L’Angolo delle Nuvole – Convergence

Con la mini-serie Multiversity di Grant Morrison la DC Comics ha mostrato e raccontato le caratteristiche delle 52 terre parallele (ognuna delle quali condivide con le altre lo stesso spazio esistenziale ma vibra con diversa frequenza) che compongono il suo universo. Con Convergence questo arco narrativo arriva a conclusione con la realizzazione del folle piano di Brainiac, uno dei tanti nemici di Superman. Fuori da qualsiasi linea spazio-temporale, sul pianeta senziente Telos, Brainiac ha raccolto una collezione di città (con i rispettivi supereroi) rapite dal multiverso, costrette ora a combattere l’una contro l’altra affiché una sola di esse possa sopravvivere. La battaglia ha così inizio.

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La preparazione ha richiesto tempo, l’attesa è stata sostenuta da annunci sempre enfatici, le aspettative erano molto alte per un evento dal richiamo epocale. Convergence purtroppo ha deluso, e non poco, queste aspettative, mostrandosi come inerme, impotente di fronte alla portata di storie, legami, interessi, provocazioni che le serie precedenti (di preparazione) avevano accumulato. Il desiderio fremeva per un grande racconto, dal respiro ampio, che potesse consentire agli intrecci un giusto sviluppo, fino all’agognata rivoluzione dell’universo DC. Ebbene Convergence non è questo! Convergence è una lunga scazzottata con protagonisti gli eroi di Terra-2 (Superman, Batman, Lanterna Verde, Dick Grayson, Flash e l’Avatar del Rosso), che prima tentano di comprendere cosa stia accadendo, poi si scagliano contro Telos ed infine devono vedersela con un nuovo personaggio, Deimos. Tutto ridotto all’osso, senza alcuno spazio per gli altri eroi delle varie Terre, ma soprattutto senza alcun approfondimento psicologico dei protagonisti, travolti da un ritmo incessante che li costringe a scagliarsi di volta in volta contro il nemico di turno. Ovviamente i disegni e le chine di Van Sciver, Pagulayan e Paz supportano a meraviglia questo genere di racconto, ma è proprio il racconto ad essere troppo esile. Dal caos battagliero è giusto comunque salvare due momenti differenti per emozioni e sensazioni: l’incontro tra Bruce Wayne e suo padre Thomas Wayne, entrambi Batman in due Terre differenti, un incontro toccante ed emozionante per due personaggi che nei rispettivi mondi sono privi l’uno dell’altro (Bruce, del padre e Thomas del figlio), un incontro doverosamente risolto nel silenzio; l’altro momento di puro divertimento ironico riguarda un Telos sfinito, che dopo l’omicidio del Joker impreca “creatura ignobile. Un tormento in ogni linea temporale.”

 

Ora non resta che attendere la conclusione dell’altro mega evento, le Secret Wars di casa Marvel e sperare in un esito ben differente.


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