Un Paese quasi Perfetto – Recensione

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Un paese quasi perfetto, uscito il 24 Marzo nelle sale italiane, è il ritorno alla regia di Massimo Gaudioso, noto sceneggiatore di cui conosciamo la stretta collaborazione con Matteo Garrone per il quale ha scritto Gomorra e Reality e per essere stato co-autore di film commedia come Benvenuti al Sud.

Una commedia che riprende La grande seduction del 2003 scritto da Ken Scott e diretto dal canadese Jean-François Pouliot, portando sullo schermo tratti di vita paesana, uomini la cui unica possibilità di sopravvivere alla vita è il lavoro nella miniera. Quando però verrà chiusa dando il via ad una disoccupazione generale gli animi sconfitti dovranno trovare una soluzione a quella crisi che potrebbe lasciare tutti sul lastrico; la luce fuori dal tunnel si vedrà nella possibilità che un’imprenditore costruisca una fabbrica che darebbe posti di lavoro; unico problema, per far si che ciò avvenga, è necessaria la figura di un medico residente nel paesino di Pietramezzana.

Forte di un talento nella scrittura non si può dire però che con questa pellicola, che vede protagonisti Fabio Volo e Miriam Leone, si sia cimentato in qualcosa di nuovo; memore del successo del film che vedeva protagonista la coppia Claudio Bisio-Alessandro Siani a fare da cornice alla vicenda vi è ancora una piccola realtà cittadina che, in questo caso, per sopravvivere cerca aiuto nella figura di un chirurgo plastico milanese (ancora una volta a riproporsi il divario Nord e Sud), necessario affinchè un’azienda possa investire nelle risorse umane del piccolo borgo, abbandonato dallo stato e dalla politica.
Una contemporaneità di fondo che è il punto di forza del film, data la condizione spesso precaria di queste piccole realtà locali, poco o per niente tutelate dallo stato; dovendo trovare la forza dai propri cittadini il piccolo paese farà di tutto purchè il chirurgo rimanga e possa ridare speranza alle persone.
Cliche già visti nella tipica commedia italiana degli ultimi anni ma sempre efficaci sul pubblico che, portato all’immedesimazione può, attraverso la giusta dose di ironia, riscoprire le origini e la propria terra.
Una semplicità di fondo nel film di Gaudioso che però rimane a tratti motivo di demerito per le mille possibili sfumature che avrebbero reso il film sicuramente più interessante e meno “pigro” dal punto di vista tecnico registico.

Una piattezza di idee e coraggio che, dispiace dirlo, non danno merito al potenziale talento (già dimostrato) del regista che aveva a disposizione nel cast interpreti come Silvio Orlando e Carlo Buccirosso, a loro agio nei panni dei loro personaggi, ma sicuramente sprecati per la loro bravura.
Un Paese quasi Perfetto si inserisce in quella tradizione cinematografica italiana di chi avrebbe tanto da dire ma che non riesce a trovare, forse, le immagini più adatte per dirlo e punta alla riproposizione di tecniche narrative già ampiamente assodate e viste nel nostro cinema che, alla lunga, non fanno altro che stancare.


Scheda film

Titolo: Un Paese quasi Perfetto
Regia: Massimo Gaudioso
Sceneggiatura: Massimo Gaudioso
Cast: Fabio Volo, Silvio Orlando, Carlo Buccirosso, Nando Paone, Miriam Leone, Maria Paiato, Francesco De Vito, Gea Martire, Antonio Petrocelli
Genere: Commedia
Durata: 92′
Produzione: Cattleya con Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Nazione: Italia
Uscita: 24/3/16

Ciao a tutti, sono un ragazzo di 19 anni con la passione per il Cinema. Aspirante attore e studente di Lettere Moderne all'Università Statale di Milano.

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