Paragon – Anteprima

Finalmente abbiamo messo le mani sul nuovo MOBA di casa Epic Games, Paragon; annunciato durante il PlayStation Experience, sin da subito ha suscitato la curiosità di tutti gli amanti del genere, reso famoso nel mondo da titoli del calibro di League of Legends e Smite, sia tra i più grandi sostenitori della software house che nel corso degli anni ha regalato perle come Gears of War e l’intramontabile Unreal Tournament. Poco dopo l’annuncio però un dilemma ha preso possesso della nostra mente: vedremo finalmente un MOBA d’alto livello anche su console? Per rispondere parzialmente a questo primo interrogativo dovremo analizzare tanti fattori, iniziamo subito!

Verticalità

Prima di qualsiasi discorso è d’obbligo precisare che la versione da noi testata è un accesso anticipato, per cui da qui al vero e proprio rilascio passeranno decine e decine di patch, probabilmente anche molte di più, con un prodotto finale sicuramente totalmente diverso da quello attuale, ma nonostante questo è assolutamente da apprezzare questa parola: Verticalità.

Questo è il concetto che differenzia maggiormente Paragon dal resto dei MOBA finora usciti sul mercato, una mappa ed uno stile di gioco che non si basa soltanto su un unico piano orizzontale per quanto riguarda la tattica e gli scontri, ma unisce a questo la possibilità di sfruttare alture per complicare, in senso assolutamente positivo, la battaglia con ulteriori aspetti tattici finora mai esplorati in questo genere.

L’evoluzione del titolo rispetto ai concorrenti la si può vedere come un intreccio complesso di più generi in uno, in fondo Epic Games è anche famosa per la sua gestione degli Shooter e qui è innegabile notare la sua forte presenza, con l’aggiunta di una miriade d’effetti particellari collegati ad esplosioni oppure ai proiettili, che per di più sono sotto forma di laser in questa sotto specie di struttura semi futuristica; ma un altro aspetto molto affine a loro è la terza persona e qui alla fine dei conti è anche la telecamera a risultare unica ed interessante, infatti il focus dell’azione è riservata al personaggio risaltando la sua figura e ponendolo in primo piano rispetto a qualsiasi altro fattore presente sul campo visivo, proprio mentre si pensa a questo si notano le prime differenze rispetto ad uno Smite o League of Legends (NB. Si citano questi due giochi essendo due esponenti del genere ognuno con un aspetto totalmente differente dall’altro), in cui la telecamera inquadra maggiormente il campo di battaglia, sia essa isometrica oppure in una terza persona leggermente più rialzata, questo all’inizio è disorientante, ma con il tempo si può apprezzare maggiormente quello che ci circonda, per cui la posso definire senza dubbi una proposta valida.

Lato invece negativo, almeno secondo il mio punto di vista, è l’eccessiva lentezza dell’azione, niente ovviamente di sconvolgente o difficile da correggere, basterebbe solamente aumentare la velocità di movimento dei personaggi per garantire un azione più frenetica ed eccitante, questo per avvicinare ancora di più Paragon allo stile degli Sparatutto, dato che la telecamera presente aiuta molto questo potenziale mix e l’eccessiva lentezza dei personaggi in battaglia, ricordiamo la presenza della modalità viaggio che permette di andare in giro della mappa celermente senza però aver possibilità di attaccare, appesantiscono troppo delle meccaniche che meriterebbero una maggiore fluidità.

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Un’ampia varietà

Non si può dire per il momento di avere un numero così elevato di personaggi disponibili, ma la cosa positiva è l’estrema differenza di ognuno di loro, passiamo certamente dai Carry ai Tank, come già ben conosciamo, ma hanno una marcia in più rispetto ad altri eroi visti altrove, un ottima caratterizzazione, aiutata certamente dal motore grafico imponente, tanti effetti particellari ed abilità uniche per ognuno di loro; non dubitiamo che con il tempo magari certe cominceranno a dare quella sensazione di già visto tra quelli presenti, ma allo stato attuale delle cose le sensazioni sono positive.

Lato forse parzialmente negativo di alcuni personaggi sono gli eccessivi richiami ad altri eroi del panorama dei MOBA, un esempio lampante è il nuovo arrivo Sevarog, oltre ad avere l’aspetto cliché di uno spettro, è molto simile a Nasus di League of Legends per il suo funzionamento e sicuramente non è l’unico a patire questa cosa; non è un difetto grave, ma in questi titoli più fantasia e creatività c’è, più ne giova il divertimento globale.

