Doom – Anteprima

Questo è indubbiamente un momento molto atteso, si sa che Doom ha segnato nel profondo un intero genere video ludico come quello degli FPS, nello specifico ha aiutato la nascita degli Arena, quindi la mia prova approfondita della beta relativa al reboot della saga, testato su PlayStation 4, rappresenta l’aver avuto tra le mani un prodotto ricco di storia e con tanto da dare, che aspettiamo? Andiamo subito a parlarne!

Ritorno nell’arena

Doom è famoso soprattutto per la sua componente offline, ma in questa prova si è potuto testare per tre giorni circa solo il comparto multiplayer avendo a disposizione due modalità, ma già questo può bastare per essere qui a parlarne. Doom rappresenta uno dei maggiori esponenti dei titoli FPS Arena, insieme ai colleghi Quake ed Unreal Tournament, un genere competitivo e frenetico dove i giocatori si affrontano senza esclusione di colpi in ambienti angusti con quello che gli viene dato a disposizione, in aggiunta ad oggetti sparsi per la mappa con cui rigenerarsi la vita o l’armatura, oltre a potenziamenti momentanei ed armi semplicemente devastanti. L’apprezzamento per questa tipologia di gioco era così alta da essere uno dei generi predominanti oltre dieci anni fa, ma con il passare del tempo tutto l’entusiasmo verso questi è andato a scemare, ora però è tornato il capostipite del movimento, pronto a far esplodere colpi da tutte le parti.

Tornando al discorso modalità quelle provate sono state Deathmatch a Squadre e Via della Guerra, riguardo alla prima penso ci siano pochi dubbi, è il classico scontro a squadre 6 vs 6 dove il team che raggiunge per primo le 75 uccisione si porta a casa la partita, mentre la seconda si può definire lievemente diversa, alla fine dei conti per chi mastica gli sparatutto il concetto di re della collina a squadre non è sicuramente nuovo, ma per chi non lo sapesse è un tipo di battaglia tra team dove l’obiettivo è mantenere una determinata area della mappa il più tempo possibile, più si rimane con l’area non contestata, più punti si guadagnano fino a raggiungere il limite massimo. Personalmente parlando ho trovato molto più stimolante il deathmatch, essendo in grado di coinvolgermi maggiormente nelle meccaniche Arena del titolo, senza niente togliere comunque alla seconda, ma la vedo più da gioco di squadra, per cui adatta ad un genere lievemente differente, in ogni caso meglio una modalità in più che in meno.

In qualsiasi modo si giochi, la variabile impazzita in grado di sconvolgere l’esito dello scontro rimane la possessione demoniaca, scelta prima dell’inizio della battaglia ed attivabile tramite una sfera all’interno della mappa che apparirà dopo un certo quantitativo di tempo, ci permette di trasformarci in demone acquisendo un incremento mostruoso delle statistiche, fino ad essere delle macchina da guerra inarrestabili, l’unico modo per abbattere i giocatori “demoniaci” è quello di coalizzarsi in squadra usando ogni risorsa possibile ed alla sua morte il globo cadrà a terra pronto per essere nuovamente raccolto, in alternativa alla scadenza del tempo il potere demoniaco svanirà facendoci tornare normali.

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Mmm…cosa indosso oggi?

È importante il campo di battaglia, ma allo stesso identico modo lo è anche il nostro armamentario e qui la varietà di personalizzazione è notevole, andiamo con ordine parlando prima di tutto della parte più ininfluente, ossia la gestione estetica del personaggio. So già che per molti è una cosa importante ed a me in prima persona piace molto creare un personaggio ad hoc secondo i miei gusti, nello specifico è possibile modificare: casco, braccia (una per volta, per cui uno può essere diverso dall’altro), torso, parte inferiore del corpo, personalizzazione  delle armi e tante varianti di colorazioni.

La scelta dei colori delle armi o dell’armatura non è solo relegata ad una paletta singola, ma è possibile variare tanti dettagli per una personalizzazione unica, oltre al fatto che il colore (ed anche l’oggetto stesso) è modificabile tramite dei filtri, come per esempio il renderlo più o meno grezzo e l’effetto eventuale della ruggine, per regalare alla nostra arma un aspetto “vissuto”; infine è possibile scegliere i nostri “scherni”, in pratica le movenze attivabili con la pressione del D-Pad, per prendere in giro con stile i nostri avversari (menzione d’onore per il ballo di Carlton da Willy il Principe di Bel-Air), insomma ce n’è per tutti i gusti, in grado di tenere occupati i più smanettoni anche per svariate ore per trovare la configurazione ideale.

