Dark Souls III – Recensione

Ormai siam giunti al terzo capitolo – canonico -, la serie Souls ci accompagna da quel lontano e piacevole ricordo – per alcuni – del 24 Giugno del 2010, dove gli europei potevano finalmente godere, dopo un agognato anno d’attesa, dell’arrivo del precursore della serie, ovvero Demon’s Souls. Quest’oggi, ormai con la nuova generazione, dopo aver affrontato faccia a faccia diverse difficoltà, tra gli spregevoli e corrotti Lord di Lordran nel primo capitolo ed i Re corrotti a Drangleic nel secondo, siamo pronti per giungere a Lothric, luogo plasmato dall’unione di tutti i capitoli di Miyazaki, ricco di personalità, con luoghi sempre più insidiosi ed oscuri. Il gioco parte dal presupposto che non deve piacere forzatamente ai giocatori, ma che tutto è realizzato esclusivamente secondo i gusti di chi lo dirige. Fiduciosi, ma sempre attenti a spiacevoli sorprese, ci siamo fiondati in questo luogo colmo di demoni e sofferenza, pronti per concludere questo lungo viaggio iniziato molto tempo addietro, in grado, come sempre, di stupirci in ogni sua sfumatura.

Titolo: Dark Souls III
Genere: Adventure, RPG.
Sviluppatore: From Software
Editore: Namco Bandai
Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One e PC.
Data D’uscita: 12 Aprile 2016

Le ceneri del terzo capitolo

“Un mondo ben costruito potrebbe raccontare la sua storia in silenzio”

Hideataka Miyazaki

Il mondo di gioco ci viene introdotto da una narratrice, la quale ci spiega che il fuoco alberga nella terra dove i Lord non ricoprono più il ruolo assegnatogli, non essendo più dove dovrebbero stare, ovvero sul loro trono. Come di consueto, i Lord che governano le terre di Lothric, o ciò che ne è rimasto, sono quattro, il primo è Aldrich il santo delle profondità, seguito da coloro che vegliano sull’abisso, anche conosciuti con il nome di Guardiani dell’Abisso, e in seguito, Yhorm il gigante. Come ben vedete, manca un Lord, già presente nella sala iniziale, il motivo verrà svelato solo indagando – come di consueto – all’interno del gioco. Il nostro compito sarà quello di riportare questi grandi esseri nel luogo dove dovrebbero stare, andando ad accendere per un ultima volta quella fiamma che ormai da troppo tempo è stata abbandonata. La lore, per la prima volta, avrà dei collegamenti significativi con i capitoli precedenti, infatti, capiterà spesso di trovare degli oggetti o dei personaggi che rimandano a qualcosa delle terre di Lordran o Drangleic. Ad accentuare questo legame con i capitoli precedenti, ci pensano addirittura i luoghi, dato che visiteremo spesso delle terre a noi famigliari. Con quello detto in precedenza, ci teniamo a precisare che, i luoghi che visiteremo non saranno tutti “già visti”, ma avranno dei collegamenti con Lordran, dato che si tratta di una parte che il primo Dark Souls non ci permetteva di visitare. Nonostante Hidetaka Miyazaki abbia tenuto a precisare che il suo gioco non avrà mai una storia esplicita, questo terzo capitolo, riesce comunque a trasmettere un po’ di più la trama, anche se comunque, è consigliato intraprendere l’ormai tradizionale lettura d’oggetti e dialoghi, per poter avere le idee più chiare riguardo la lore. Anche in questo capitolo sarà presente un Hub Centrale, che se lo si guarda bene, per diversi aspetti ricorda molto quel che fu il Nexus in Demon’s Souls, una vasta area in cui sono presenti tanti cuniculi, presidiabili da dei personaggi. Stranamente, all’interno dell’Hub faranno comparsa alcuni NPC mai incontrati, oltre a quelli presenti all’interno del mondo esplorato, l’interazione con quest’ultimi può risultare utile sia per capire il proseguimento della storia, che per l’ampliamento del nostro inventario – dato che alcuni sono dei venditori -. All’interno di Lothric non mancheranno citazioni al mondo di Kentaro Miura, quel che abbiam visto su Berserk verrà riproposto alle volte anche su Dark Souls III, basti vedere in una determinata Zona, alcuni individui impiccati su una ruota e poi impalati, proprio come avveniva in una determinata saga del manga. Dopo tutto, sappiamo tutti che Miyazaki ha citato più e più volte l’opera di Miura, ma, quella non è l’unica, dato che a tratti ci è sembrato di vedere spunti presi direttamente da Bloodborne, con una zona simile ad una ipotetica Yharnam innevata, facendo così dell’autocitazionismo delle proprie opere. Questa nuova terra ha tante sorprese, sia per ricordi del passato che per nuove indimenticabili esperienze, riesce comunque a guadagnarsi un frammento di memoria dai giocatori, offrendo alcuni scorci meravigliosi e luoghi insidiosi pieni di sfida – e malvagità -. Nonostante tutto, quel legame con i vecchi Souls si fa forte, specialmente in fasi come l’incontro con uno soldato di Catarina, o con i guerrieri di Astora, riuscendo a far riaffiorare nella mente dei giocatori, quelle leggende e quella lore sopita nella quale venivano raccontate le storie di questi valorosi guerrieri, anche se, la sorpresa più grande è all’inizio, vedere che nonostante tutto quello che è successo, il fabbro Andre – il quale fa parte anch’esso della famiglia di Astora – è ancora vivo e pronto ad aiutarci come fece nel primo capitolo. Il gioco è ricco di sequenze emozionanti, che siano quelle poche cut-scene o incontri nostalgici, riesce comunque a strappare quell’emozione nostalgica del giocatore, che non si aspettava minimamente di provare in un gioco simile. Possiamo dire che Lothric è una terra tutta da scoprire, e spetta al giocatore decidere da dove iniziare e cosa ha quest’ultima da offrirgli in base al suo bagaglio di conoscenza della saga o di altre opere che vengono citate in questa terra maledetta.

