che aveva fatto storcere il naso a molti puristi del genere e la paura di trovarsi tra le mani un gioco del genere era molta anche stavolta. Però, e dobbiamo dire fortunatamente, ci siamo dovuti subito ricredere.
Appena preso il pad in mano infatti ci aspettavamo di scendere in pista, sbandare, sgommare a tutta manetta, senza porci troppi problemi, ma non è stato assolutamente così.
Dirt Rally ci si presenta infatti come una vera e propria simulazione rallystica, senza compromessi, senza che nulla sia lasciato al caso o alla mera improvvisazione.

Titolo: DiRT Rally
Genere: Gioco di guida
Sviluppatore: Codemasters
Editore: Codemasters
Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One e PC.
Data D’uscita: 5 Aprile 2016

Lo zen e l’arte di guidare una macchina da rally.

La prima cosa che dovrete assolutamente fare è il tutorial. Ma scordatevi di prendere in mano il pad e fare dei test su tracciato. Si tratta di una serie di spiegazioni che vi faranno calare nella mentalità di un pilota di rally, cercando di farvi acquisire l’atteggiamento giusto per poter affrontare ogni fondo, ogni curva, ogni derapata controllata. Il messaggio che Codemasters ci ha voluto lanciare è che per essere in grado di affrontare ogni gara non basta solo premere l’acceleratore a tavoletta, ma dobbiamo sentirci parte di tutto quello che ci circonda, in primis il nostro veicolo, il tracciato e dare sempre retta all’indispensabile navigatore.
Ci sono quindi una serie di consigli che ci introducono a conoscere le dinamiche per distribuire i pesi a seconda delle auto che guideremo, come impostare il sovrasterzo ed evitare il sottosterzo, prendere confidenza con i vari tipi di trazione. Tutto raccontato e spiegato nei minimi dettagli, come se ci trovassimo in una scuola guida.
Però poi dobbiamo passare alla guida e qua il gioco si fa veramente duro.
Appena preso il comando della macchina abbiamo capito subito che la concentrazione doveva essere massima. Non esistono mezze misure in Dirt Rally, non esistono seconde prove ( a meno che non si vogliano perdere secondi preziosissimi recuperando con il tasto “triangolo” una malaugurata uscita di strada). La cosa che percepirete dopo le prime durissime sezioni è che dovrete fondervi totalmente con il gioco, anticipare ogni curva, ogni strettoia o salto. E per fare ciò l’unica cosa che potrete fare, oltre ad aguzzare la vista, è porgere sempre l’attenzione a quello che vi dice il fondamentale navigatore. Questo “deus ex machina”, anzi “deus in machina”, è stato programmato seguendo il sistema di informazioni ormai collaudato di Colin McRae. In sostanza con un congruo anticipo (che è programmabile, ma che consigliamo di lasciare quello impostato di base) il navigatore ci dice a quale curva o serie di esse ci troveremo ad affrontare di lì a qualche secondo. La classificazione è stata fatta con un grado di difficoltà crescente da 6 ad 1 (6 le curve più semplici, 1 quelle più impegnative). La descrizione audio comprende anche che tipo di fondo stradale particolare ci offre la pista, la presenza di restringimenti, dossi, salti: in pratica tutto quello che dovremo sapere per prepararci ad affrontare ogni sezione. Vi troverete ben presto a “sentire” il circuito più che a vederlo e tutto grazie all’interazione eccezionale che Dirt Rally riesce a realizzare.

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Velocità e precarietà: binomio diabolico

La fisica delle auto, la sensazione di percorrere realmente strade accidentate col fondo scivoloso, la percezione di costante precarietà che si vive all’interno di un abitacolo di una macchina da rally sono state rese con maniacale perfezione. Ogni curva, ogni salto, ogni sbandata controllata ci trascinano sempre più all’interno di questa disciplina motoristica con orgiastica soddisfazione. Ma non basteranno poche partite per assaporare l’essenza di Dirt Rally, ci dovremo spingere sempre oltre il limite, ma con la consapevolezza che ogni tornante potrebbe esserci fatale. E ancora non siamo scesi in campo nella modalità carriera. Con essa si apre un altro gioco vero e proprio, perché oltre che le nostre competenze alla guida, dovremo occuparci della gestione del nostro team corse. Qua passiamo ad una simulazione di tipo manageriale che ci costringerà a tenere d’occhio una serie di parametri “vitali”, primo fra tutti la composizione del team stesso. A seconda del nostro stile di guida, la macchina subirà degli inevitabili danni alle sue componenti fondamentali, quindi sarà nostra cura selezionare gli ingegneri più adatti per riparare quanto più velocemente il veicolo. Ciò avviene in una sezione apposita che si apre durante le varie prove che andremo ad affrontare. Abbiamo a disposizione un tempo limite per mettere in carreggiata la nostra auto al meglio delle sue condizioni, per cui dovremo suddividerlo tra le varie componenti danneggiate. Possiamo lasciar fare al team oppure decider noi cosa privilegiare durante le riparazioni, ma state sempre attenti, perché una macchina pesantemente danneggiata, oltre che perdere di efficienza e stabilità, rischia di farvi finire fuori gara per ritiro.
La carriera ci permetterà di affrontare vari campionati di difficoltà crescente, utilizzando vari set di machine. Si potranno scegliere dal garage alcune glorie del passato, come la Alpine o la Lancia Delta HF Integrale, ma anche veicoli più moderni, come la Ford Fiesta o la Renault Clio, nelle loro versioni modificate per affrontare ogni tipo di tracciato. La modalità carriera comprende altre due specialità oltre che al classico rally a tappe. Abbiamo trovato molto divertente la modalità “Rallycross”, ovvero la possibilità di gareggiare su piste e guadagnare il podio attraverso una serie di batterie eliminatorie. Le gare si svolgono su tracciati chiusi dal fondo misto asfalto e terra. Bisogna compiere almeno quattro giri nel minor tempo possibile, ma uno di questi deve essere il cosiddetto giro “jolly”. Si tratta di un giro che comprende anche una sezione mista molto lenta, che potremo scegliere di compire in qualsiasi momento, ma prima della conclusione del quarto giro, pena una pesante penalizzazione in termini di secondi. Purtroppo alla lunga queste gare tendono ad essere ripetitive e poco attraenti.
Meno interessante è invece la modalità “Hillclimb” che, come dice la parola stessa, ci vedrà impegnati in una gara a tempo su di una collina in salita. Guidiamo delle machine dagli spoiler giganteschi e “driftata” dopo “drifatata” dovremo scalare la collina nel minor tempo possibile.

