Erased – La città in cui io non ci sono – Recensione

Durante la stagione invernale conclusasi lo scorso mese, l’animazione giapponese non ha plasmato prodotti estremamente ricchi a livello qualitativo. Tuttavia, “l’eccezione che conferma la regola” è sempre pronta a sorprenderci, regalandoci, in un panorama tutto sommato povero, un anime che ha conquistato velocemente il grande pubblico: stiamo parlando di Erased – La città in cui io non ci sono, giunto in Italia grazie all’acquisizione dei diritti da parte di Dynit. La serie animata, proposta in Simulcast sulla piattaforma VVVVID, è stata distribuita in Giappone dallo studio A-1 Pictures, il quale, dopo aver apprezzato il manga originale scritto e disegnato da Kei Sanbe, ha deciso di investire su quest’opera molto promettente.

Nota in Giappone con il titolo Boku dake ga inai machi, la serie animata, formata da 12 episodi, ha saputo far breccia nei cuori degli spettatori giapponesi e non solo: mistero, psicologia, crimine, il tutto condito con quel pizzico di soprannaturale e di thriller che stimolano l’attenzione e la curiosità del pubblico. Erased è sicuramente un prodotto unico nel suo genere, una delle poche opere di questo inverno che rappresenta al meglio la qualità dell’animazione giapponese.

Ma a cosa è dovuto tutto questo successo? Vediamolo insieme nella nostra breve recensione.erased

Trama

“In questi giorni, le parole ‘se allora le cose fossero andate così…’ mi attraversano la mente.. Ma non era nulla che arrivasse ad essere un rimorso reale, era solo una scusa che sarebbe scomparsa col tempo…”

Satoru Fujinuma è un ragazzo di 29 anni che sta cercando di farsi un nome come mangaka, non senza difficoltà e molte paure. Non sempre, tuttavia, le cose vanno per il verso giusto, e il successo tanto agognato tarda ad arrivare. Satoru è un ragazzo apatico, serioso e che non sorride quasi mai: il suo carattere e la sua onnipresente frustrazione dipendono da un peculiare fenomeno di cui soffre, chiamato “Revival”. Quando la sua vita o quella di qualcuno nelle sue vicinanze è in pericolo, Satoru può tornare indietro nel tempo di qualche minuto, da 1 a 5 solitamente, e rivivere gli eventi appena accaduti così da poter sventare una catastrofe o salvare la vita a qualcuno. Un giorno, durante un Revival, Satoru salva un bambino che rischia di essere investito da un camion: per salvarlo, il protagonista finisce in ospedale, tuttavia senza ferite o traumi gravi. Questo evento attira la madre di Satoru, Sachiko, la quale per accertarsi delle condizioni di salute del figlio, decide di alloggiare a casa sua per qualche giorno.

Dalla breve convivenza tra Satoru e la madre veniamo a conoscenza di una serie di delitti che si sono consumati in città 18 anni fa e che hanno influenzato pesantemente la vita del giovane apprendista mangaka. Eventi di cronaca nera, che hanno visto la morte di diverse bambine di 10 anni, coetanee e compagne di classe di Satoru alle elementari: secondo Satoru, l’assassino incastrato 18 anni prima non era il vero colpevole, il quale, invece, sembra essere ancora a piede libero. Da questo momento gli eventi iniziano a susseguirsi velocemente, con Satoru che si ritrova coinvolto nell’omicidio della madre, accoltellata in casa sua. Satoru, innocente e in fuga dalla polizia, ha un nuovo Revival che lo catapulta questa volta indietro nel tempo di 18 anni, esattamente qualche settimana prima dell’inizio della catena di omicidi che ha sconvolto la sua vita.erased

La città in cui io non ci sono

“Ho paura. Ho paura all’idea di guardare dentro di me.”