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Reclama l’ultima anima!

Partiamo dal presupposto che Dark Souls III ha componente tecnica a se, non ha preso quasi nulla da Bloodborne, quindi secondo questo aspetto i giocatori possono stare tranquilli, visto che ritornano i classici combattimenti con spada e scudo, accompagnati da un paio di rotolate per evitare i fendenti nemici. Sin dalla personalizzazione del personaggio, possiamo dire che stavolta siamo stati soddisfatti dalla verietà offerta, dopo la delusione degli asset presenti in Bloodborne, molto spogli e quasi privi di varietà, in questo titolo abbiamo di fronte una personalizzazione completa. Ovviamente le modifiche estetiche del personaggio non sono il punto forte del titolo, ma tutto sommato ci sentiamo in dovere di promuovere questo aspetto, visto la cura con il quale è stato realizzato questo editor. Il Gameplay è rimasto invariato dai capitoli precedenti, con un tasto attaccheremo, con un altro sferreremo un colpo più incisivo e pesante, con un altro invece potremo parere ed effettuare un contrattacco. Eppure c’è una novità nello stile di gioco, è possibile impugnare l’arma con il tasto L2 (Sulla versione PlayStation 4), per sferrare dei colpi che andranno a consumare la barra PA, dando così una varietà di mosse letali all’interno del nostro set di combo. Purtroppo, se da un lato abbiamo a disposizione queste nuove combo che utilizzano i nostri punti abilità, dall’altro abbiamo una build che non sempre ne fortifica il loro utilizzo, dato che per estendere i PA, bisognerà aumentare il parametro dell’armonizzazione, principalmente destinato a chi usa la magia o le piromanzie. In questo capitolo, per chi usava e userà classi che prevedono l’uso di magie, dovrà calcolarne bene l’utilizzo, visto che non vi sono più gli utilizzi come nei primi due Souls, ma bensì una barra, ovvero quella dei PA e proprio questo ricorda Demon’s Souls, ricaricabile mediante l’uso di una fiaschetta dell’estus cinerea. Avendo a disposizione sia quella del mana che quella dell’energia, il gioco ci metterà nella posizione di scegliere la quantità disponibili delle nostre estus, dosando quante unità impiegare all’una e all’altra. Fortunatamente durante il gioco avremo la possibilità di estendere gli utilizzi, per farlo però bisognerà trovare le schegge di Estus e donarle al fabbro. Il gioco non ha pensato solo a chi usa la magia, ma anche a chi ama giocare di velocità con classi come il ladro, infatti, sarà possibile usare l’arco o la balestra ed effettuare dei colpi rapidi, in modo da non essere un bersaglio facile per il nemico che gli si para davanti. Parlando della difficoltà del titolo, inizialmente parte con un approccio molto soft, che sembra quasi voler tendere una mano a chi è meno esperto nella saga, ma con un punto a sfavore, i nemici doneranno meno anime alla loro morte, limitando così il farming. Con il susseguirsi dei boss, il gioco mostrerà la sua vera natura, bastarda e crudele, le vere battaglie con boss che non perdoneranno nemmeno al minimo errore, costringendo così a ripartire da capo ed alla peggio, perdere la brace conquistata con tanta difficoltà riducendo i punti vita. Probabilmente già lo avevate intuito dalla frase di prima, la brace è una sorta di umanità che il nostro personaggio possiede, una volta morti, perderemo la brace e avremo una barra di vita leggermente ridotta rispetto a prima. Ritornando al discorso dell’aggressività del gioco, non diventeranno molto ostici soltanto i boss, ma anche i nemici faranno la loro parte, tra imboscate e attacchi senza sosta, la morte ci attenderà dietro l’angolo con nemici sempre più infami e poco corretti. Tornando a parlare del nostro Hub Centrale, chiamato altare del vincolo, è possibile interagire con la guardiana del fuoco per livellare, con una mercante di oggetti per rifornirci delle materie prime ed acquistare o potenziare l’equipaggiamento dal nostro fabbro di fiducia. Una delle tante migliorie apportate alla formula di Dark Souls è la struttura del New Game Plus, alla fine della run avremo la possibilità di scegliere se continuare verso una nuova partita + oppure mantenere ancora la nostra storia e decidere noi quando sarà l’ora di passare a quella successiva per dare via al secondo viaggio nelle terre martoriate di Lothric.

