Uncharted 4: Fine di un Ladro – Anteprima

Grazie all’invito da parte di Sony, abbiamo avuto modo di partecipare ad un evento stampa molto ristretto in cui c’è stato presentato per la prima volta in assoluto il single player di Uncharted 4: Fine di un Ladro. Ad impreziosire la splendida quanto evocativa location del Salone dei Tessuti di Milano, sono intervenuti Arne Meyer e Ricky Cambier, rispettivamente Community Manager e Lead Designer di Naughty Dog.

Dopo i vari convenevoli, Meyer ha spiegato con una breve panoramica sulla serie come Uncharted 4 sia il culmine delle avventure di Nathan Drake, ed ha anche fornito qualche dettaglio in più sulla storyline. La vicenda gira infatti intorno alla leggendaria figura di Henry Avery, un pirata inglese realmente esistito durante il XVII Secolo che, dopo essersi ammutinato ed aver conquistato la nave del suo ex-capitano, la Fancy, parti alla volta del Madagascar per fare quello che nessuno aveva mai fatto: riunire una flotta di pirati.

Dopo un esordio non esaltante sulla scena marittima, Avery riuscì a mettere a segno il colpo più grande mai riuscito nella storia, con un bottino ad oggi stimato intorno ai $400 Milioni. Dopo vari attriti diplomatici tra India e Inghilterra, partì una caccia all’uomo che non andò mai a buon fine perchè Henry Avery ed il suo immenso tesoro semplicemente scomparvero senza lasciare traccie.

Buon sangue non mente, e i fratelli Drake fin dalla gioventù si misero sulle tracce di questo fantastico tesoro fino all’apparente morte del fratello minore, Sam. Dopo le millemila peripezie che abbiamo apprezzato nei capitoli precedenti, Uncharted 4 comincia mostrandoci un Nathan ritiratosi a vita privata ma che non esita un solo istante a tornare in azione dopo aver scoperto che Sam è in verità ancora vivo, che ha localizzato il tesoro di Avery in Madagascar ma che la sua sopravvivenza dipende dal suo ritrovamento.

Coma da tradizione, se ci sono i buoni ci sono anche i cattivi, e stavolta sembrano davvero pronti a tutto pur di fermare i fratelli Drake nella loro impresa. Stiamo parlando di Rafe Adler, un uomo spietato e pronto a tutto per impossessarsi del bottino; e Nadine Ross, a capo di un plotone di mercenari e soldati in Sud Africa.

Uncharted 4

Dopo una spiegazione sulla trama che farà da sfondo ad Uncharted 4, è salito sul palco della presentazione Cambier che ci ha mostrato invece le novità introdotte nel core gameplay del gioco, tenute nascoste gelosamente nelle ultime settimane da un silenzio stampa impenetrabile dopo l’ultimo rinvio.

L’idea che ha mosso Naughty Dog nello sviluppo è stato quello di improntare il gioco in 3 fasi ben distinte ma allo stesso tempo congruenti e con un incastro perfetto. Passiamo infatti dall’esplorazione – a piedi o su quattro ruote – allo stealth per finire con le sparatorie; il tutto senza soluzione di continuità. Molta enfasi è stata posta sulla prima grazie all’introduzione della Jeep, che cambia e stravolge completamente le meccaniche più guidate – e a “corridoio” – dei precedenti capitoli.

Pad alla mano infatti ci siamo trovati ad ammirare una grande e rigogliosa vallata del Madagascar messa a nostra totale disposizione. Il modello di guida “arcade” appare quantomai azzecato nel contesto e trasmette perfettamente la sensazione delle sospensioni di una 4×4, ora su un terreno scosceso e dissestato, ora irto di pietre oppure fangoso. In quest ultima evenienza si nasconde un’ottima trovata di level design: bisogna infatti imparare a riconoscere le varie tipologie di terreno, pena l’impossibilità nel proseguire. In ogni caso potrete comunque abbandonare la Jeep e avventurarvi a piedi ma non temete, il rischio di perdere il fuoristrada è presto scongiurato dalla pressione della freccia direzionale ‘giù’ per vederlo evidenziato a schermo.