È il momento di parlare del menù Dotazione, come già ben testato in titoli come Call of Duty, il giocatore può personalizzare tre differenti slot scegliendo: l’arma primaria, quella secondaria ed il tipo d’equipaggiamento; sfortunatamente il numero delle armi presenti è abbastanza esiguo per il momento, ma tutto sommato hanno un buon varietà, con la possibilità di scegliere tra sette differenti macchinari bellici spaziando dall’immortale doppietta fino al lanciarazzi, citando ovviamente anche i tanti fucili futuristici come quello al plasma. La maggior differenziazione però è presente per lo slot d’equipaggiamento, abbiamo infatti le granate, un teletrasporto personale che ci permette di spostarci rapidamente attraverso un portale improvvisato (utile sia offensivamente che difensivamente) e delle granate prosciuganti, oggetti molto particolari che una volta lanciati creano un campo prosciugante nel quale viene sottratta la vita ai nemici per darla a noi.

Come se non fosse già abbastanza sono presenti anche dei Moduli Hack, è possibile assegnarne quattro differenti e sono mono uso, per cui una volta utilizzati non saranno più disponibili a meno di non ritrovarli come bottino post partita, possiamo usufruirne una volta morti, quando sullo schermo apparirà un piccolo menù a scorrimento dove poter scegliere, se ovviamente vogliamo, un hack da attivare per la vita seguente, alla morte successiva però perderemo il bonus scelto, la loro utilità non è sconvolgente, ma avere armatura extra, la localizzazione di chi ci ha ucciso e feature simili non fanno di certo male. Come già accennato l’unico modo per ottenerli è quello di giocare più partite possibili, dove alla fine riceveremo randomicamente dei moduli anche già posseduti; prima dell’avvio della partita abbiamo un ultima scelta a disposizione, quella del demone dal quale farci impossessare, al momento è una scelta per modo di dire dato che a disposizione abbiamo solo il Revenant, una creatura capace di grandi salti con un potere di fuoco letale.

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Fluido, ma le texture…

Note positive e dolenti allo stesso tempo, partiamo prima dalle positive con una fluidità su schermo immensa, il frame rate è semplicemente perfetto ed è particolarmente sorprendente avere in un multiplayer una fluidità simile, migliora in maniera imbarazzante l’esperienza di gioco e nello specifico la mira, tutto questo serve per rendere unica la sensazione pad alla mano, qualsiasi sia la sensibilità in uso. Però dei lati negativi in questo sistema grafico ci sono, nonostante la visione d’insieme sia piacevole e ben definita a livello di paletta di colori e modelli, le texture non sono d’alto livello, a mio modo di vedere non sembra di avere davanti un gioco in 1080p nativi, probabilmente questa sensazione è data anche dalle mappe della beta non fortemente definite, ma questo mi ha lasciato l’amaro in bocca a primo impatto, mi aspettavo di veder brillare maggiormente questo tanto proclamato motore grafico.

Per il lato sonoro non si può dire tanto, non c’è una vera e propria colonna sonora al di fuori delle esplosioni e dei proiettivi, bene o male può bastare questo ai fini dell’economia di gioco, ma qualche traccia ispirata non mi sarebbe dispiaciuta; inoltre la voce italiana che ci accompagna durante la partita non mi sembra molto adrenalinica ed azzeccata, per fare un esempio chiaro e rapido, la voce di Unreal Tournament 3 dava una carica ad ogni azione molto superiore, è un peccato anche se non certamente un grave difetto, diciamo una feature possibile in più.

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Doom sta arrivando!

Doom sta finalmente arrivando nelle nostre case, dopo un attesa quasi infinita ormai ci siamo, il 13 Maggio è tremendamente vicino e tutti i fan di questa gloriosa serie si staranno sfregando le mani, soprattutto dopo aver testato il prodotto con mano in questa beta, penso che il titolo possa essere descritto con due parole ben precise: Frenetico e Divertente; cosa si vuole di più da un FPS Arena? La risposta è nulla, un azione frenetica e incredibilmente divertente, capace fin dalla beta d’incollare allo schermo con dei server già buoni sin da ora, prepariamoci all’arrivo di uno degli FPS migliori dell’anno e non solo. Promosso al 100%!


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