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La grafica delle anime oscure

Il comparto grafico resta ottimo, anche se non spicca quanto quello di Bloodborne, ma in ogni caso ha fatto un passo avanti da quel che fu la Scholar of the First Sin nel suo passaggio alla nuova generazione. Le uniche volte dove la grafica fa storcere il naso è sicuramente quando nell’ambiente vi sono presenti oggetti secondari, quindi con una cura delle texture marginale, andando a stonare con quello che ci circonda. Con molta probabilità uno dei motivi di questo calo tecnico è dato dalla volontà di ridurre i caricamenti, dato che la loro durata è veramente irrisoria, anche se come lato negativo vi è lo spesso mancato caricamento di texture ed oggetti in pop-up. Nonostante queste critiche il comparto rimane buono, ma non possiamo dire lo stesso del framerate, data la sua pesante instabilità ed alle volte risulta veramente fastidioso, specialmente nelle fasi più concitate. Ci teniamo a dire però, che noi abbiamo giocato con una versione sprovvista della day one patch, quindi, all’uscita del gioco, il problema dovrebbe essere risolto, in teoria. A fare ritorno all’interno di questo magnifico viaggio, sono le ottime ost, composte da Yuka Kitamura, che rendono l’esperienza molto più emozionante.

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Commento Finale

Ed alla fine anche la saga di Dark Souls ha raggiunto la sua fine, concludendosi in maniera impeccabile. Nonostante inizialmente in molti avevamo storto il naso per questo terzo capitolo, fortunatamente è riuscito a stupirci, donandoci un esperienza unica ed intensa, specialmente per chi ha seguito la serie fin dai suoi albori. La zona di Lothric è magnifica, curata benissimo e rievoca molti ricordi nostalgici, lasciando spazio anche a degli scorci nuovi e puramente fantastici, contornata da un comparto tecnico che ha imparato dell’esperienza passata e si è migliorato in maniera definitiva. La lore, anche questa volta, si presenta ricca di contenuti, molte cose non dette esplicitamente, ma nonostante ciò, è proprio questo che rende la serie unica nel suo genere. Per concludere, questo terzo capitolo si fa carico di una grande eredità e riesce a tramandarla in un epico capitolo finale. La conclusione di questa saga ha infuso una malinconia unica, ma nonostante ciò è riuscito nella sua impresa finale, quindi per noi è promosso.


4 Comments

  1. David Il Matto Fiorin David Il Matto Fiorin
    • Avatar Federico Molino
  2. Avatar Emanuele Cevoli
    • Avatar Federico Molino

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