A tal proposito è vincente l’introduzione del verricello che, come in Batman Arkham Knight, sarà utile per tirarvi fuori da pantani oppure interagire con gli elementi distruttibili dello scenario. Alberi, rocce, casse e persino un “cadavere” di un ponte fatiscente ci sono serviti per superare gli ostacoli ed arrivare al primo avamposto nemico.

La nostra “scampagnata” – costantemente puntellata dai brillanti scambi di battute tra Nathan, Sam e Sully – si è interrotta bruscamente quando Drake ha avvistato una torre presidiata dai mercenari di Nadine, costringendoci quindi a passare alla seconda fase: lo Stealth.

Uncharted 4

Partiamo col dire che un altro deciso passo in avanti è stato fatto dal team di sviluppo sull’IA dei nemici, più aggressivi ed agguerriti che mai e dotati finalmente di un sistema di minaccia il quale andrà a riempire il segnalino sulla testa degli avversari, rendendo in tal senso lo stealth più verosimile ed appagante da giocare.

Per non sbilanciare troppo l’esperienza di gioco, d’ora in avanti mirando con L2 e premendo L3 marcheremo i nemici, seguendo in questo modo i loro pattern comportamentali; una feature quindi molto utile e di cui si cominciava a sentire la necessità.

Inoltre lo sposalizio tra livelli più ampi e spazi aperti e le rinnovate meccaniche furtive generano una varietà di approcci nuova per la serie e che funziona dannatamente bene.

Optando per la forza bruta è finalmente possibile liberarsi della morsa avversaria da dietro premendo triangolo e rispondere a suon di pungi con il quadrato. Imbracciate invece le armi da fuoco – che vanno dalla classica .380 allo sniper rifle -il feeling rimane quello di Uncharted che è stato possibile provare con la beta multiplayerIl gunplay ci ha convinto ancora una volta restituendo quindi un bellissimo feedback dei colpi esplosi.

A meno di un headshot buttare giù i soldati nemici non sarà facile, poichè sono quasi tutti ben corazzati ed armati e non si fanno mancare manovre di assedio e accerchiamento capaci di rendere la vita impossibile anche al giocatore più navigato. Ritirarsi diventa quindi non soltanto una possibilità, ma anche una strategia a volte vincente grazie al rampino, un’ulteriore aggiunta capace di approfondire il gameplay sia in fase di esplorazione che di shooting.

Complessivamente comandare Nathan – soprattutto farlo collaborare con Sam e Sully – è qualcosa di sensazionale. La risposta ai comandi è sempre puntuale (complici i 30 fps generalmente stabili) e le nuove animazioni donano un’immedesimazione pressoché totale.

Sul fronte tecnico Uncharted 4 è quella “next-gen” che tutti aspettavamo, soprattutto per quel che concerne le animazioni facciali, il polygon count, le cut-scenes e qualità degli shader applicati; tuttavia l’impostazione simil-open world presta il fianco a fenomeni di pop-in delle ombre ed un Level of Detail che spoglia di dettaglia gli elementi dopo una distanza nemmeno troppo esagerata.

Ciò detto, l’ultima creatura di Naughty Dog è francamente sorprendente da vedere, grazie ad una cura maniacale nella riproduzione di texture di ottima qualità, del sistema di illuminazione, nei particellari (in particolare il fumo) e in tutte quelle piccole cose che in un modo o nell’altro rendono un ottimo gioco un capalavoro.

Sarà il caso di Uncharted 4? Per dirlo non rimane che attendere la nostra recensione, ma le carte in tavola per esserlo ci sono tutte: una trama appassionante e coinvolgente fin dal suo incipit; un gameplay fedele alla tradizione ma rinnovato in quegli aspetti un po stantii ed una realizzazione tecnica e sonora che lascia a bocca aperta.

Resta da valutare la longevità e la tenuta emotiva della storyline e se l’introduzione della Jeep ed il focus sullo stealth caratterizzeranno in positivo l’esperienza finale di Uncharted 4: Fine di un Ladro.

Naughty Dog… non ci deludere!!!


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.