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C’è una sezione dedicata al multiplayer asincrono, basato sulle migliori prestazioni in termini di tempi su alcune sezioni e gare PvP che ci permetteranno di sfidare altri giocatori. Il tutto è condito da una serie di sfide giornaliere, settimanali e mensili, nelle quali ci potremo cimentare per cambiare un po’ il tipo di gioco.

Per poter acquistare nuove auto dovremo guadagnare crediti, che dovremo anche spendere per i contratti dei nostri preziosi collaboratori. Attenzione che i contratti sono a scadenza, quindi controllate sempre per quante gare gli ingegneri sono assoldati, per non rischiare di rimanere senza “crew” mentre affrontate la gara della vostra vita. Sia i veicoli che gli ingegneri hanno un sistema di progressione legato all’esperienza (in chilometri percorsi), per cui non dovrete spendere crediti per potenziare le auto e migliorarne le prestazioni, così come i vostri meccanici miglioreranno le loro statistiche. Una trovata molto interessante che permette di non doversi occupare in prima persona anche di questi miglioramenti. Tutte le macchine sono comunque configurabili a piacimento, dalla livrea alle caratteristiche meccaniche, potendo agire su una serie di indicatori con i quali si possono regolare antici del cambio, portanza degli alettoni, distribuzioni dei pesi. Anche qua si parla di regolazioni che sono riservate a coloro i quali hanno un minimo di conoscenza tecnica, altrimenti ci potremo affidare ai settaggi consigliati dal nostro team.

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Graficamente il gioco è ben curato, anche se si nota una preponderante e maniacale resa grafica dei veicoli rispetto alla grafica dei tracciati, che rimane di minor qualità, ma comunque ben realizzata. Le machine sono dei piccolo capolavori di trasposizione digitale e il loro deteriorarsi, sporcarsi, ammaccarsi durante ogni gara da proprio la sensazione che abbiano attraversato le impervie bigattiere greche o le innevate salite di Monte Carlo.
I tracciati sono disegnati egregiamente, impreziositi da sezioni ghiaiose, ghiacciate, bagnate, che li rendono dei temibili avversari assieme all’implacabile cronometro che segnerà i nostri tempi migliori, ma soprattutto quelli peggiori. Si possono scegliere varie visuali, da quelle per i puristi masochisti dall’interno del veicolo a quelle per i meno temerari dall’esterno.
I settaggi della difficoltà, un po’ come accade in altre simulazioni motoristiche, come ad esempio in Forza Motorsport, possono essere variati sia verso una guida assistita che puntando sulla simulazione assoluta e fedele. Scegliere la via più difficile porterà molti più crediti da investire in nuove auto, ma vi possiamo garantire che controllare il veicolo sarà come cercare di domare un mustang imbizzarrito durante un rodeo all’interno di un uragano!

Gli effetti sonori e soprattutto le istruzioni del nostro navigatore, sono la ciliegina sulla torta di Dirt Rally. Il suono del motore varierà a seconda dei suoi giri, facendosi sentire la sofferenza di ogni biella che gratta il pistone, quando ormai allo stremo staremo affrontando un temibile tornante cercando di controllare la derapata con una frenata con il piede sinistro (si tratta di una manovra che vi sconsigliamo di compiere con la vostra Panda in entrata della tangenziale, ma utilissima per non perdere decimi di secondo passando dall’acceleratore al freno). Saremo immersi in un tripudio di scoppiettii da scalate rapide, ruggiti di motori allo stremo, tremendi rumori del cambio “sgarrupato” dopo aver preso violentemente una cunetta. Senza contare che ogni macchina ha il suo suono caratteristico ed unico, riprodotto alla perfezione.

I controlli attraverso il pad sono abbastanza precisi, ma se volete proprio essere competitivi il nostro spassionato consiglio è quello di dotarvi di un buon volante per immergervi totalmente nell’esperienza simulativa.

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In Conclusione

Dirt Rally è IL gioco di rally. Non ci sono mezze misure, non esistono compromessi arcade, tutto è studiato per far diventare questo titolo come l’alter-ego su quattro ruote di Dark Souls. Codemasters ha creato un gioco che solo coloro i quali vorranno cimentarsi in ostiche e sudate sezioni di gara potranno apprezzare a pieno. Dirt Rally ci obbliga a immedesimarci con il ruvido mondo del rally, fatto di ghiaia, sudore e olio dalla scatola del cambio incrinata. Dirt Rally non è un gioco per principianti e non lo vuole essere, ma una volta raggiunta la giusta attitudine mentale, sarà solo fonte di estreme soddisfazioni e prolungato divertimento.


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