L’incipit narrativo di Erased è incalzante: gli eventi che ci vengono raccontati nella prima puntata non sono pochi, e inizialmente possono lasciare frastornato lo spettatore. La regia riesce a narrarci una storia misteriosa e ricca di colpi di scena, nonostante la sua struttura classica. Sebbene non sia caratterizzato da scene concitate e dinamiche, l’anime riesce a non rendere mai noiosa la visione, guidandoci velocemente verso l’epilogo.
Satoru, il ventaglio di personaggi secondari e persino l’antagonista, sono ben realizzati e caratterizzati da una forte personalità che riesce a spiccare sulla scena. Al contrario, per quanto riguarda la sceneggiatura, i dialoghi molte volte cozzano con la natura dei personaggi, con bambini che fanno discorso da adulti e viceversa, tendendo a snaturare un po’ il ruolo ricoperto.

Se i personaggi sono caratterizzati ad hoc, non si può dire lo stesso dell’ambientazione: la città in cui si svolgono gli eventi narrati in Erased non viene approfondita, relegando a location specifiche il ruolo di punti di riferimento per la narrazione. Anche la natura poliziesca e thriller dell’anime tende a perdere corpo mano a mano che proseguiamo nella visione, lasciando spazio ai momenti di introspezione del protagonista, il quale cerca in tutti i modi di risolvere una situazione alquanto incasinata.

Il finale, purtroppo, benché sufficientemente intenso, viene parzialmente rovinato dalla velocità con la quale si scioglie la ragnatela di intrecci creata fino alla decima puntata: gli ultimi due episodi si snodano in una catena di eventi che minano l’atmosfera messa in piedi fino a quel momento, prosciugando senza mezzi termini la sensazione di suspense.erased

Revival

Dal punto di vista tecnico, Erased è un anime che si distingue per disegni molto curati e dettagliati, caratterizzati da un tratto adulto e colorazioni realistiche. Sebbene l’anime non presenti grandi sequenze animate, lo studio A-1 Pictures è riuscito a rendere giustizia all’opera grazie all’ottima qualità complessiva dei disegni e ad una attenzione particolare per i fondali, che risultano spesso molto suggestivi. Le scene più movimentate, realizzate in parte in computer grafica, non sono un aspetto portante dell’anime, il quale tende a mantenere una certa compostezza nei toni e nel carattere.

Anche il doppiaggio, ben realizzato e curato, non sorprende, soprattutto per quanto riguarda il protagonista: Satoru è un ragazzo serio, composto e che raramente si lascia trasportare dalle emozioni, e questo influenza anche il doppiaggio, che risulta alcune volte poco incisivo. La colonna sonora, incisa da Iwanami Yoshikazu, rispecchia i toni introspettivi e riflessivi dell’opera, con brani poco brillanti ma suggestivi. La sigla d’apertura e l’ending, al contrario, sono azzeccatissime e rispecchiano a pieno il carattere evocativo della serie, con melodie e testi emozionanti.erased

Conclusioni

Erased – La città in cui io non ci sono è una serie animata ottima: la stagione invernale, purché povera dal punto di vista qualitativo, è riuscita a partorire un’opera di grande calibro, capace di attrarre a sé una grande fetta di pubblico. La storia, caratterizzata da toni misteriosi e introspettivi, è adatta a tutti coloro che amano un tipo di animazione adulta e realistica.
Sebbene la trama scivoli via liscia, appassionando sin da subito lo spettatore, le vicende di Satoru portano ad un finale fin troppo rapido, che spezza l’atmosfera dolce e interiorizzante che accompagna tutta l’opera.
Complessivamente Erased è un prodotto di ottima fattura, che merita l’attenzione del grande pubblico. Consigliatissimo.

 

Scheda della serie tv (Anime)

Titolo: Erased – La città in cui io non ci sono
Musiche: Yuki Kajiura
Regia:  Tomohiko Ito
Sceneggiato: Taku Kishimoto
Genere: Crimine, mistero, thriller, soprannaturale
Durata: 12 episodi ( 24 min. circa)
Produttore: A-1 Pictures
Distribuzione: Dynit
Nazione: Giappone
Uscita:  7 Gennaio 2016 – 24 Marzo 2016


6 Comments

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  3. Avatar Federico Molino
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    • Avatar Francesco Lorenzoni

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