Un altro aspetto che caratterizza Paragon sono le carte, queste servono per potenziare i nostri eroi in battaglia, andando a sostituire completamente gli oggetti ed equipaggiamenti; si differenziano in attive e passive, le prime sono per lo più accessori utili allo scontro come pozioni e segnalatori, le seconde hanno un’ulteriore biforcazione: Equipaggiamenti e Potenziamenti. Gli equipaggiamenti sono in sostanza gli oggetti base che i nostri personaggio possono indossare nel corso dello scontro per ricevere dei bonus, ognuno ha tre slot vuoti da riempire con dei potenziamenti, potendo aumentare con questi ogni singola statistica per creare delle build complesse e complete per il nostro modo di giocare. Queste carte possono essere trovate in dei pacchetti e con esse creeremo dei mazzi a tema per un determinato eroe, in modo tale da impostare sin da subito la nostra strategia vincente per potenziarlo al massimo; l’ulteriore impatto strategico sul gameplay dato dalle carte è molto ostico da padroneggiare alla perfezione, anche per chi naviga con questi titoli da anni, serve infatti parecchio tempo per adattarsi completamente, ma il risultato finale è indubbiamente notevole.

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Mastodontico

Unreal Engine, motore grafico molto discusso per le sue prestazione altalenanti, da una parte non si può non notare la sua maestosità a livello di dettagli, dall’altro è risaputa la sua fragilità per glitch e bug più che frequenti, ma in questo specifico caso, nonostante ricordiamo nuovamente si è in accesso anticipato e tanto è ancora da testare a fondo, l’effetto è semplicemente mastodontico. Ogni singola cosa, dagli effetti particellari, ai personaggi, all’ambientazione e tutto il resto è veramente spettacolare, era difficile prima di testarlo con mano pensare ad un livello così alto per un MOBA, ci ha lasciato veramente a bocca aperta, anche per la fluidità e la stabilità che per il momento sembra mostrare, gran bel colpo Epic Games, questa volta hai reso il motore grafico la vera marcia in più del tuo prodotto, unico lato negativo sono le animazioni dei minion non del tutto realistiche, il tempo di migliorarle c’è.

Il sonoro per il momento non si può valutare più di tanto, certo gli effetti durante la battaglia sono ben realizzati e d’effetto, ma le musiche lasciano un po’ a desiderare, con un abbondante ripetitività e mancanza d’incisività, si spera magari in un miglioramento della lista dei brani nei mesi a venire.

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In Conclusione – Secondo Emanuele

Cosa si può dire per Paragon dal mio punto di vista? Siamo ancora agli inizi, per cui come già preannunciato tanto cambierà senza ombra di dubbio, ma il livello è realmente alto con un comparto grafico da far spavento ed idee di fondo solide e concrete, personaggio ispirati ed un ambientazione da urlo, non vedo l’ora di vedere in cosa il gioco migliorerà, spero soprattutto nella velocità di movimento dell’azione, sperando che non ci siano dei passi indietro, quando si è in Early Access tutto è possibile.

In Conclusione – Secondo Federico

Ormai i MOBA sono una realtà concreta con un bacino d’utenza imponente, passando da League of Legends fino ad arrivare a DOTA 2, conquistandosi così il posto in questo aggressivo mondo videoludico. Seppure all’apparenza Paragon non sembri essere un vero MOBA, durante la prima sessione si riuscirà a capire benissimo che, Paragon è in tutto e per tutto un titolo del genere, ed addirittura, ne riesce a rivoluzionare le meccaniche. Principalmente, quello che contraddistingue Paragon, è sicuramente la visuale in terza persona, con una telecamera puntata proprio alle spalle del personaggio, quasi come un Top Shooter. Per certi versi questa rende il gioco molto più full-immersion, ma per altri, gioca a sfavore, perché non si ha una completa visione della mappa, e gli agguati, sono all’ordine del giorno, visto che non è possibile – come avviene su League of Legends di Riot Games -, cercare i nemici scrollando con il cursore la mappa di gioco. Per chi avrà giocato a un MOBA, saprà benissimo che una delle principali funzioni degli eroi di gioco è l’auto-attack, che consiste nel cliccare il proprio avversario per sferrare degli attacchi automatici. Purtroppo su Paragon non è possibile, visto che gli attacchi sono calibrati in base alla nostra mira, dove ogni attacco sferrato passa solamente per la pressione di un tasto, come se fosse un Top Shooter – ecco perché prima avevamo accennato ai TPS -. Non vorrei dilungarmi troppo, anche perché il mio collega ha già espresso benissimo l’idea di cos’é Paragon, per cui vorrei concludere dicendo che, il titolo ha delle potenzialità, possiede degli eroi fortemente caratterizzati, l’unico importante compito è di Epic Games, che dovrà giocare bene le proprie carte, cercando di non farsi affondare dagli avversari che sono già sul campo di battaglia da molto più tempo.


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